Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

1 novembre

Beato Teodoro Romza

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e i primi anni di ministero

Teodoro Romza è nato il 14 aprile 1911 nel paese di Velikij Bickiv, situato nella Regione Subcarpatica. Dopo aver conseguito la maturità liceale nel 1930, ha intrapreso il cammino verso il sacerdozio entrando come allievo nel Collegio Germanico-Ungarico di Roma. Durante gli anni romani ha approfondito gli studi di filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. In seguito si è trasferito al Pontificio Collegio Russo, noto come Russicum, con il chiaro obiettivo di prepararsi alla missione in Russia. Ordinato sacerdote nel 1936, è rientrato nella diocesi di Mukacevo nel 1937, mettendo al servizio della Chiesa le competenze maturate negli anni di studio.

L'episcopato e la persecuzione sovietica

Nel 1944, in piena seconda guerra mondiale e in un contesto politico estremamente incerto, è diventato vescovo della diocesi di Mukacevo, distinguendosi per essere diventato, a soli trentatré anni, il vescovo più giovane della Chiesa Cattolica. Nell'ottobre del medesimo anno l'Armata Rossa ha occupato la Regione Subcarpatica, pretendendo che la diocesi e il suo vescovo sostenessero l'unione della regione con l'Ucraina Sovietica. La diocesi si è opposta con fermezza alla richiesta russa, facendo leva sul carattere apostolico della Chiesa. Tale rifiuto è stato considerato dalle autorità come un atto di aperta opposizione allo Stato, dando inizio a una persecuzione sistematica. Dal 1944 il clero greco-cattolico ha subito pesanti vessazioni, inclusa l'imposizione di cedere i propri edifici di culto alla Chiesa Ortodossa pravoslava. Il regime sovietico ha ostacolato in ogni modo il regolare funzionamento della diocesi guidata dal vescovo Teodoro. Nonostante nel 1945 la Regione Subcarpatica sia stata ufficialmente annessa all'Ucraina e la persecuzione sia diventata ancora più aperta, i fedeli greco-cattolici si sono impegnati con coraggio nella difesa dei loro sacerdoti. Il vescovo Teodoro ha viaggiato ovunque per incoraggiare e sostenere fedeli e clero durante questo tempo di prova. Nel 1946, mentre il potere sovietico si consolidava e le diocesi greco-cattoliche della Galizia venivano assorbite dal patriarcato ortodosso di Mosca, la diocesi di Mukacevo è rimasta l'unica diocesi greco-cattolica ancora attiva nella Regione Subcarpatica.

Il martirio e la testimonianza della Chiesa

Consapevoli che la popolazione e il clero, guidati dal giovane vescovo, possedevano una fede profondamente radicata, i sovietici hanno inizialmente evitato l'uso della forza diretta per convertire coattivamente la comunità. Tuttavia, nel 1947 i vertici dell'Unione Sovietica hanno stabilito l'eliminazione fisica del vescovo Teodoro Romza. Nikita Krusciov, segretario del partito in Ucraina, ha ricevuto l'autorizzazione all'omicidio direttamente da Stalin. Sottoposto a costante sorveglianza, al vescovo è stato concesso il permesso di visitare una chiesa del distretto, offrendo così l'occasione per pianificare un finto incidente stradale mortale. Il 27 ottobre 1947 la carrozza a cavalli su cui viaggiavano il vescovo e i suoi accompagnatori è stata travolta da un pesante autocarro. Dopo l'impatto, gli aggressori hanno tentato di uccidere a sprangate i superstiti, ma l'arrivo improvviso di un furgone postale ha costretto gli assalitori alla fuga. Ricoverati i feriti presso l'ospedale di Mukacevo, il generale Pavel Sudoplatov del Ministero della Sicurezza Statale si è recato nella struttura sanitaria. Con la complicità del primario e di un'infermiera, Sudoplatov ha fatto iniettare al vescovo una dose letale di curaro, che ha provocato la morte immediata. Il generale ha successivamente confessato il delitto e la dinamica dell'avvelenamento nelle sue memorie. Il martirio del vescovo non ha piegato la comunità, ma ha spinto il clero a resistere ulteriormente alla soppressione della diocesi. Ben centoventotto sacerdoti hanno preferito l'arresto e la deportazione nei campi di prigionia in Siberia pur di non cedere. La Chiesa greco-cattolica ha continuato così ad operare in clandestinità sotto stretto controllo, mantenendo intatta la propria fedeltà a Roma. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 27 giugno 2001 durante un viaggio apostolico in Ucraina, e il Martirologio lo commemora a Mukacevo come beato, vescovo e martire per la fedeltà alla Chiesa in tempi di persecuzione.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Teodoro Romza?

La ricorrenza liturgica del Beato Teodoro Romza si celebra il primo novembre, giorno in cui il Martirologio lo commemora a Mukacevo come vescovo e martire.

Di cosa è patrono il Beato Teodoro Romza?

Le fonti biografiche ufficiali non menzionano specifici patronati per il Beato Teodoro Romza.

Nella cittadina di Mukacevo in Ucraina, beato Teodoro Giorgio Romzsa, vescovo e martire, che, in tempo di proibizione della fede, meritò di conseguire la palma della gloria per aver conservato la fedeltà alla Chiesa. — Martirologio Romano