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8 aprile

Beato Augusto Czartoryski

Sacerdote salesiano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini nobiliari e il contesto storico

Il principe polacco Augusto Czartoryski nacque a Parigi il 2 agosto 1858, venendo al mondo come primogenito della famiglia. La nobile famiglia di Augusto era fortemente legata agli interessi dinastici della Polonia, un paese la cui drammatica storia incideva profondamente sulle vicende domestiche. La Polonia era stata smembrata tra le grandi potenze vicine dal 1795, privando la nazione della propria indipendenza territoriale e politica. Per tale ragione, la famiglia Czartoryski era stata esiliata in Francia per tre decenni, trovando dimora stabile nel celebre Palazzo Lambert, situato sulle rive della Senna. Da quella residenza parigina, i membri della casata si adoperavano incessantemente tra i connazionali e presso le cancellerie di tutta Europa per restaurare l'unità della patria perduta. In questo contesto di alta responsabilità civile e politica, il principe Adamo Czartoryski decise di cedere le redini del casato e dell'attività patriottica al principe Ladislao. Quest'ultimo si unì in matrimonio alla principessa Maria Amparo, la quale era figlia della regina di Spagna Maria Cristina e del duca Rianzarez. Dalla loro unione nacque appunto il beato Augusto, il quale divenne ben presto un punto di riferimento ideale per coloro che sognavano la rinascita dell'unità territoriale polacca, unendo le attese della sua gente a una sensibilità interiore del tutto particolare.

La malattia e i primi anni di formazione

All'età di soli sei anni, ad Augusto morì la mamma a causa della tubercolosi, un dolore immenso che segnò irreparabilmente la sua infanzia. Purtroppo la madre aveva trasmesso la tubercolosi al figlio Augusto sin dalla nascita o dai primi contatti, segnandone irrimediabilmente la costituzione fisica. A seguito dei primi sintomi della malattia, il giovane cominciò un lungo girovagare in cerca di salute, spostandosi incessantemente da un luogo all'altro nella speranza di trovare giovamento. Nonostante gli sforzi e le cure, Augusto non riuscì mai a riacquistare la salute, convivendo per tutta la vita con una malferma condizione fisica che non gli impedì tuttavia di raggiungere grandi doni di santità e di seguire con fermezza la divina vocazione. Le tappe principali di questo peregrinare furono l'Italia, la Svizzera, l'Egitto e la Spagna, luoghi visitati non per diletto ma per necessità terapeutiche. Tuttavia, l'obiettivo primario della ricerca di Augusto non era la propria salute corporea; nel suo animo giovanile covava infatti una domanda ben più profonda relativa alla ricerca della sua vocazione eterna e terrena. La storia della vocazione di Augusto fu assai travagliata, segnata da lotte interiori, da scelte coraggiose e da un costante discernimento condotto nella preghiera e nel confronto con le guide spirituali. Egli era solito consigliarsi con la guida spirituale prima di prendere qualsiasi decisione di rilievo, vivendo la sua esistenza come una vera e propria lotta per la vocazione, pur rimanendo fisso e fermo nell'offerta totale fatta a Dio. Nel corso di questo cammino, il beato Augusto usava presentare a Dio nella preghiera tutte le domande e le perplessità di fondo, ripetendo spesso che quello era il luogo dove il Signore lo aveva chiamato e lo voleva. Capì presto di non essere fatto per la vita di corte, provando un profondo senso di estraneità rispetto agli obblighi mondani imposti dal suo rango. All'età di vent'anni Augusto scrisse al padre dicendosi stanco di tutto ciò, definendo i divertimenti mondani come inutili e angoscianti. Trovava particolarmente molesto essere obbligato a far conoscenze in tanti banchetti, eventi nei quali avvertiva l'incompatibilità tra lo spirito del mondo e le aspirazioni profonde della sua anima.

Gli incontri decisivi e la guida spirituale

Un grande influsso positivo fu esercitato su Augusto dal precettore San Giuseppe Kalinowski, una figura straordinaria che aveva alle spalle dieci anni di lavori forzati in Siberia per la causa polacca. Accanto a lui, le figure di San Luigi Gonzaga e del compatriota San Stanislao Kostka orientarono ulteriormente Augusto nella ricerca vocazionale, offrendogli modelli luminosi di purezza e dedizione totale a Dio. Augusto era solito citare spesso il motto di San Stanislao Kostka Ad maiora natus sum, frase che riassumeva perfettamente il suo desiderio di trascendenza. San Giuseppe Kalinowski scrisse che la Vita di san Luigi ebbe efficacia risolutiva sul progresso spirituale di Augusto, aprendogli la via a una più facile unione con Dio. In seguito, Giuseppe Kalinowski entrò tra i Carmelitani per seguire la sua specifica chiamata religiosa, e Don Stanislao Kubowicz fu scelto quale nuovo precettore di Augusto. Il cambio di precettore costituì un ulteriore momento splendido nella vita spirituale del giovane principe, che continuò a progredire nell'amore divino. La svolta decisiva nella vita di Augusto si ebbe tuttavia con l'incontro con San Giovanni Bosco, avvenuto proprio a Parigi nel palazzo Lambert. In quell'occasione, San Giovanni Bosco celebrò la Messa nella cappella di famiglia dei Czartoryski, e i principi Ladislao e Augusto furono appositamente designati per il servizio all'altare durante la Messa di Don Bosco. Al momento dell'incontro con Don Bosco, Augusto aveva l'età di venticinque anni e avvertiva con urgenza la necessità di una guida sicura. Don Bosco gli disse di desiderare da molto tempo di fare la sua conoscenza, e dopo quel giorno il giovane principe affidò la sua anima e il suo avvenire al santo educatore di Torino.

Il discernimento e la scelta salesiana

La vocazione di Augusto alla vita religiosa si era manifestata con sempre maggiore chiarezza, sebbene egli non mostrasse la minima propensione a metter su famiglia, nonostante fosse l'erede primogenito di una delle casate più illustri d'Europa. Per rispetto dell'etichetta nobiliare e per dovere di filiale ossequio, Augusto non oppose mai un netto rifiuto alle proposte di matrimonio offertegli dal padre, ma non mostrò mai alcun interesse nei confronti delle ragazze presentategli nei vari incontri sociali. Dopo l'incontro con San Giovanni Bosco, il principe sentì rafforzarsi in modo definitivo la vocazione religiosa e si convinse fermamente della chiamata a diventare sacerdote salesiano. Don Ceria scrisse che Augusto, appena il padre glielo permetteva, veniva a Torino per incontrarsi con Don Bosco e riceverne i consigli illuminati. Augusto fece vari corsi di Esercizi Spirituali sotto la direzione diretta di Don Bosco, prendendo abitazione all'Oratorio durante i corsi, pur con notevole disagio personale per la mancanza delle comodità a cui era abituato nel palazzo di famiglia. Don Bosco era divenuto così il punto di riferimento privilegiato per il discernimento vocazionale definitivo di Augusto. Ciononostante, Don Bosco manifestò sempre un atteggiamento di grande cautela circa l'eventualità di accettare il principe nella congregazione, temendo le reazioni della nobiltà e le difficoltà legate alla sua salute malferma. Il pontefice regnante Leone XIII sciolse ogni dubbio quando Augusto si recò in udienza da lui; il papa disse ad Augusto di riferire a Don Bosco che era volontà del Papa riceverlo tra i Salesiani. Il santo fondatore gioì immensamente del responso del Papa e accettò immediatamente Augusto nella Società Salesiana, desiderando che vi appartenesse fino alla morte. Con grande generosità, il giovane fece tutte le dovute rinunce patrimoniali e giuridiche in favore dei suoi fratelli, spogliandosi di ogni privilegio terreno.

La vestizione, i voti e il sacerdozio

Alla fine del giugno 1887 il giovane fu mandato presso l'Istituto Salesiano di San Benigno Canavese per un breve periodo di aspirantato, utile a verificarne le disposizioni interiori. Subito dopo, cominciò il noviziato nel 1887 a Torino sotto la guida spirituale e formativa di Don Giulio Barberis. Augusto aveva ventinove anni all'epoca del noviziato e dovette capovolgere tante sue abitudini quotidiane, lottando al contempo contro la famiglia che non si rassegnava alla sua insolita scelta di farsi religioso tra i poveri. Il 24 novembre 1887 ricevette l'abito talare da Don Bosco nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino. In quell'occasione memorabile, Don Bosco gli disse che un giorno sarebbe diventato sacerdote e avrebbe fatto molto bene alla sua patria per volontà di Dio. Tragicamente, Don Bosco morì appena due mesi dopo la vestizione, lasciando un grande vuoto nella Congregazione. Il principe Czartoryski emise i voti religiosi sulla tomba di Don Bosco a Valsalice, entrando così a pieno titolo e definitivamente tra i salesiani. A causa della sua tubercolosi galoppante e della sua salute precaria, fu inviato a proseguire gli studi teologici in Liguria, confidando nel clima mite della regione. In quel periodo scrisse al cardinale Parocchi di aver voluto emettere i voti in piena libertà e con grande gioia del cuore, affermando di godere di una grande pace di spirito vivendo in Congregazione e ringraziando incessantemente il Signore per la chiamata ricevuta. Il 2 aprile 1892 fu ordinato sacerdote a San Remo dal vescovo di Ventimiglia, il Beato Tommaso Reggio. La famiglia Czartoryski non partecipò all'ordinazione presbiterale a causa delle tensioni passate, ma si riunì fraternamente a Mentone il 3 maggio seguente per una tacita riconciliazione che ricompose i legami affettivi.

Il ministero breve e la morte a Alassio

La nuova vita sacerdotale di Don Augusto durò solamente un anno, consumata interamente nell'amore per Dio e per i fratelli. Trascorse questo intenso periodo sacerdotale ad Alassio, nella vicina diocesi di Albenga, inserendosi con umiltà nella comunità locale. Don Giovanni Cagliero descrisse con commozione la sua straordinaria unione con Dio, la sua perfetta conformità al volere divino e la pazienza eroica dimostrata nell'infermità aggravata che ne consumava le forze giorno dopo giorno. Il martirologio colloca la morte del beato Augusto ad Alassio presso Albenga in Liguria, dove si concluse il suo pellegrinaggio terreno. Augusto Czartoryski morì ad Alassio la sera dell'8 aprile 1893, che era il sabato dell'Ottava di Pasqua, e le fonti ricordano che morì seduto sul seggiolone che fu di Don Bosco. Il lunedì dell'Angelo precedente aveva esclamato con un confratello la frase celebre: Che bella Pasqua!, pregustando la gioia della patria celeste. Morì all'età di trentacinque anni e con soli cinque anni di vita salesiana alle spalle, avendo portato a compimento il proposito scritto sul retro dell'immaginetta della sua Prima Messa tratto dal Salmo 83, incentrato sull'abbandono fiducioso nelle mani del Signore. Inizialmente, la sua salma fu trasportata in Polonia per essere tumulata nella tomba di famiglia dei Czartoryski nella cripta parrocchiale di Sieniawa, la chiesa dove da piccolo Augusto aveva ricevuto la prima Comunione. I suoi resti furono in seguito traslati nella chiesa dei salesiani di Przemysl, dove tuttora è oggetto di devota e sentita venerazione da parte dei fedeli.

Il processo di canonizzazione e il culto

Il cammino ecclesiale verso il riconoscimento ufficiale della santità di Augusto Czartoryski ebbe inizio formalmente con l'apertura del processo di canonizzazione il 14 febbraio 1921, data che diede avvio alla raccolta delle testimonianze sulla sua vita eroica. Successivamente, dopo un attento e rigoroso esame delle virtù praticate dal giovane sacerdote, fu dichiarato venerabile il 1 dicembre 1978 dopo il riconoscimento dell'esercizio eroico delle virtù cristiane da parte della Chiesa cattolica. Il riconoscimento della sua santità si compì definitivamente quando il sommo pontefice Giovanni Paolo II lo beatificò in piazza San Pietro il 25 aprile 2004, in seguito al riconoscimento ufficiale di un miracolo avvenuto per sua intercessione. Il beato Augusto è indicato oggi come modello luminoso per i giovani, invitandoli a chiedere nella preghiera la luce dello Spirito Santo e a farsi accompagnare da guide sagge nel cammino della vita. Definito fedelissimo servo di Gesù, egli seppe rinunciare agli agi di una principesca esistenza per seguire esemplarmente i consigli evangelici nella povertà, nella castità e nell'obbedienza. Seguiva sempre i consigli delle sue guide spirituali nello spirito di autentico obbedienza per discernere i disegni divini, e la sua memoria liturgica si celebra l'8 aprile di ogni anno, ricordando il giorno in cui la sua anima passò da questa terra alla gloria del cielo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Augusto Czartoryski?

La ricorrenza liturgica del beato Augusto Czartoryski si celebra l'8 aprile.

Di cosa è patrono il beato Augusto Czartoryski?

Il beato Augusto Czartoryski è indicato come modello ed esempio per i giovani nella ricerca della vocazione e della luce dello Spirito Santo.

Ad Alassio presso Albenga in Liguria, beato Augusto Czartoryski, sacerdote della Società Salesiana, al quale la malferma salute non impedì di raggiungere grandi doni di santità e di seguire con fermezza la divina vocazione. — Martirologio Romano