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23 luglio

Beata Giovanna da Orvieto

Domenicana

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la chiamata

Giovanna nacque a Carnaiola nel 1264, borgo che oggi si trova nel comune di Fabro. Rimasta orfana in tenerissima età, affidò la sua infanzia alla custodia degli Angeli, di cui avvertiva la costante tutela. A dieci anni si consacrò a Gesù, anelando a una vita di completa dedizione. Crescendo bella e graziosa, maturò il disegno di entrare nel Terz'Ordine di San Domenico. All'epoca quel Terz'Ordine fioriva rigoglioso, e i suoi membri vestivano l'abito e conducevano una vita religiosa senza lasciare le proprie case. I parenti con cui viveva si sdegnarono di tale proposito, poiché l'avevano già promessa a un ricco giovane del paese, e cominciarono a ostacolarla in tutti i modi.

Il rifugio a Orvieto e la consacrazione

Per restare fedele alla sua chiamata, Giovanna lasciò Carnaiola e si rifugiò nella vicina Orvieto. All'epoca di questi eventi aveva solo quattordici anni. A Orvieto fu ospitata da altri parenti, che le offrirono una cameretta solitaria e la libertà di servire Dio. In questo luogo protetto poté finalmente ricevere il bianco Abito dell'Ordine domenicano, abbracciando pienamente la regola della penitenza.

Le estasi e la Passione di Gesù

La vita della beata fu caratterizzata da un'ascesa costante nelle vie dell'amore divino. Era favorita da altissima contemplazione e si internava profondamente nei misteri della Passione di Gesù. Questa dedizione le meritò una dolorosa partecipazione ai misteri stessi: negli ultimi dieci anni della sua esistenza, tutti i venerdì ella entrava in estasi, sembrando in tutto un crocifisso vivente. Durante queste intense manifestazioni spirituali, le ossa le si dislogavano con fragore, come se si frantumassero.

Il transito e il culto

Giovanna morì a Orvieto il 23 luglio 1306. Dopo la morte, dalla ferita del suo costato scaturì vivo sangue, segno della grazia che l'aveva abitata, mentre Dio la onorava con molti miracoli. Il suo corpo riposa oggi nella chiesa cittadina di San Domenico. Fu dichiarata beata nel 1743, e Papa Benedetto XIV, l'undici settembre 1754, ne confermò ufficialmente il culto. Nel 1926 fu eletta patrona d'Italia delle lavoratrici, delle sarte e delle ricamatrici. Il Martirologio la ricorda a Orvieto in Umbria come beata Giovanna, vergine, Suora della Penitenza di San Domenico, insigne per carità e pazienza, oltre che specchio e maestra di vita cristiana per i suoi concittadini.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Giovanna da Orvieto?

La sua memoria liturgica si celebra il 23 luglio.

Di cosa è patrona la Beata Giovanna da Orvieto?

Nel 1926 fu eletta patrona d'Italia delle lavoratrici, delle sarte e delle ricamatrici.

A Orvieto in Umbria, beata Giovanna, vergine, Suora della Penitenza di San Domenico, insigne per carità e pazienza. — Martirologio Romano