Beato Enrico da Bolzano
Laico
Aggiornato il 20 luglio 2026
La vita e la scelta di povertà
Nato a Bolzano nel 1250, Enrico trascorse la prima parte della sua vita in questa terra, dove prese moglie e divenne padre di un figlio. Successivamente, la ricerca di un sostentamento lo condusse a trasferirsi con la famiglia a Treviso, dove si guadagnò da vivere svolgendo il duro lavoro di boscaiolo. Fu un'esistenza segnata dalla fatica quotidiana e dalla semplicità, che subì una svolta profonda con la dolorosa perdita dei suoi familiari.
Rimasto solo, Enrico scelse di non ripiegarsi nel proprio dolore, ma di consacrare interamente la sua vita residua al Signore. Abbracciò così un cammino di intensa preghiera e di rigorosa penitenza, vivendo in estrema povertà. Dedicò gli ultimi anni a raccogliere elemosine che poi distribuiva con generosità ai poveri di Treviso, facendosi provvidenza per gli ultimi fino al giorno della sua morte, avvenuta in assoluta indigenza il 10 giugno 1315.
Il culto e il riconoscimento
La fama della sua santità, fiorita già in vita tra la gente semplice di Treviso che ne ammirava la carità silenziosa, si consolidò nel tempo. Il riconoscimento ufficiale della sua santità giunse nel 1750, quando il papa Benedetto XIV ne confermò solennemente il culto. Oggi la sua memoria continua a ispirare quanti cercano Dio nella semplicità del quotidiano.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Enrico da Bolzano?
La sua commemorazione liturgica ricorre il 10 giugno, giorno anniversario della sua piò dila dipartita avvenuta nel 1315.
Di cosa è patrono il Beato Enrico da Bolzano?
Il Beato Enrico è riconosciuto come patrono dei boscaioli, mestiere che egli stesso esercitò con umiltà e dedizione dopo il suo trasferimento a Treviso.
A Treviso, beato Enrico da Bolzano, che, boscaiolo e analfabeta, distribuiva tutto ai poveri e, per quanto indebolito nel fisico, mendicava tuttavia saltuarie elemosine che spartiva con gli altri mendicanti. — Martirologio Romano