3 ottobre
Beato Jesús Emilio Jaramillo Monsalve
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e formazione
Monsignor Jesús Emilio Jaramillo Monsalve nacque il sedici febbraio 1916 a Santo Domingo, nella provincia di Antioquia e in diocesi di Medellin, in Colombia. Suo padre si chiamava Alberto ed era un artigiano, mentre sua madre, di nome Cecilia Monsalve, svolgeva le mansioni di casalinga. La famiglia fu allietata anche dalla nascita di una sorella di nome Maria Rosa. Il futuro vescovo fu battezzato il giorno successivo alla nascita nella chiesa parrocchiale intitolata a san Domenico di Guzman. La famiglia, pur vivendo in condizioni di povertà, non si lamentava mai della propria condizione e coltivava una fede profonda, accogliendo con grande gioia l'intenzione del figlio di entrare in seminario.
Jesús Emilio e la sorella frequentarono le scuole elementari nel paese natale. In seguito, il ragazzo decise di entrare nel Seminario dell'Istituto delle Missioni Estere di Yarumal. Questo istituto era stato fondato recentemente da monsignor Miguel Ángel Builes, vescovo di Santa Rosa de Osos, con lo scopo precipuo di formare sacerdoti da inviare nelle zone più sprovviste di assistenza spirituale della Colombia. Nel febbraio 1929, all'età di tredici anni compiuti, il giovane iniziò a frequentare il Seminario Minore della medesima istituzione. La comunità del seminario era formata da appena settanta ragazzi e cinque sacerdoti, ed era animata da un profondo sentimento missionario instillato dall'esempio luminoso del fondatore.
Negli anni della giovinezza in seminario, Jesús Emilio si distinse per una indole particolare: era dotato di una bella voce, amava lo sport e la lettura, ed era solitamente di poche parole, tranne quando doveva allenarsi a parlare in pubblico. Si impegnò con dedizione rigorosa ai doveri di preghiera e di studio. Nel 1934 intraprese gli studi in vista del sacerdozio con il biennio di Filosofia. Terminato questo biennio, ebbe inizio il suo noviziato. Il tre dicembre 1936, dopo tre mesi di preparazione spirituale, compì la prima promessa di obbedienza. Tra il 1937 e il 1940 seguì regolarmente i corsi di Teologia, eccellendo come oratore negli eventi importanti del seminario e cercando sempre di mantenersi umile, servizievole e amichevole verso i compagni, meritandosi la stima sincera sia loro sia degli educatori.
Il sacerdozio e l'insegnamento
Dopo aver ricevuto la tonsura, gli ordini minori e il diaconato, Jesús Emilio Jaramillo Monsalve fu ordinato sacerdote il primo settembre 1940. Celebrò la sua Prima Messa nella chiesa del suo paese natale e trascorse un periodo di riposo e raccoglimento con i familiari. Successivamente, venne inviato dai superiori a Sabanalarga, all'epoca situata nella diocesi di Barranquilla. A sole tre settimane dalla sua ordinazione, scrisse una lettera al Rettore padre Aníbal Muñoz Duque, esprimendo con forza la sua profonda vocazione missionaria. L'esperienza pastorale a Sabanalarga durò tuttavia appena quattro mesi, poiché nel 1941 fu designato come professore nello stesso seminario.
Negli anni successivi, il giovane sacerdote affiancò all'insegnamento numerosi incarichi di grande responsabilità spirituale e culturale. Fu cappellano del carcere femminile di Bogotá, dove la sua opera generò un autentico fervore spirituale tra le detenute. Teneva frequentemente ritiri spirituali rivolti a sacerdoti e laici, oltre a predicazioni per le solennità liturgiche e durante la Settimana Santa, imponendosi progressivamente come uno dei maggiori oratori sacri del Paese. Esercitava inoltre il dono del consiglio, dirigendo spiritualmente numerose religiose e seminaristi.
Tra il 1942 e il 1944 frequentò la Pontificia Università Saveriana di Bogotá, dove ottenne il dottorato in Teologia Dogmatica con il massimo dei voti. La sua tesi di dottorato trattava un tema teologico di grande spessore, intitolato "La libertà di Nostro Signore Gesù Cristo secondo San Tommaso d'Aquino". Raggiunto l'età di trent'anni, fu nominato maestro dei novizi, un incarico delicato che mantenne fino al primo Capitolo Generale dell'Istituto celebrato nel 1950. Nel medesimo anno fu eletto Secondo Assistente del Superiore Generale e Rettore del Seminario. I discepoli di quel periodo ricordavano con affetto la sua umanità: pattinava, andava in bicicletta, aveva una risata aperta e cordiale e sapeva farsi vicino ai giovani che aspiravano alla missione, affrontando con equilibrio le situazioni difficili. Quando entrava in preghiera, il suo volto esprimeva una serenità profonda, segno inequivocabile di una fede sicura.
Il generalato e l'episcopato
Nel 1956, in seguito al secondo Capitolo Generale, don Jesús Emilio fu scelto da monsignor Gerardo Valencia Cano come suo Vicario Delegato con funzioni di Ordinario. Pochi anni dopo, nel 1959, in occasione delle dimissioni di monsignor Cano, divenne Superiore generale dei Missionari di Yarumal. Durante il suo mandato, i missionari sbarcarono per la prima volta in Africa, varcando coraggiosamente i confini della Colombia. Fondò inoltre a Medellin il Collegio Ferrini, intitolato al terziario francescano e docente universitario Contardo Ferrini, che per molti anni rappresentò un centro di eccellenza dedicato alla formazione cristiana dei laici. Sebbene il mandato come Superiore generale avesse una durata prevista di dieci anni, egli volle che venissero applicate immediatamente le nuove normative del Concilio Vaticano II che ne riducevano la durata a sei anni. In seguito, prestò servizio nella Conferenza Episcopale Colombiana come Assessore del Consiglio Nazionale dei Laici e riprese l'attività di docente insegnando nel Collegio Ferrini.
L'otto gennaio 1970 morì monsignor Luis Eduardo García, Prefetto apostolico di Arauca e confratello Missionario di Yarumal. La Santa Sede elevò la Prefettura di Arauca a Vicariato Apostolico poco tempo dopo. Padre Jesús Emilio fu eletto primo Vicario Apostolico l'undici novembre 1970 e fu ordinato vescovo il dieci gennaio 1971 per le mani di monsignor Angelo Palmas, Nunzio Apostolico in Colombia, assumendo il titolo vescovile di Strumizza. Come motto per il suo ministero episcopale scelse un versetto del profeta Zaccaria: Vigilate! Il Signore viene! Durante l'allocuzione per la sua ordinazione episcopale, pregò intensamente per non deludere le speranze riposte in lui, chiedendo di ricevere la forza della fionda di Davide sostenuta dalla Grazia divina.
Il diciannove luglio 1984 il Vicariato di Arauca venne ulteriormente elevato al rango di diocesi, e monsignor Jaramillo ne divenne il primo vescovo residenziale. Il territorio della nuova diocesi includeva le vaste Pianure Orientali e la foresta del Sarare, zone segnate da profonde tensioni sociali e dal ritorno di una violenza armata alimentata da vari gruppi locali. In quel contesto difficile, segnato anche da resistenze all'interno del clero e da un'avanzata della scristianizzazione, il vescovo si impegnò con tutte le sue forze per proteggere la vita e la dignità dei suoi fedeli. Diede vita a iniziative coraggiose in difesa dei diritti umani, specialmente a favore dei poveri, annunciando senza timore la Parola di Dio, creando nuove parrocchie e fondando l'Istituto San Giuseppe Operaio a Saravena per la formazione umana e cristiana dei contadini, oltre all'Équipe dell'Indio per l'evangelizzazione delle popolazioni indigene del Sarare.
Il martirio e il riconoscimento della Chiesa
L'intensa attività pastorale e la difesa dei deboli resero monsignor Jaramillo sgradito alle forze che intendevano sovvertire l'ordine con la violenza, in particolare all'Esercito di Liberazione Nazionale. Il vescovo subì attacchi diffamatori, calunnie e persino critiche da parte di chi lo giudicava tiepido o commetteva errori umani di valutazione. Egli tuttavia non si lasciava inquietare da tali ostilità, continuava la sua formazione culturale e artistica, perdonava generosamente chi lo offendeva e proseguiva nell'annuncio del Vangelo pur conoscendo pienamente i rischi mortali a cui andava incontro.
Sabato trenta settembre 1989, monsignor Jaramillo si diresse a La Esmeralda, e nei giorni successivi si recò a Fortul e a Puerto Nidio per compiere le sue visite pastorali. Era accompagnato da padre Rubén, da padre León Pastor Zarabanda, da padre Helmer Muñoz, dal seminarista Germán Piracoca e dalla segretaria della parrocchia di Fortul. Padre Helmer Muñoz guidava il fuoristrada durante il viaggio. Superato un ponte di legno tra Fortul e Tame, il veicolo fu bloccato da tre uomini armati e vestiti da contadini appartenenti alla guerriglia. I miliziani domandarono chi fosse Jesús Jaramillo Monsalve senza usare alcun titolo onorifico, e il vescovo rispose con semplicità. Con maniere apparentemente gentili, i sequestratori fecero scendere tutti i passeggeri dalla jeep. Ripetuta la domanda sull'identità del presule, monsignor Jaramillo confermò nuovamente di essere lui. I sequestratori dissero di aver bisogno della sua persona per un comunicato da recapitare al Governo nazionale e ordinarono agli altri passeggeri di mettersi sul ciglio della strada, ripartendo poi con il vescovo e con padre Helmer, che si era offerto di guidare l'automobile per non abbandonarlo.
Giunti in un luogo isolato verso le sette di sera, i guerriglieri fecero scendere il sacerdote e il vescovo, ordinando a padre Helmer di allontanarsi perché soltanto il vescovo doveva procedere con loro. Monsignor Jaramillo prese in disparte il giovane sacerdote, che insisteva per rimanere accanto a lui, esortandolo a mettersi alla presenza del Signore. In quel momento supremo, i due religiosi si concessero l'assoluzione a vicenda. Il vescovo impose a padre Helmer di andarsene per spirito di obbedienza e per non aggravare la situazione. Mentre si allontanava, il sacerdote udì le ultime parole terrene di monsignor Jaramillo, che raccomandava ai carnefici di non fare del male al suo giovane compagno. Nelle prime ore del tre ottobre, padre Helmer tornò a cercare il vescovo nel punto indicato, ritrovandone il corpo senza vita verso le otto del mattino, recante segni di inaudita tortura e ferite provocate da arma da fuoco. Mancavano all'appello l'anello episcopale e la croce pettorale, con la catena spezzata.
La tragica scomparsa del pastore suscitò profondo cordoglio in tutta la Chiesa. Papa san Giovanni Paolo II inviò immediate condoglianze alla Conferenza Episcopale colombiana per mezzo del Cardinale Segretario di Stato Agostino Casaroli, assicurando suffragio per l'anima esemplare del pastore zelante che aveva speso la vita predicando la riconciliazione e l'amore cristiano. Il sette luglio 2000 la Santa Sede concesse il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione. La fase diocesana si svolse presso la diocesi di Arauca e si concluse il ventinove giugno 2006. Il sette luglio 2017 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio, in seguito all'esame della apposita Positio da parte dei consultori teologi e dei cardinali. La solenne beatificazione è stata celebrata l'otto settembre 2017 a Villavicencio dallo stesso Pontefice nel corso del suo viaggio apostolico in Colombia, insieme al sacerdote Pedro María Ramírez Ramos. I resti mortali di monsignor Jaramillo, inizialmente sepolti nella cattedrale di Arauca, sono stati in seguito riesumati il ventiquattro agosto 2017 e ricollocati in una cappella dedicata nella navata destra della medesima cattedrale, dove continuano a ricevere la preghiera e la devozione dei fedeli.
Il cammino di un pastore
Il percorso vocazionale di Jesús Emilio Jaramillo Monsalve ha avuto inizio nel 1940, anno in cui ricevette l'ordinazione sacerdotale, dando avvio a un impegno pastorale che lo ha visto operare con dedizione in diverse regioni della Colombia. La sua sollecitudine verso il gregge affidatogli ha segnato profondamente le comunità di Yarumal, Bogotà e Villavicencio, preparando il suo spirito alla missione più ardua. Nel 1970, la Chiesa lo chiamò a un servizio di maggiore responsabilità, eleggendolo Vicario Apostolico di Arauca, terra che divenne poi il luogo della sua definitiva testimonianza di fede. Il 10 gennaio 1971, egli ricevette l'ordinazione episcopale, assumendo con umiltà il compito di guidare il popolo di Dio nelle vie della giustizia e della pace.
Gli anni del suo episcopato ad Arauca furono segnati da un contesto sociale complesso e spesso violento. Nonostante le crescenti tensioni, il vescovo Jaramillo non volle mai abbandonare le sue pecore, preferendo condividere con esse le fatiche e le paure di un tempo segnato dal conflitto. Il 30 settembre 1989, proprio mentre compiva la sua missione pastorale, fu vittima di un rapimento operato dai membri dell'Esercito di Liberazione Nazionale. Pochi giorni dopo, il 3 ottobre 1989, la sua vita terrena si concluse tragicamente ad Arauquita per mano dei suoi rapitori. Il suo sacrificio, vissuto in piena fedeltà al mandato evangelico, ha trasformato la sua morte in una testimonianza di amore che supera ogni odio, rendendolo una figura di riferimento per la Chiesa colombiana e per tutti i cristiani chiamati a testimoniare la fede in contesti difficili.
La memoria liturgica
Il riconoscimento della santità del Beato Jesús Emilio Jaramillo Monsalve da parte della Chiesa universale ha trovato compimento il giorno otto settembre 2017, quando Papa Francesco ne ha proclamato la beatificazione. Questo atto solenne ha confermato la preziosità del suo martirio, riconoscendo in esso l'eloquenza di una vita spesa integralmente per il Vangelo. La memoria liturgica è stata fissata al 3 ottobre, anniversario del suo incontro definitivo con il Signore nel momento del trapasso.
Celebrare la sua festa significa oggi rivolgere lo sguardo a un uomo che ha saputo incarnare la mitezza del pastore e la fermezza del martire. La sua figura invita i fedeli a riflettere sulla necessità di costruire la pace attraverso il dialogo e la preghiera, rifiutando ogni forma di violenza. La ricorrenza annuale non è soltanto un ricordo del passato, ma un momento di preghiera viva, in cui la comunità cristiana affida al Signore le proprie sofferenze e le proprie speranze, trovando nel beato martire un intercessore che conosce bene le tribolazioni di chi cerca di vivere secondo giustizia in un mondo segnato dalla divisione.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Jesús Emilio Jaramillo Monsalve?
La sua memoria liturgica si celebra il 3 ottobre, giorno della sua nascita al Cielo.
Di cosa è patrono il Beato Jesús Emilio Jaramillo Monsalve?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati ufficiali.