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1 aprile

Beato Enrico (Alfieri) d'Asti

Francescano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il cammino nella famiglia francescana

Enrico discendeva dagli Alfieri, una delle famiglie piemontesi più illustri, e la sua famiglia apparteneva al ramo dei Signori di Magliano. Enrico nacque ad Asti intorno al milletrecentoquindici. Intorno all'età di quindici anni vestì l'abito francescano. Entrò nel convento situato presso la chiesa che ospitava il sepolcreto di famiglia. Successivamente, Enrico subentrò al teologo Francesco degli Abati nella reggenza del convento francescano di Asti. Nel milletrecentosettantadue fu eletto superiore della provincia genovese dei Frati Minori, che includeva la sua città. A seguito della morte del ministro dell'Ordine Martino San Giorgio da Rivarolo, papa Urbano VI lo nominò vicario generale. Il venticinque maggio milletrecentoottantasette fu eletto Ministro Generale nel Capitolo Generale celebrato a Firenze nella chiesa di Santa Croce. Godette del favore dei papi Urbano VI e Bonifacio IX.

Il governo dell'ordine e la riforma

Svolse il suo incarico con prudenza e saggezza durante il periodo del Grande Scisma d'Occidente. Dovette fronteggiare i seguaci degli antipapi avignonesi Clemente VII e Benedetto XIII. I seguaci degli antipapi da lui fronteggiati includevano Angelo da Spoleto, Giovanni di Chevegney, Giovanni Amici e Giovanni Bardolini. Enrico Alfieri celebrò il capitolo generale a Mantova nel milletrecentonovanta. Celebrò il capitolo generale a Colonia nel milletrecentonovantadue. Celebrò il capitolo generale a Rimini nel milletrecentonovantasei. Celebrò i capitoli generali ad Assisi nel milletrecentonovantanove e nel millenovecentodue. Governò l'ordine paternamente senza rinunciare alle proprie penitenze e preghiere. Fu attento all'osservanza della regola e cercò di unire le varie componenti dell'Ordine. Favorì l'uso del rendimento dei conti nel capitolo conventuale per prevenire abusi riguardo alla povertà. Collaborò alla nascita della riforma osservante facilitandone la diffusione in Italia, Francia, Spagna e in altre parti d'Europa. Nominò il beato Paoluccio Trinci come suo commissario per i primi conventi osservanti della provincia umbra e marchigiana. Paoluccio Trinci era stato il promotore della riforma osservante nel milletrecentosessantotto.

La devozione, gli scritti e il transito

Era devoto di san Giuseppe e san Francesco. Promosse la festa e l'ufficio di nove lezioni per san Giuseppe. Approvò l'opera De conformitate vitae Beati Francisci ad vitam Domini Jesu per il Poverello. L'opera fu scritta da fra' Bartolomeo da Pisa e probabilmente voluta dall'Alfieri. L'opera fu presentata nel capitolo generale di Assisi del milletrecentonovantanove. Padre Enrico morì a Ravenna nel millenovecentocinque. Fu sepolto nel pavimento della chiesa di San Francesco dei frati minori conventuali a Ravenna. Una lapide nel muro soprastante commemora la sua sepoltura. Nel millenottocentoventinove fu collocata una riproduzione della lapide nella cappella di famiglia a San Martino Alfieri. La lapide loda la sua virtù, il suo rigore per la religione e l'onestà, la pietà, la fede e il disprezzo degli onori mondani.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Enrico d'Asti?

Si festeggia il primo aprile, data in cui la sua memoria è accolta nel Martyrologium Franciscanum.