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10 agosto

San Besso

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini leggendarie e il cammino alpino

Le notizie che riguardano San Besso sono incerte ed oscure, ma la leggenda lo descrive come un ex soldato della Legione Tebea e compagno di San Maurizio. San Besso sarebbe scampato al tragico eccidio di Agunum, odierna Saint-Maurice in Svizzera, ordinato dall'imperatore Massimiano. In seguito, il santo sarebbe passato per la Valle d'Aosta e in particolare da Cogne, ove è venerato con grande devozione. San Besso si sarebbe poi rifugiato in Piemonte dedicandosi all'evangelizzazione dei montanari pagani. Talvolta Besso è considerato un vescovo di Ivrea vissuto nell'ottocento. Esiste l'ipotesi che si tratti in realtà di due personaggi distinti: un eremita morto e venerato nel santuario alpestre sopra Campiglia in Val Soana, e un martire di Ivrea. Il presunto martire di Ivrea è stato a volte creduto vescovo della città. Una versione alternativa, raccolta nel 1912 dallo storico ed antropologo francese Robert Hertz tramandata tra la gente di Cogne, narra che il santo non fu un milite tebeo ma un devoto pastore locale il cui gregge prosperava per volere divino. In questa versione pastorale, il santo fu scaraventato giù dalla rupe da montanari miscredenti invidiosi.

Le circostanze del martirio e le tradizioni

Esistono molteplici versioni sulle circostanze del martirio di San Besso, morto a Campiglia, in provincia di Torino, alla fine del terzo secolo. Un breviario del 1473 conservato presso la diocesi di Ivrea riporta che il santo fu invitato a un banchetto da ladri di bestiame. Il santo si accorse che la carne di pecora offertagli era di provenienza furtiva e ne deplorò aspramente il costume. I montanari, adirati, scaraventarono Besso giù dal Monte Fautenio. Ancora in vita, il santo sarebbe stato raggiunto e trucidato dai legionari romani rimasti sulle sue tracce da Agaunum. Un'altra versione riportata nella stessa fonte documentale narra che il santo si salvò miracolosamente rifugiandosi nella Valle di Cogne. Nella Valle di Cogne il santo sarebbe stato massacrato dai legionari romani. Sulla roccia del monte sarebbe miracolosamente impressa un'impronta di San Besso. La tradizione vuole che il santuario sia stato costruito sul luogo del martirio sotto al grande masso, meta di pellegrinaggi.

Le reliquie e il cammino della custodia

La tradizione vuole che nel nono secolo le spoglie mortali del santo siano state trafugate da ladri di reliquie. Le reliquie finirono ad Ozegna, dove sorge il santuario della Beata Vergine del Convento e del Bosco. Un paio di secoli dopo, per opera del Re Arduino, le reliquie furono traslate nella cripta della cattedrale di Ivrea. Le reliquie trovarono collocazione in un antico sarcofago romano ancora visibile nella cattedrale di Ivrea. Oggi le reliquie di San Besso riposano in un altare laterale della cattedrale di Ivrea insieme ad altri santi martiri. La doppia festa liturgica in onore del santo si celebra il 10 agosto e l'1 dicembre sia nel santuario che ad Ivrea.

Il santuario e i pellegrinaggi alpini

La festa in onore del santo è celebrata annualmente il 10 agosto nel santuario dell'alta Val Soana, a oltre 2000 metri nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. I fedeli accorrono in pellegrinaggio da Campiglia e dalla vallata di Cogne. Per il pellegrinaggio da Cogne occorre partire il giorno prima e pernottare presso il ricovero del santuario. In passato i fedeli indossavano i costumi tradizionali delle diverse valli. La statua del santo viene portata in processione facendo un giro attorno alla grande rupe del martirio. Oggi l'onore di portare la statua viene assegnato ponendola all'incanto. In passato l'assegnazione della statua fu causa di violenti liti tra le comunità di Campiglia e Cogne. Le comunità di Campiglia e Cogne appartengono oggi a diocesi differenti ma prima del 1200 erano unite sotto la diocesi di Ivrea. Campiglia e Cogne condividevano in passato una comune parlata dialettale franco-provenzale.

Le radici antiche e gli studi storici

Nei riti popolari si individuano elementi che rimandano all'antica venerazione di rocce come centri di forza divina. Alcune fonti affermano che durante il rito i fedeli compiono pratiche segrete basate sulla convinzione che il contatto con la pietra favorisca la fecondità. L'origine del culto è precristiana e caratterizzata dalla persistenza di un forte culto litico. Le popolazioni di Cogne e Campiglia sono attaccate alla tradizione dei poteri taumaturgici della roccia di Besso e delle scaglie scalpellate dal monte Fautenio. Esiste una singolare e significativa assonanza tra il nome di San Besso e quello del dio egizio Bes. Il dio egizio Bes era particolarmente invocato per la fecondità. San Besso e la divinità pagana Bes presentano una somiglianza iconografica. San Besso e il dio Bes sono sovente raffigurati entrambi con un copricapo di piume di struzzo. Robert Hertz ha scritto il saggio San Besso. Studio di un culto alpestre. Il saggio di Robert Hertz è contenuto nella raccolta La preminenza della destra e altri saggi, pubblicata da Einaudi a Torino nel 1994. Marco Reis è autore dell'opera Il mistero di Besso - Tra Cogne e Campiglia le radici di un popolo. Il libro di Marco Reis è stato pubblicato da Lampi di Stampa nel 2006.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Besso?

La doppia festa liturgica in onore del santo si celebra annualmente il 10 agosto e l'1 dicembre.

Di cosa è patrono San Besso?

San Besso è invocato come patrono dai soldati contro i pericoli della guerra.