16 agosto
Beati Vìctor Chumillas Fernàndez e 19 compagni
Martiri francescani
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e prime vocazioni
Il beato Vìctor Chumillas Fernàndez nacque a Olmeda del Rey il ventotto luglio millenovecentodue da Alfonso e Catalina, genitori pii di umile condizione che ebbero sei figli. Fu battezzato il trenta luglio millenovecentodue nella parrocchia locale di Nostra Signora della Neve. A causa della morte prematura del padre, dovette lavorare per aiutare la famiglia, aiutando i poveri e visitando gli infermi secondo l'esempio dei genitori. Fin da piccolo fu affascinato dalla storia dei Martiri del Giappone e manifestava pubblicamente il desiderio di recarsi in terra di missione e di morire martire per Cristo, ripetendo le prediche ascoltate e ricevendo l'aiuto economico dei vicini per il corredo e lezioni private dal parroco. Il venticinque settembre millenovecentoquattordici entrò a dodici anni nel seminario minore francescano di Belmonte, iniziando il noviziato il due agosto millenovecentodiciassette a Pastrana ed emettendo la prima professione ad Arenas de San Pedro il quattro agosto millenovecentodiciotto, per poi studiare filosofia a Pastrana e teologia a Consuegra, venendo ordinato sacerdote a Toledo nel millenovecentoventicinque.
Il beato Angel Hernàndez-Ranera De Diego nacque a Pastrana il primo ottobre millenovecentosettantasette, secondo di quattro figli di Felix e Manuela, battezzato il giorno dopo in un ambiente umile e fortemente segnato dalla fede. Fu acolito e sacrestano presso il convento delle Concezioniste di Pastrana, entrando in contatto con i frati e frequentando tra il millenovecentonovanta e il millenovecentonovantadue i corsi umanistici francescani, potendo contare nel paese su ben sedici frati originari, tra cui il cugino Victoriano Ranera. Entrò nel noviziato di San Pasquale a Pastrana ed emise la prima professione il ventinove ottobre millenovecentonovantatré, studiando filosofia a Pastrana, La Puebla e Consuegra, emettendo la professione solenne il cinque giugno millenovecentonovantasette e ricevendo l'ordinazione sacerdotale a Ciudad Real il nove giugno millenovecentocinquecento. Dopo i primi anni ad Almagro e Almansa, trascorse ventitré anni in missione nelle Filippine partendo il sei gennaio millenovecentosei con la terza spedizione, soggiornando a Manila e poi sull'isola di Samar, dove riedificò chiese distrutte dai monsoni, organizzò scuole e bande musicali, fondando la pia Unione Sant'Antonio, la Confraternita del Sacro Cuore e il Terzo Ordine Francescano, prima di rientrare in Spagna nel millenovecentoventinove e insegnare ad Alcazar e Quintanar.
Il beato Domingo Alonso De Frutos nacque a Navares de Ayuso il dodici maggio millenovecentocinquecento da Pedro e Fernanda, che educarono dieci figli con l'esempio cristiano. Carattere affabile e schietto, amava lo studio e frequentava la chiesa come ministrante, entrando nel seminario di Belmonte il venticinque settembre millenovecentododici e nel noviziato di Pastrana il ventidue luglio millenovecentoquindici, scegliendo san José come patrono ed emettendo i voti il ventitré luglio millenovecentodiciassette e la professione solenne il ventidue maggio millenovecentoventuno. Nell'agosto millenovecentoventidue si trasferì a Manila per completare gli studi teologici, venendo ordinato presbitero il diciotto maggio millenovecentoventiquattro nella cattedrale di Calbayog e conseguendo il dottorato in teologia all'Università Cattolica di San Tommaso nel millenovecentoventisei, per poi insegnare dogmatica a Consuegra e soggiornare negli Stati Uniti tra il millenovecentotrentuno e il millenovecentotrentatré per il trasferimento del seminario a Quincy, dove conseguì il titolo di Master of Arts, collaborando anche alla rivista Archivo Ibero-Americano a Madrid.
La formazione e gli anni di studio
Il beato Martín Lozano Tello nacque a Corral de Almaguer il diciannove settembre millenovecentocinquecento da Román e Carmen Tello, battezzato il ventiquattro settembre nella parrocchia dell'Assunzione, confermato nel millenovecentouno e comunicato verso i nove anni. Timido, obbediente e pio, assistette premurosamente il padre divenuto cieco, leggendogli libri devoti e tralasciando i giochi, rimanendo orfano di madre nel millenovecentotto e di padre nel millenovecentoquindici, per poi entrare nell'Ordine francescano il quindici dicembre millenovecentotredici su suggerimento di un fratello, iniziando il noviziato a Pastrana il quindici luglio millenovecentosedici e studiando a Puebla de Montalbán, Pastrana e Consuegra, venendo ordinato sacerdote a Toledo il sei giugno millenovecentoventicinque e specializzandosi in Sacra Scrittura a Roma e Gerusalemme negli anni successivi, prima di insegnare a Consuegra e in America e di essere nominato economo nel millenovecentotrentacinque.
Il beato Julián Navío Colado nacque a Mazarete il dodici agosto millenovecentoquattro da Pedro e Lorenza, umili mugnai con otto figli. Amava l'elemosina e faceva il chierichetto, decidendo di farsi francescano quando un paesano abbandonò il convento, entrando a Belmonte nel millenovecentoquindici ed emettendo la prima professione ad Arenas de San Pedro nel millenovecentodiciannove, ricevendo l'ordinazione presbiterale a Toledo l'undici giugno millenovecentoventisette e conseguendo nel millenovecentotrenta a Roma il titolo di Lettore Generale in Storia ecclesiastica con la qualifica Summa cum laude, dedicandosi poi con chiarezza e profondità alla formazione dei sacerdoti nei seminari e partecipando all'esperienza del trasferimento in Illinois tra il millenovecentotrentuno e il millenovecentotrentatré.
Il beato Benigno Prieto del Pozo nacque a Salce il venticinque novembre millenovecentosei, quarto figlio di Felipe e Teresa De Pozo, battezzato un'ora dopo la nascita per pericolo di vita e comunicato nel millenovecentolatrè in una famiglia di grande fede e disagio economico, dove il padre partecipava quotidianamente alla Messa e la sera si recitava il rosario. Entrato in seminario a Belmonte nel millenovecentodiciotto, passò al noviziato di Arenas de San Pedro nel millenovecentoventidue, ricevendo la cresima e i voti nel millenovecentoventitré, emettendo la professione solenne a Consuegra nel millenovecentoventisette e venendo ordinato sacerdote il venti dicembre millenovecentotrenta dopo aver superato una grave malattia fistolosa e tubercolosa, insegnando poi a Pastrana e Consuegra come professore e maestro di disciplina.
Giovani vite consacrate alla sapienza e alla fede
Il beato Marcelino Ovejero Gómez nacque a Becedas il tredici settembre millenovecentotredici, ultimo di otto figli di Pablo e Cristina Gómez, battezzato, cresimato e comunicato nei primi anni, manifestando carattere allegro e attento nello studio e nei campi, entrando nel convento di Alcazar de San Juan nel millenovecentoventicinque su consiglio di una religiosa e proseguendo gli studi a La Puebla de Montalbán e il noviziato ad Arenas de San Pedro nel millenovecentoventotto, emettendo la professione nel millenovecentoventinove e studiando filosofia a Pastrana e teologia ad Alcazar e Consuegra, rimanendo fedele alla vocazione nonostante la situazione politica difficile dei primi anni trenta.
Il beato José de Vega Pedraza nacque a Sorriba il quattordici ottobre millenovecentodiciridici da Vidal e Navidada Rodríguez, con quattro sorelle, ricevendo i sacramenti dell'iniziazione cristiana ed esprimendo fin da piccolo una profonda inclinazione alla religione, guidando il rosario e la via Crucis, praticando la penitenza e distinguendosi per la generosità e la preghiera costante per diventare frate e martire, affidato agli zii a Valle de las Casas dopo essere rimasto orfano insieme alle sorelle, che intraprese la vita religiosa come le sorelle, tra cui Radegonda clarissa a Madridejos, entrando nel seminario di Alcazar nel millenovecentoventisei, vestendo l'abito nel millenovecentoventinove e compiendo gli studi a Puebla de Montalbán, Arenas, Pastrana e Consuegra, dove emise la professione solenne nel millenovecentotrentacinque.
I beati Andrés e Vicente Majadas Málaga nacquero rispettivamente il due marzo millenovecentoquattordici e il ventisette ottobre millenovecentoquindici a Becedas, decimo e undicesimo degli undici figli di Galo e Regina, la cui famiglia era profondamente pia e dedita al servizio della parrocchia come falegname e sacrestano. Entrambi entrarono nel seminario minore di Alcazar su impulso delle suore della Divina Pastora, compiendo i successivi passi formativi a Puebla de Montalbán, Arenas de San Pedro, Pastrana e Consuegra, distinguendosi Andrés per l'amore allo studio della teologia e la serenità nella malattia e Vicente per la semplicità e per aver saputo incoraggiare i compagni nei momenti di difficoltà.
Testimonianze di purezza e dedizione apostolica
Il beato Santiago Maté Calzada nacque a Cañizar de Argaño il venticinque luglio millenovecentoquattordici da Mariano e Agrippina Calzada, ricevendo la prima Comunione a sette anni e crescendo in un ambiente ricco di vocazioni francescane, entrando nel seminario di Alcazar nel millenovecentoventiquattro e proseguendo gli studi a La Puebla de Montalbán, vestendo l'abito nel millenovecentoventinove ed emettendo i voti nel millenovecentotrenta, frequentando la filosofia a Pastrana e la teologia a Consuegra fino alla professione solenne del diciassette agosto millenovecentotrentacinque, distinguendosi per nobiltà d'animo, semplicità e un costante progresso spirituale e intellettuale orientato al sacerdozio e alle missioni.
Il beato Alfonso Sànchez Hernàndez-Ranera nacque a Lérida il ventisei gennaio millenovecentoquindici, terzo dei cinque figli di Andrés e Paula Ángela, con il padre vigile urbano e la madre ex religiosa, trasferendosi a Guadalajara dove fece la prima comunione e maturò la vocazione, entrando nel seminario di Alcazar nel millenovecentoventisei e passando a Puebla de Montalbán e al noviziato di Arenas nel millenovecentotrenatici, studiando a Pastrana e Consuegra, dove emise la professione solenne nel millenovecentotrentasei e distinguendosi per elevate capacità intellettuali, doti artistiche come cantore, organista e disegnatore, ed equilibrio di giudizio.
Il beato Anastasio Gonzàles Rodrìguez nacque a Villaute l'undicesimo di quattordici figli l'undici ottobre millenovecentoquattordici, battezzato, comunicato e cresimato nei primi anni, con il padre sacrestano e numerosi familiari consacrati nella vita religiosa, entrando nel seminario di Alcazar nel millenovecentoventicinque, passando a Puebla de Montalbán e vestendo l'abito nel millenovecentotrenta ad Arenas de San Pedro, studiando a Pastrana e Consuegra ed evidenziando ottime doti di bontà, semplicità e allegria che lo predisponevano all'ideale francescano.
Il compimento della testimonianza e il martirio
Il beato Félix Maroto Moreno nacque a Gutiérrezmuñoz il trenta gennaio millenovecentoquindici, ultimo dei sei figli di Abundio e Juana, battezzato e comunicato nei primi anni, entrato nel seminario di Alcazar nel millenovecentoventicinque dopo la predizione della sua vocazione da parte di un sacerdote scolopio, compiendo gli studi a Puebla de Montalbán, Arenas, Pastrana e Consuegra, distinguendosi per un carattere forte, deciso e dinamico e per grandi doti intellettuali con cui aiutava i compagni in difficoltà negli studi filosofici.
Il beato Federico Herrera Bermejo nacque ad Almagro il dodici febbraio millenovecentoquindici, secondo di sei figli di modeste condizioni, accolito nella chiesa dei francescani ed entrato nel seminario di Alcazar nel millenovecentoventicinque insieme al fratello, compiendo gli studi a La Puebla, Arenas, Pastrana e Consuegra, rivelando uno spiccato temperamento artistico come musicista e compositore di armonium, pianoforte e violino, autore di versi latini e animatore delle ricreazioni, sebbene provato da frequenti cefalee negli ultimi anni.
I beati Antonio Rodrigo Antón, Saturnino Rìo Rojo, Ramòn Tejado Librado e Valentìn Dìez Serna completarono il quadro di questa eletta comunità di religiosi, distinguendosi ciascuno per particolari virtù quali l'amore per la preghiera, lo studio approfondito della teologia e della missionologia, la dedizione alla musica e alla poesia sacra, e la ferma adesione alla propria vocazione nonostante le difficoltà familiari, le infermità fisiche e le tensioni politiche dell'epoca.
Nel corso del mese di agosto del millenovecentotrentasei, nel convento di Consuegra, tutti questi religiosi affrontarono la persecuzione religiosa in corso in Spagna, mantenendo fede ai propri impegni battesimali e alla professione religiosa. Rifiutandosi di rinnegare la propria fede o di abbandonare l'abito sacro, essi sigillarono la loro esistenza terrena con il supremo dono del martirio il sedicesimo giorno di agosto del millenovecentotrentasei a Consuegra, offrendo la propria vita per Cristo e per la Chiesa.
La vita e il cammino
La vicenda umana e spirituale dei Beati Vìctor Chumillas Fernàndez e dei suoi compagni si è intrecciata con i fermenti culturali e religiosi del ventesimo secolo. Il Beato Vìctor, nato a Olmeda del Rey nel millenovecentodue, ha intrapreso il cammino francescano giovanissimo, divenendo sacerdote nel millenovecentoventicinque e distinguendosi in seguito come direttore della rivista Cruzada Serafica. Accanto a lui, altri confratelli hanno speso la vita tra la Spagna e le nazioni estere, portando il Vangelo in luoghi come le Filippine, Manila e gli Stati Uniti. Figure come il sacerdote nato a Pastrana nel millenovecentosettantasette, che ha operato per oltre vent'anni come missionario, testimoniano l'apertura universale dell'ordine francescano.
Gli studi hanno occupato un posto centrale nella formazione di questi martiri: la dedizione alla Sacra Scrittura, alla dogmatica e alla storia ecclesiastica ha visto protagonisti religiosi formatisi presso istituti di Roma, Gerusalemme e Manila. L'attività didattica svolta a Consuegra e Pastrana non era solo trasmissione di sapere, ma espressione di un servizio intellettuale offerto con umiltà alla Chiesa. La vita dei religiosi più giovani, entrati nei seminari e nei conventi tra gli anni venti e trenta del ventesimo secolo, riflette la medesima serietà nel compiere i voti di professione solenne. La loro esistenza è stata bruscamente interrotta a Consuegra, luogo che ha visto il compimento del loro sacrificio. Ogni scelta, dagli studi superiori in discipline teologiche fino all'insegnamento quotidiano, è stata finalizzata alla testimonianza della fede, che ha trovato il suo sigillo definitivo nel martirio subito durante il conflitto civile in Spagna.
Il culto e il martirio
La Chiesa onora questi diciannove martiri francescani riconoscendo nella loro fine violenta una testimonianza di fedeltà estrema a Cristo. Il martirio avvenuto a Consuegra nel millenovecentotrentasei non è considerato dagli storici e dai fedeli come un evento isolato, ma come il compimento di una vita consacrata alla preghiera e al servizio dei fratelli. La loro beatificazione rappresenta un segno di speranza per tutti coloro che, nel corso del ventesimo secolo, hanno saputo mantenere salda la propria identità spirituale di fronte alla prova della persecuzione.
Il culto dei Beati Vìctor Chumillas Fernàndez e compagni è un richiamo costante alla pace e al perdono. Nel celebrare la loro memoria il sedici agosto, i fedeli sono invitati a meditare sull'importanza di essere testimoni del Vangelo in ogni tempo e situazione storica. La loro vita, pur segnata dalla brevità e dal dramma del conflitto, continua a parlare attraverso l'esempio di dedizione totale, ricordandoci che la carità è il legame più forte che unisce i membri della famiglia francescana. Essi rimangono modelli di coraggio cristiano, capaci di donare la vita per amore di Dio e della Chiesa, lasciando un'eredità di santità che la comunità cristiana custodisce con gratitudine.
Domande frequenti
Quando si festeggia la ricorrenza dei beati Vìctor Chumillas Fernàndez e compagni?
La loro memoria liturgica si celebra il sedicesimo giorno di agosto.
Dove si compì il martirio dei beati martiri francescani guidati da padre Vìctor Chumillas Fernàndez?
Il martirio si compì a Consuegra nel mese di agosto del millenovecentotrentasei.