Beato Luigi Novarese

Sacerdote

Aggiornato il 22 luglio 2026

Origini e infanzia segnata dalla prova

Il Beato Luigi Novarese nasce a Casale Monferrato il 29 luglio 1914, ultimo di nove figli dei coniugi Giusto Carlo Novarese e Teresa Sassone. L'autore del presente testo ammette di non avere legami di parentela con il beato, pur condividendo il cognome degli antenati. La famiglia d'origine, originaria del Monferrato, era dedita alla coltivazione di vigneti e non risultava eccessivamente fortunata dal punto di vista economico. Il padre Giusto Carlo muore di polmonite nel 1915, quando il piccolo Luigino ha appena nove mesi e la madre ha trent'anni. Da piccolo, Luigi è delicato e fragile, proprio come tre dei suoi otto fratelli morti in tenera età. La famiglia numerosa è descritta come dedita a un lavoro faticoso e forse trascurata nelle cure domestiche. La madre Teresa emerge come una donna energica e forte, capace di sacrificarsi per crescere i sei figli facendo anche da padre. Le condizioni economiche della famiglia peggiorano rapidamente, costringendo la madre a vendere i terreni della cascina. La situazione economica precipita definitivamente a causa della malattia di Luigi. A nove anni, il bambino subisce un'accidentale caduta che aggrava le sue condizioni fisiche, comportando l'applicazione di un busto ingessato e la costrizione a letto. L'episodio si evolve in una grave forma di tubercolosi ossea, specificata successivamente come coxite tubercolare alla gamba destra. La malattia si complica con ascessi purulenti che causano sofferenze ai limiti della sopportazione. La madre di Luigi, opponendosi al parere dei medici che lo danno per spacciato e resistendo all'ira degli altri figli, vende la cascina e i terreni rimanenti per pagare le costose cure mediche. Al termine dei trattamenti, quando Luigi ha circa diciassette anni, i medici gli pronosticano appena un paio di mesi di vita, essendosi dichiarati completamente impotenti riguardo alla sua guarigione.

La guarigione e la vocazione al sacerdozio

In questo momento di estrema prova, don Filippo Rinaldi, originario del Monferrato e terzo successore di don Bosco, invita Luigi a fare una novena a Maria Ausiliatrice. La tradizione e la storia spirituale attestano che sono necessarie tre novene per ottenere una guarigione improvvisa, completa e duratura. La guarigione del Servo di Dio Luigi Novarese è avvenuta proprio per intercessione della Madonna Ausiliatrice e di don Bosco. Come segno di gratitudine e per adempiere alla promessa fatta durante la novena, Luigi porta le stampelle nella basilica di Torino come ex voto e mantiene l'impegno assunto di dedicare la propria vita ai malati. Inizialmente, il giovane si orienta verso la professione medica. L'improvvisa morte della madre, tuttavia, scompina i suoi piani originari e lo spinge a decidere di entrare in seminario. Poiché non dispone di denaro, il vescovo gli procura una borsa di studio presso l'Almo Collegio Capranica a Roma, dove Luigi compie i suoi studi ecclesiastici. Presso l'Almo Collegio Capranica consegue gli ordini minori dell'Ostiariato e del Lettorato. In seguito, ottiene la licenza in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, la laurea in Diritto canonico e il diploma di avvocato rotale. Come ricordo indelebile della grave malattia infantile, Luigi conserva una gamba più corta dell'altra di quindici centimetri, costringendolo all'uso di una scarpa ortopedica per tutta la vita. Questa complessa esperienza della malattia ha riorientato radicalmente la sua esistenza, trasformandolo da aspirante medico a sacerdote e apostolo dei sofferenti. Il 17 dicembre 1938, Luigi viene ordinato sacerdote nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma.

Il ministero nella Segreteria di Stato e l'attenzione ai deboli

Il ministero di Luigi Novarese si caratterizza fin da subito per una straordinaria e instancabile attenzione verso i deboli e i sofferenti. Durante la seconda guerra mondiale, monsignor Montini chiama don Luigi a lavorare nella Segreteria di Stato vaticana. Il suo compito specifico è quello di evadere la corrispondenza arrivata al Papa per i soldati al fronte, mantenendo i contatti con i vescovi per far fronte alle pressanti necessità delle famiglie con congiunti in guerra. Attraverso questo delicato servizio, don Luigi scopre in prima persona la sofferenza profonda causata dal conflitto armato e dalla mancanza di cibo. Con generosità, si adopera senza sosta per fare arrivare gli aiuti pontifici a chi ne ha bisogno. La sua sensibilità ecclesiale lo porta a lottare contro l'emarginazione dei disabili, adottando uno stile pastorale del tutto innovativo per il suo tempo. Don Luigi dialoga apertamente con la medicina, dimostrando l'efficacia terapeutica e umana della motivazione spirituale nella cura dei malati. Egli fonda case di cura, centri di assistenza e corsi professionali specificamente pensati per disabili e infermi, offrendo loro concrete opportunità di riscatto e inserimento sociale. Insegna ai malati a pensare e vivere la condizione della malattia in modo nuovo, promuovendo una mentalità evangelica per evitare che il dolore venga sprecato o banalizzato attraverso la rassegnazione sterile o il pietismo. Secondo il suo profondo insegnamento, l'ammalato può divenire uno strumento prezioso di evangelizzazione e di sostegno per l'intera comunità ecclesiale, poiché monsignor Novarese ripeteva costantemente che gli ammalati devono sentirsi autori del proprio apostolato. Gli esercizi spirituali dei malati, ideati da lui con intuizione profonda, diventano una grande novità nella Chiesa, facendo maturare una nuova comprensione spirituale e pastorale dell'infermo inteso come soggetto vivo e operante nell'azione evangelizzatrice.

Le fondazioni e il ritorno al Padre

La fecondità spirituale del Beato Luigi Novarese si traduce nella nascita di numerose istituzioni ecclesiali destinate a durare nel tempo. Nel maggio del 1943, don Luigi dà vita alla Lega Sacerdotale Mariana, con l'intento di riunire sacerdoti secolari e regolari per valorizzare la sofferenza umana e promuovere una fraterna sollecitudine verso i confratelli infermi o bisognosi. Il 17 maggio 1947, coadiuvato dalla sorella Elvira Myriam Psorulla, crea il Centro Volontari della Sofferenza. L'anno successivo alla fondazione del Centro, esattamente nel 1950, nascono i Silenziosi Operai della Croce, istituzione che viene successivamente elevata a Pia Unione Primaria dal Beato Papa Giovanni XXIII con il Breve Apostolico intitolato Valde probandae, emanato il 24 novembre 1960. Nel 1952 vedono la luce anche i Fratelli e le Sorelle degli Ammalati, completando così il quadro di una vasta famiglia spirituale. Monsignor Luigi Novarese conclude il suo cammino terreno il 20 luglio 1984 a Rocca Priora, in provincia di Roma. La Chiesa, dopo aver attentamente esaminato il suo percorso esistenziale, ha riconosciuto l'eroicità delle virtù di questo zelante pastore. Successivamente, l'autorità ecclesiastica ha approvato un miracolo attribuito all'intercessione di monsignor Luigi Novarese, aprendo la via alla sua solenne proclamazione a beato, avvenuta l'11 maggio 2013.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Luigi Novarese?

La memoria liturgica del Beato Luigi Novarese si celebra il 20 luglio, giorno della sua nascita al cielo.

Quali opere ha fondato il Beato Luigi Novarese?

Ha fondato la Lega Sacerdotale Mariana, il Centro Volontari della Sofferenza, i Silenziosi Operai della Croce e i Fratelli e le Sorelle degli Ammalati.