18 novembre
Beato Yoshida Xoum (Giovanni)
Laico giapponese, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e il cammino di fede
Yochida Xoum nacque a Meaco e si trasferì da giovane a Nagasaki. In questa terra incontrò i padri della Compagnia di Gesù, ricevendo l'educazione cristiana e il battesimo con il nome di Giovanni. Yochida Xoum sposò Maria, anch'essa cattolica, e dalla coppia nacquero dei figli. Egli continuò a dare un aiuto valido ai Gesuiti nella diffusione del Vangelo.
Nel 1614 scoppiò la persecuzione contro i missionari cristiani stranieri, che vennero espulsi dal Giappone. Nonostante il grave pericolo, Yochida Xoum ospitò di nascosto alcuni missionari pur conoscendo il rischio della pena di morte per tale ospitalità. Tra i missionari ospitati vi fu il beato martire gesuita Alfonso de Mena, morto nel 1622. Alfonso de Mena fu scoperto nella casa di Yochida Xoum il 15 marzo 1619 e imprigionato, segnando l'inizio della prova decisiva per il laico giapponese.
Il martirio e il culto
Giovanni Yochida fu arrestato e rinchiuso nelle carceri di Nagasaki. Il 17 novembre 1619 Yochida fu interrogato dal governatore Gonrocu, che tentò invano di fargli rinnegare la fede cristiana. Il 18 novembre 1619 Yochida fu arso vivo sulla collina di Nagasaki insieme ad altri quattro compagni. I quattro compagni di martirio di Yochida furono il gesuita Leonardo Kimura, Andrea Murayama Tokuan, Cosma Takeya e Domenico Jorge. Le ossa dei cinque martiri furono spezzate e gettate in mare, ma i cristiani riuscirono a recuperarne alcune.
La moglie Maria sopravvisse inizialmente e subì il martirio tre anni dopo. Maria fu decapitata il 10 settembre 1622 e viene ricordata in tale giorno. Il beato Yochida Xaum, chiamato Giovanni, è ricordato nel Martirologio Romano il 18 novembre. Il Martirologio ricorda a Nagasaki i beati martiri Leonardo Kimura, Andrea Murayama Tokuan, Cosma Takeya, Giovanni Yoshida Shoun e Domenico Jorge, arsi nel fuoco in quanto cristiani.
La vita e la testimonianza
Nato a Meaco, il Beato Giovanni Yoshida Xoum visse la sua vocazione laicale con una dedizione che superava le contingenze del tempo. Ricevuto il sacramento del battesimo per mano dei missionari Gesuiti, egli comprese che la fede non era soltanto un fatto interiore, ma una responsabilità verso il prossimo e verso la Chiesa. Durante gli anni della persecuzione, quando la presenza dei missionari era resa clandestina dalla proibizione delle autorità, Giovanni aprì coraggiosamente le porte della propria dimora, offrendo ospitalità a coloro che rischiavano la vita per portare il conforto dei sacramenti. Questo gesto di carità non era privo di pericoli, eppure egli perseverò, vedendo in ogni ospite il volto stesso del Salvatore.
Il momento decisivo della sua missione terrena giunse nell'anno milleseicento diciannove, quando fu tratto in arresto per aver protetto il gesuita Alfonso de Mena. Condotto innanzi al governatore Gonrocu, Giovanni fu sottoposto a un duro interrogatorio volto a strappargli il rinnegamento della fede. Tuttavia, la sua risposta fu intrisa di quella chiarezza che nasce solo da una fede radicata nel cuore. Rifiutando fermamente di abiurare, egli scelse di confermare la propria appartenenza a Cristo, accettando il destino che lo attendeva. Condotto sulla collina di Nagasaki, affrontò il martirio dell'incendio con una fortezza che ancora oggi interroga le nostre coscienze. Il suo sacrificio non è stato una sconfitta, ma un seme gettato nel terreno del Giappone, capace di portare frutti di grazia per le generazioni a venire, confermando che la fedeltà al Signore è il bene più prezioso che un uomo possa custodire.
Il culto e la memoria
La figura del Beato Giovanni Yoshida Xoum ha trovato il suo posto nella memoria liturgica della Chiesa Universale, venendo ufficialmente riconosciuta nel Martirologio Romano. La solenne beatificazione, avvenuta per opera di papa Pio Nono nell'anno milleottocento sessantasette, ha consacrato il suo martirio come un modello di coerenza cristiana per i fedeli di ogni tempo. La sua memoria si celebra ogni anno il diciotto novembre, data che segna il compimento della sua testimonianza sulla collina di Nagasaki.
Il culto verso questo laico giapponese invita i credenti a riflettere sul valore della testimonianza silenziosa e coraggiosa. Egli non cercò onori, ma soltanto di servire i fratelli e rimanere fedele al battesimo ricevuto. Attraverso la preghiera e la memoria del suo sacrificio, la comunità cristiana si unisce nel ricordo di un uomo che, pur nella fragilità della condizione umana, seppe innalzare la propria esistenza a offerta gradita a Dio, ricordando a tutti noi che la fede è una luce che non può essere spenta, nemmeno nelle notti più oscure della storia.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Yoshida Xoum?
La sua memoria liturgica si celebra il 18 novembre.
A Nagasaki in Giappone, beati martiri Leonardo Kimura, religioso della Compagnia di Gesù, Andrea Murayama Tokuan, Cosma Takeya, Giovanni Yoshida Shoun, Domenico Jorge, arsi nel fuoco in quanto cristiani. — Martirologio Romano