6 ottobre
Beato Isidoro di S. Giuseppe De Loor
Passionista
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza nelle Fiandre
Isidoro De Loor nacque il diciotto aprile del millenoveottantuno a Vrasene, in Belgio. I suoi genitori erano modesti agricoltori profondamente radicati nella fede cristiana. La giornata della famiglia si svolgeva nel lavoro pesante ma gioioso dei campi, vissuto alla presenza di Dio e sotto la protezione della Madonna, e si chiudeva ogni sera con la recita comune del rosario. Crescendo in questo clima di genuina devozione, Isidoro ricevette la Prima Comunione all'età di undici anni e la Cresima nel millenovecentonovantaquattro. Successivamente, mise i suoi talenti al servizio della comunità cristiana, diventando catechista nella sua parrocchia a Vrasene e a Saint-Gilles. Nello stesso centro di Saint-Gilles, il giovane Isidoro fu anche attivo come cantore nella Pia Unione di San Francesco Saverio.
La chiamata alla vita religiosa e l'ingresso nei Passionisti
All'età di ventisei anni, nel millenovecentozette, Isidoro assistette a una missione tenuta dai Padri Redentoristi. Non si perse nessuna predica di quella missione e ne rimase tanto colpito da decidere di consacrare la propria vita. Il padre redentorista Bouckaert esaminò il giovane e, notando la sua grande devozione verso la Passione di Cristo, lo indirizzò con saggezza e prudenza alla Congregazione dei Passionisti. Tale Congregazione era stata fondata originariamente da san Paolo della Croce e comprende sia chierici sia Fratelli coadiutori che sono religiosi al pari dei sacerdoti. Isidoro decise così di entrare come fratello coadiutore nel noviziato di Ere a Tournai, un istituto che era stato fondato nel millenotorsentoquaranta dal beato Domenico della Madre di Dio. Varcò la soglia del convento il quindici aprile del millenovecentozette, lasciando la propria famiglia in silenziose lacrime. Si trovò subito a suo agio tra quelle mura e nulla riuscì a scoraggiarlo, ripetendo a sé stesso di doversi fare santo proprio in quel luogo. Con questo spirito di totale dedizione, emise i voti perpetui il tredici settembre del millenovecentootto.
Il servizio umile e la prova della malattia
Nel millenovecentodieci, il religioso fu trasferito nel nuovo convento di Wezembeek-Oppen, situato nei pressi di Bruxelles. In questa nuova comunità conventuale svolse con diligenza e letizia i compiti quotidiani di cuoco, portinaio e ortolano. Tuttavia, nel millenovecentoundici, si manifestò improvvisamente una grave cancrena all'occhio destro. Dopo molte e atroci sofferenze, l'organo malato gli fu chirurgicamente asportato. Nonostante la diagnosi del medico non lasciasse spazio a illusioni, preannunciando che il cancro si sarebbe ripresentato altrove dopo alcuni anni, Isidoro tornò prontamente al suo lavoro quotidiano con la consueta serenità. L'undici agosto del millenovecentododici fu trasferito a Kortrijk, in provincia di Bruges. In questa sede fu dapprima cuoco, poi portinaio e talvolta questuante, vivendo sempre in intima unione con Dio e diventando un modello luminoso per tutti i confratelli coadiutori passionisti.
Il transito al cielo e la gloria degli altari
Nel settembre del millenovecentosedici, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, il male ricomparve in modo fulminante all'intestino. Durante il calvario dei dolori atroci, il religioso si consolava ripetendo la riflessione che il Paradiso guadagnato è guadagnato per sempre. La notte del sei ottobre del millenovecentosedici avvertì dolori particolarmente violenti. Seduto su una sedia con la testa fra le mani, mormorava l'invocazione affinché fosse fatta la volontà del Signore. Il superiore, accorso per confortarlo, lo esortò ad avere animo e gli ricordò che era giunta l'ora di andare in cielo. Alzando un po' la testa, Isidoro rispose affermativamente riguardo al bel Paradiso, pronunciando così le sue ultime parole. Morì con una calma e una serenità invidiabile ad appena trentasei anni. Inizialmente fu sepolto nel cimitero di Kortrijk, ma nel millenovecentocinquantadue i suoi resti mortali furono trasferiti nel convento di Courtrai, in Belgio. Quel luogo divenne ben presto meta di numerosi pellegrinaggi e le grazie ricevute per sua intercessione si contano a migliaia. La causa per la sua beatificazione venne introdotta il nove novembre del millenovecentosessanta, consacrando la sua figura come una delle più popolari e amate del Belgio. Papa Giovanni Paolo II lo beatificò il trenta settembre del millenovecentottantaquattro. Nel Martirologio è ricordato come beato Isidoro di San Giuseppe de Loor, religioso della Congregazione della Passione, che svolse santamente i suoi compiti e fu esempio di accettazione di atroci sofferenze per i confratelli.
Il cammino di fede
Il percorso terreno del Beato Isidoro ha avuto inizio a Vrasene, in Belgio, nel 1881. La sua vocazione si è manifestata con chiarezza nel 1907, quando ha varcato la soglia del noviziato dei Passionisti a Ere, intraprendendo un cammino di consacrazione che lo avrebbe condotto a emettere i voti perpetui nell'anno 1908. Da quel momento, la sua vita si è intrecciata indissolubilmente con la spiritualità della congregazione, vivendo in diverse comunità, tra cui quelle di Wezembeek-Oppen e Kortrijk, con uno spirito profondamente dedito alla preghiera e al servizio umile.
La vita del religioso è stata tuttavia visitata precocemente dalla prova della sofferenza fisica. Nel 1911, Isidoro ha dovuto affrontare il dolore dell'asportazione dell'occhio destro, un evento che ha accolto con la mitezza che ha sempre contraddistinto il suo agire. Nonostante il progredire della malattia, egli ha continuato a testimoniare una pace interiore che superava ogni logica umana, fino al compimento del suo cammino terreno avvenuto a causa di un tumore nel 1916, nella città di Kortrijk. La sua esistenza, breve negli anni ma densa di carità, ha lasciato un segno indelebile nella comunità religiosa e nei fedeli che hanno avuto modo di conoscere la sua dedizione.
Il ricordo e la memoria
Il riconoscimento della santità di Isidoro di San Giuseppe De Loor è avvenuto solennemente nel 1984, per opera di Papa Giovanni Paolo II, che lo ha elevato agli onori degli altari. Questo atto ha confermato la validità del suo messaggio di umiltà e di fedeltà, offrendolo alla Chiesa universale come modello di vita consacrata. La sua memoria non è legata a grandezze mondane, ma alla capacità di trasformare la prova in un'offerta gradita a Dio.
La celebrazione del sei ottobre è un appuntamento di grazia per coloro che desiderano rinnovare il proprio impegno di fede, guardando all'esempio di questo umile passionista belga. Attraverso la sua intercessione, i fedeli sono invitati a riscoprire il valore della preghiera e la pazienza nel sopportare le croci quotidiane, in unione con il mistero della passione del Signore. Il suo ricordo continua a essere vivo e fecondo, testimoniando che la santità è una via aperta a chiunque scelga di vivere il quotidiano con amore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Isidoro di San Giuseppe?
La sua festa liturgica si celebra il 6 ottobre di ogni anno.
Qual è il ruolo del beato Isidoro nella Congregazione dei Passionisti?
Egli visse come esemplare fratello coadiutore, servendo la comunità nei compiti di cuoco, portinaio e ortolano, e offrendo a tutti i confratelli una testimonianza luminosa di santità e di accettazione della sofferenza.
A Cortryck in Belgio, beato Isidoro di San Giuseppe de Loor, religioso della Congregazione della Passione, che svolse santamente i compiti a lui affidati e, colpito dalla malattia, fu per i suoi confratelli un esempio di accettazione di atroci sofferenze. — Martirologio Romano