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1 dicembre

Beato Giovanni Gueruli da Verucchio

Diacono

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e i documenti storici

La figura del beato Giovanni Gueruli emerge con chiarezza attraverso le testimonianze documentarie giunte fino a noi. Il suo nome compare subito dopo quello dell'alto prelato in un documento del 18 febbraio 1311, giorno in cui testimoniò alla stesura del testamento di Malatesta da Verucchio, secondo le carte custodite nell'Archivio Capitolare. La sua presenza è attestata anche in altri due documenti coevi che ne confermano il ruolo attivo nella società e nella Chiesa del tempo. Come prebenda ecclesiastica, possedeva un terreno seminato a fave. Le cronache ricordano un episodio in cui il mezzadro si lamentò dei viandanti che rubavano il raccolto, e Giovanni lo rincuorò facendo uscire fave in abbondanza dagli steli ormai secchi. Visse intensamente il proprio ministero sacerdotale e diaconale fino alla morte, sopraggiunta il 1 dicembre 1320.

La scoperta delle reliquie e il culto

Nel mese di agosto del 1388, il vescovo Malatesta scoprì il corpo incorrotto del beato Giovanni, vestito da diacono, all'interno della cattedrale di santa Colomba. Un fedele di nome Antonio Gualdi, avendo ottenuto una grazia, edificò una cappella arricchita da una preziosa arca per accogliere le sacre spoglie. L'anno successivo alla scoperta, l'arca fu aperta per permettere la venerazione della salma intatta alla presenza di Pandolfo Malatesta e di Isabella Ordelaffi. Quel luogo divenne ben presto meta di numerosi devoti, i quali deposero ex voto a testimonianza dei benefici ottenuti. Gli ex voto antichi in legno recavano l'effige del beato e del Santo Volto sulla Croce. Un manoscritto del 1389, proveniente dall'archivio capitolare, attesta l'antichità del culto registrando le grazie e le spese ad esso collegate.

Le vicende delle spoglie e le memorie scritte

Nel corso dei secoli, il corpo del beato Giovanni fu oggetto di vari spostamenti e cure artistiche. Nel 1514, le spoglie furono riposte nella parete laterale della cappella. Successivamente, nel 1676, i devoti commissionarono una pala d'altare al pittore Angelo Sarzetti, realizzata su disegno di Carlo Cignani e in seguito purtroppo distrutta. Nel 1709, Giovan Battista Del Moro realizzò una lastra di rame dorato raffigurante la salma, destinata ad ornare l'urna. Durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1944, le reliquie furono trasferite nella Chiesa Collegiata di Verucchio per metterle al riparo dai bombardamenti. In quel frangente bellico, l'altare del duomo andò distrutto e della lastra in rame si persero le tracce, sebbene essa sia stata recentemente ritrovata sul mercato antiquario e rimessa al suo posto originario, dopo che le reliquie erano state traslate nel nuovo duomo, l'odierno Tempio Malatestiano, in seguito al trasferimento del titolo della cattedrale dalla chiesa di san Francesco. Dal punto di vista letterario, Cristoforo Zanotti, discendente del beato, scrisse nel 1498 la prima biografia. Sebbene i manoscritti dello Zanotti siano andati perduti, una copia dei Canonici fu trascritta per i Bollandisti nel 1666. Lo storico cappuccino Cristoforo Facciardi provvide poi a volgarizzare il primo testo latino, servendosi anche di un manoscritto di Claudio Paci e collegando il Gueruli all'ordine francescano, arrivando ad asserire che i suoi antenati avessero edificato una struttura per quei religiosi quando San Francesco era ancora in vita. La causa per il riconoscimento ufficiale fu aperta nel 1641, culminando nella conferma del titolo di beato da parte di papa Pio VII nel 1808.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Giovanni Gueruli da Verucchio?

La memoria liturgica del beato Giovanni Gueruli da Verucchio si celebra il 1 dicembre, giorno della sua nascita al cielo.