2 gennaio
Beato Guglielmo Repin
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle origini al ministero pastorale
Guglielmo Repin nacque a Thouarcé, nel dipartimento di Maine-et-Loire in Francia, il ventisei agosto 1709. I suoi genitori, Renato Repin e Renata Gourdon, lo videro nascere come loro secondo figlio. All'età di diciannovesimo anni, avvertendo la chiamata al sacerdozio, entrò nel seminario di Angers, dove ricevette la sacra ordinazione. Dal 1734 al 1749 svolse l'incarico di coadiutore nella parrocchia di San Giuliano ad Angers, cooperando attivamente alla cura delle anime. In seguito divenne parroco di San Sempliciano a Martigné-Briand e contemporaneamente fu nominato canonico. Svolse il suo ministero pastorale con serenità per oltre quarant'anni, essendo stimato dai parrocchiani e da chi lo conosceva. Durante questi decenni di servizio, fece abbellire più volte la chiesa parrocchiale con interventi di restauro e ristrutturazione, dimostrando amore e cura per la casa del Signore.
La tempesta della Rivoluzione e il rifiuto dei giuramenti
Durante la Rivoluzione Francese, nel 1791, il nuovo governo impose agli ecclesiastici il giuramento di fedeltà alla Costituzione Civile del Clero. Tale costituzione prevedeva l'istituzione di una Chiesa statale scismatica rispetto a quella di Roma, mentre il pensiero rivoluzionario promuoveva il culto della dea Ragione opposto al Dio della Redenzione. Una parte del clero prestò il giuramento per paura o convenienza, mentre molti altri rifiutarono e furono definiti preti refrattari, venendo perseguitati, incriminati ed giustiziati. Il dieci febbraio 1791 Guglielmo Repin rifiutò di prestare giuramento davanti al sindaco di Martigné-Briand. A causa di questo rifiuto dovette abbandonare l'incarico pastorale che ricopriva da quarant'anni e si rifugiò ad Angers. Il diciassette giugno 1792 fu catturato ad Angers e recluso nel seminario locale insieme ad altri sacerdoti refrattari. Durante la detenzione nel seminario, essendo il più anziano, fu incaricato di celebrare la Messa e distribuire la Comunione agli altri sacerdoti. Nel frattempo, il quattordici agosto 1792 la Convenzione Nazionale stabilì il giuramento di libertà e uguaglianza per i funzionari pubblici. Il secondo giorno del settembre 1792 tale giuramento fu reso obbligatorio per tutti i cittadini francesi, e Guglielmo Repin rifiutò di prestare anche questo secondo giuramento.
La prigionia e il supremo sacrificio
Il trenta novembre 1792 fu trasferito con altri sacerdoti anziani o infermi presso la Rossignolerie, sede della scuola dei Fratelli della Dottrina Cristiana. Rimase recluso alla Rossignolerie fino al diciassette giugno 1793, data in cui fu liberato assieme agli altri prigionieri dagli insorti della Vandea che avevano preso Angers. Si rifugiò in diverse località ma, non potendo seguire l'armata vandeana a causa dell'età avanzata, si nascose nella regione dei Mauges. Fu nuovamente catturato nei Mauges il ventiquattro dicembre 1793 e incarcerato a Chalonnes. Fu sottoposto a interrogatorio da parte del giudice di pace locale e, considerato un soggetto sospetto, venne rinviato al Comitato rivoluzionario di Angers. Il Comitato rivoluzionario di Angers lo interrogò di nuovo e, dopo averlo giudicato secondo la legge, il primo gennaio 1794 lo consegnò alla Commissione militare. La Commissione militare condannò Guglielmo Repin alla pena capitale tramite ghigliottina. La condanna venne eseguita il due gennaio 1794 nella piazza du Ralliement ad Angers. Assieme a lui furono giustiziati Laurent Bérard, parroco di Santa Maria di Chalonnes, e altre due vittime della Rivoluzione.
Il contesto del terrore e la memoria dei martiri
Il sacrificio di Guglielmo Repin si inserisce in un tragico contesto di persecuzione che insanguinò la regione. Tra il trenta ottobre 1793 e il quattordici ottobre 1794 nella piazza du Ralliement ad Angers vennero ghigliottinate centosettantasette persone per il rifiuto del giuramento. Tra il gennaio 1794 e il sedici aprile dello stesso anno circa duemila persone furono fucilate per il medesimo motivo al Campo dei Martiri d'Avrillé. Una commissione speciale formata nel 1905 dal vescovo di Angers identificò con certezza novantanove persone martirizzate per motivi religiosi tra le migliaia di vittime. I novantanove martiri identificati comprendono dodici sacerdoti ghigliottinati, tre suore ghigliottinate e ottantaquattro laici fucilati, tra cui ottanta donne. La causa di beatificazione dei novantanove martiri di Angers si è conclusa il nove giugno 1983. I novantanove martiri di Angers sono stati beatificati il diciannovesimo giorno del febbraio 1984 da papa Giovanni Paolo II. La memoria liturgica collettiva dei novantanove martiri è fissata al primo febbraio, mentre i dodici sacerdoti e le tre suore sono ricordati anche nel giorno del rispettivo martirio, che per Guglielmo Repin corrisponde al due gennaio. Il Martirologio Romano commemora ad Angers i beati sacerdoti e martiri Guglielmo Repin e Lorenzo Bâtard, ghigliottinati durante la Rivoluzione Francese per la loro fedeltà alla Chiesa.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di Guglielmo Repin si è radicato profondamente nel territorio di Angers, dove ricevette la formazione sacerdotale che avrebbe poi guidato ogni suo passo futuro. Dopo l'ordinazione, egli fu inviato a servire come parroco nella comunità di San Sempliciano a Martigné-Briand. In questo luogo, per ben quarant'anni, ha esercitato il suo ministero con umiltà, tessendo legami di cura pastorale e accompagnando i fedeli nel loro cammino quotidiano. La sua è stata una presenza sobria, caratterizzata da una vicinanza costante e da una dedizione che ha attraversato diverse generazioni, plasmando il suo spirito alla pazienza e alla preghiera.
Quando la tempesta rivoluzionaria giunse a scuotere la stabilità del clero francese, il Beato Guglielmo si trovò di fronte a una scelta definitiva. Il rifiuto di prestare giuramento alla Costituzione Civile del Clero non fu un atto di sfida politica, bensì un gesto di profonda fedeltà alla propria vocazione e alla Chiesa universale. Tale fermezza lo condusse rapidamente a essere classificato come prete refrattario, attirando su di sé l'attenzione delle autorità. Catturato e condotto nel carcere di Angers, egli ha vissuto la prigionia come un tempo di preparazione spirituale, pur consapevole dell'imminente pericolo che incombeva sulla sua persona. La Commissione militare rivoluzionaria, non trovando in lui alcuna intenzione di recedere dalla propria posizione, emise la sentenza capitale. Il 1794 segnò così la conclusione della sua esistenza terrena, consumata in piazza du Ralliement mediante la ghigliottina. Il suo martirio, avvenuto lontano dai luoghi della sua lunga cura pastorale, rimane un sigillo indelebile di testimonianza cristiana, una luce che ha saputo brillare nel momento del massimo buio, offrendo alla Chiesa l'esempio di un uomo che ha preferito la testimonianza della fede alla propria incolumità.
La memoria liturgica
La Chiesa onora il Beato Guglielmo Repin riconoscendo nel suo martirio una luce per il cammino dei credenti. Il processo di beatificazione, culminato il 19 febbraio 1984 grazie all'opera di San Giovanni Paolo II, ha sollevato la sua figura dall'oblio del tempo, collocandola tra i testimoni esemplari della fede cattolica. La sua memoria liturgica, che ricorre individualmente il 2 gennaio, invita i fedeli a riflettere sulla preziosità della libertà di coscienza e sull'importanza di rimanere ancorati alla verità del Vangelo, nonostante le pressioni e i mutamenti dei tempi.
Oltre alla data del 2 gennaio, il martire viene celebrato anche nella memoria comune del 1 febbraio, occasione in cui la comunità cristiana si unisce nel ricordo di quanti, come lui, hanno offerto la vita per la difesa dell'unità della Chiesa. Questi momenti di preghiera non sono solo atti di commemorazione storica, ma occasioni di rinnovamento spirituale, in cui si affida alla sua intercessione la perseveranza dei pastori e la fedeltà dei laici. Il culto reso al Beato Guglielmo è un invito a guardare al passato con gratitudine, riconoscendo in ogni tempo la presenza di Dio che sostiene i suoi figli nel momento della prova suprema.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Guglielmo Repin?
Il Beato Guglielmo Repin si festeggia il due gennaio, giorno del suo martirio, e viene ricordato anche il primo febbraio nella memoria liturgica comune dei novantanove martiri di Angers.
Chi era il Beato Guglielmo Repin?
Guglielmo Repin era un sacerdote, parroco e canonico di ottantacinque anni, originario di Thouarcé, ed è il capolista dei novantanove martiri della diocesi di Angers vittime della Rivoluzione Francese.
Ad Angers in Francia, beati Guglielmo Repin e Lorenzo Bâtard, sacerdoti e martiri, che, mentre infuriava la rivoluzione francese, morirono ghigliottinati per la loro fedeltà alla Chiesa. — Martirologio Romano