25 ottobre
Beata Maria Teresa Ferragud Roig e 4 figlie suore
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la famiglia
Maria Teresa Ferragud Roig nacque ad Algemesí, in provincia di Valencia, in Spagna, il quattordici gennaio 1853, inserendosi come fedele laica nell'arcidiocesi di Valencia. La sua formazione spirituale si sviluppò nelle file dell'Azione Cattolica, dapprima come Aspirante e in seguito tra le file delle Donne Cattoliche, alimentando una spiritualità robusta nutrita dalla partecipazione quotidiana alla messa e alla comunione. Maria Teresa coltivava una profonda devozione al Santissimo Sacramento, alla Madonna mediante la recita del Santo Rosario e al Sacro Cuore di Gesù. Nel matrimonio, celebrato il ventitré novembre 1872 all'età di diciannove anni con Vincenzo Silverio Masiá, Maria Teresa volle un marito che la pensasse allo stesso modo in materia di fede e di carità. I testimoni dell'epoca descrivevano Vincenzo Silverio Masiá come un uomo di fede profonda, di costante preghiera, molto devoto e caritatevole. L'uomo morì nel proprio letto da uomo ordinario, senza subire il martirio. La coppia accolse nove figli, modellati sul loro stile e sul loro esempio di vita cristiana. I vicini di casa definivano la famiglia di Maria Teresa e Vincenzo una famiglia tutta santa, poiché nella loro casa si pregava, si lavorava, si viveva in serena semplicità e si manteneva sempre un occhio di riguardo per chi si trovava nel bisogno. All'interno di questo clima di grazia fiorirono ben sei vocazioni religiose, di cui due figli scelsero di diventare frati cappuccini e quattro figlie intrapresero la vita contemplativa. Tra i due figli cappuccini, uno morì nel 1927 mentre l'altro partì come missionario in America. La dedizione di Maria Teresa verso il prossimo si espresse anche attraverso il suo impegno nella Confraternita di San Vincenzo de' Paoli, dove fu prodiga di carità e giunse a ricoprire l'incarico di presidentessa.
Le figlie consacrate
Quattro delle figlie di Maria Teresa e Vincenzo intrapresero la vita consacrata in monasteri di clausura, custodendo la medesima dedizione al Signore che avevano respirato nella casa paterna. Tre di esse appartenevano all'Ordine delle Clarisse Cappuccine nel monastero di Agullent, mentre la quarta apparteneva all'Ordine delle Agostiniane Scalze. La prima di loro fu suor Maria di Gesù, al secolo Vincenza, nata il dodici gennaio 1882 e divenuta vergine delle Clarisse Cappuccine. A lei seguì suor Maria Veronica, al secolo Gioacchina, nata il quindici giugno 1884, anch'essa clarissa cappuccina. La terza figlia consacrata fu suor Maria Felicita, al secolo Francesca, nata il ventinove agosto 1890, anch'essa appartenente all'ordine delle Clarisse Cappuccine. La quarta figlia fu suor Giuseppa della Purificazione, al secolo Raimonda, nata nel 1887, la quale apparteneva alle agostiniane scalze. Queste donne vissero la loro vocazione nella preghiera e nel raccoglimento, portando nei monasteri lo spirito di semplicità e di carità appreso dai genitori.
La persecuzione e l'arresto
Negli anni trenta del ventesimo secolo scoppiò in Spagna la guerra civile, accompagnata da una feroce persecuzione religiosa che sconvolse profondamente la società e la Chiesa. Nel 1936, a causa del precipitare degli eventi e dell'ostilità dominante, i conventi dovettero chiudere i battenti e le quattro suore si ritrovarono tutte nella casa paterna, dove cercarono di continuare la propria esistenza. Le figlie conservavano in casa uno stile claustrale fatto di preghiera, silenzio e raccoglimento, cercando di passare inosservate in un contesto divenuto ostile. Maria Teresa aveva ormai compiuto ottantatré anni quando le figlie fecero ritorno sotto lo stesso tetto, e rimase molto scossa dallo scoppio della persecuzione. Nonostante la rigorosa discrezione, le figlie religiose furono scovate in casa, probabilmente in seguito a una soffiata giunta ai miliziani. Il diciannove ottobre, nel corso del pomeriggio, le quattro suore furono arrestate dalle forze armate. Maria Teresa ricevette l'opportunità di mettersi in salvo a causa della sua età avanzata, ma decise fermamente di non separarsi dalle figlie, rifiutando di lasciarle sole in un momento così drammatico della loro via terrena.
Il martirio e la testimonianza
Le donne furono condotte in cella e lì attesero la sentenza di morte per sei lunghi giorni, trascorsi nella preghiera e nell'affidamento a Dio. La sentenza capitale arrivò il venticinque ottobre 1936, giorno della festa di Cristo Re, suggellando il destino delle cinque donne. In quello stesso giorno, le cinque donne furono prelevate dal carcere e trasportate sul luogo dell'esecuzione presso Cruz Cubierta, dove terminarono la loro esistenza terrena. Giunte sul luogo del supplizio, Maria Teresa chiese come ultimo desiderio di essere giustiziata per ultima, mossa dal profondo desiderio di compiere il suo dovere di mamma fino all'ultimo rincuorando le figlie ed essendo sicura della loro fedeltà al divino Sposo. La tradizione e le cronache ricordano la somiglianza di questo gesto con la storia biblica della madre dei sette fratelli Maccabei, la quale sostenne i figli nel martirio e coronò tale sostegno con lo spargimento del proprio sangue. Maria Teresa gridò alle figlie di avere coraggio, dicendo loro che era questione di un attimo mentre l'eternità sarebbe durata per sempre, e le incitò ricordando che il loro Sposo le attendeva. La madre assistette così alla morte delle figlie, vedendole cadere una alla volta con il nome di Cristo Re sulle labbra e il perdono nel cuore. Gli assassini, colpiti da tanta fermezza, chiesero a Maria Teresa se non avesse paura di morire, definendola vecchia. Ella rispose con fierezza di aver seguito Cristo fino alla fine e di voler andare dove erano andate le figlie. Le martiri furono incoronate per avere coraggiosamente reso testimonianza a Cristo nella stessa persecuzione, gridando a gran voce Viva Cristo Re e perdonando i loro carnefici prima di morire. Gli stessi assassini, ad esecuzione avvenuta, dovettero ammettere che quella donna era davvero una santa. Il martirologio ricorda ad Alzira, nel territorio di Valencia, le beate Maria Teresa Ferragud Roig e le sue figlie come martiri che hanno dato la vita per la fede.
Il culto e la memoria
La figura di Maria Teresa Ferragud Roig e delle sue figlie ha lasciato un segno indelebile nella memoria della Chiesa cattolica e nel cuore dei fedeli. Papa Giovanni Paolo II, che nutriva una grande ammirazione per questa coraggiosa madre di famiglia, le ha beatificate insieme alle sue quattro figlie nel 2001. La loro testimonianza di fede domestica e di martirio ha continuato a risuonare nel tempo, ricevendo ulteriore riconoscimento quando il Papa, in occasione del sesto incontro mondiale delle Famiglie svoltosi a Città del Messico, ha indicato la famiglia di Maria Teresa a modello per tutte le altre famiglie del mondo. L'autore Gianpiero Pettiti ha contribuito a tramandare la memoria di questa straordinaria vicenda umana e spirituale, che unisce la santità del focolare domestico alla palma del martirio cruento.
La vita
Maria Teresa Ferragud Roig nacque ad Algemesí nel 1853, in un contesto sociale e religioso che avrebbe plasmato la sua dedizione verso il prossimo. Nel 1872 contrasse matrimonio con Vicente Silverio Masià, dando vita a una famiglia numerosa e benedetta dalla nascita di nove figli. La sua spiritualità non si limitò all'ambito domestico, ma si tradusse in una partecipazione costante e generosa alle attività dell'Azione Cattolica e della San Vincenzo de' Paoli, organizzazioni attraverso le quali espresse il suo amore concreto verso i bisognosi. La casa di Maria Teresa divenne, nel corso della guerra civile spagnola, un rifugio sicuro per le sue quattro figlie religiose, le quali, costrette ad abbandonare i propri conventi, trovarono nella madre protezione e sostegno spirituale.
La tragedia si compì nell'ottobre del 1936, quando la madre e le sue quattro figlie furono arrestate dai miliziani. Condotte presso Cruz Cubierta, affrontarono il momento supremo della testimonianza con animo saldo. Maria Teresa, in un gesto di amore materno che trascende la natura umana, ebbe la forza di incoraggiare le proprie figlie a rimanere fedeli alla loro consacrazione fino al sacrificio finale. Ella stessa fu fucilata per ultima, coronando una vita spesa per Dio e per la famiglia con il dono della vita stessa, un atto che ha segnato profondamente la memoria storica della Chiesa di Valencia e dell'intera Spagna.
Il culto
Il martirio di Maria Teresa Ferragud Roig e delle sue quattro figlie religiose è un evento che ha lasciato una traccia indelebile nella devozione popolare e nella riflessione teologica del ventesimo secolo. La loro testimonianza collettiva è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa cattolica attraverso il processo di beatificazione, culminato nella cerimonia presieduta da papa Giovanni Paolo II nel 2001. Questo riconoscimento non celebra soltanto la fine eroica di queste donne, ma pone l'accento sulla coerenza di una vita cristiana vissuta pienamente in ogni sua fase.
La figura di Maria Teresa continua a essere venerata come modello di coraggio per le madri e per i laici impegnati. La commemorazione liturgica, fissata per il 25 ottobre di ogni anno, unisce nel ricordo la madre e le figlie, onorando il sacrificio di una famiglia che ha scelto di non rinnegare la propria fede neppure di fronte alla morte. La loro memoria invita i fedeli a una riflessione profonda sulla fedeltà ai valori evangelici, offrendo un esempio di come la preghiera e l'impegno caritatevole possano sostenere l'anima anche nelle ore più buie della storia umana.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria Teresa Ferragud Roig?
La memoria liturgica della Beata Maria Teresa Ferragud Roig e delle sue figlie martiri si celebra il venticinque ottobre.
Ad Alzira nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beate Maria Teresa Ferragud Roig e le sue figlie Maria di Gesù (Vincenza), Maria Veronica (Gioacchina), Maria Felicita Masiá Ferragud, vergine dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine, e Giuseppa della Purificazione (Raimonda) Masiá Ferragud, vergini dell’Ordine delle Agostiniane Scalze, martiri, che sempre nella stessa persecuzione furono incoronate per avere coraggiosamente reso testimonianza a Cristo. — Martirologio Romano