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3 ottobre

San Cipriano di Tolone

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e i primi anni di ministero

Cipriano nacque ad Arles o a Marsiglia e fu accolto tra i discepoli prediletti del grande san Cesario, che curò direttamente la sua formazione letteraria e dottrinale. In un brano della sua Vita Caesarii, lo stesso Cipriano si rammarica umilmente di non aver profittato appieno della straordinaria familiarità avuta con il maestro. La sua vocazione si espresse ben presto nel ministero ordinato, quando san Cesario lo volle ordinare diacono nel 506. Negli anni successivi, verso il 515, lo stesso san Cesario procedette alla sua consacrazione come vescovo di Tolone. Sebbene la data esatta di tale consacrazione non si possa determinare con certezza, gli storici traggono utili indizi dai documenti conciliari. Tra i firmatari del concilio provinciale di Arles del 524, infatti, Cipriano precede alcuni vescovi che già nel 517 avevano partecipato al concilio di Epaona. Per questa ragione si può ritenere con fondamento che il suo episcopato sia iniziato qualche tempo prima del 517.

La difesa della fede e i concili

San Cipriano prese parte a numerosi concili e sostenne con dedizione san Cesario nella lotta contro il semipelagianesimo, difendendo la retta fede sulla grazia. Nel 529 i vescovi della provincia di Vienne si riunirono a Valence per esaminare con spirito critico le definizioni del concilio di Orange sulla grazia e il libero arbitrio, laddove la dottrina cattolica era stata espressa con particolare chiarezza e decisione. Poiché san Cesario non poté intervenire di persona a causa di una indisposizione, inviò Cipriano a Valence come proprio rappresentante. Grazie alle sue argomentazioni, il vescovo di Tolone riuscì a convincere i vescovi a far proprie le definizioni di Orange, facendo loro riconoscere la retta dottrina cattolica. Più tardi, in seguito all'incorporazione della Provenza al regno dei Franchi, Cipriano prese parte anche al concilio nazionale di Orléans del 541, contribuendo a diffondere in tutta la Francia la dottrina ortodossa propugnata da san Cesario e dai suoi seguaci.

Le opere letterarie e la morte

San Cesario arcivescovo morì nel 543, dopo aver lasciato nel suo testamento il proprio mantello e la cintura migliore a Cipriano. Subito dopo, santa Cesaria la Giovane, badessa del monastero di Arles, richiese allo stesso Cipriano di comporre una biografia del santo arcivescovo. Alla composizione dell'opera collaborarono anche i vescovi Firmino e Vivenzio, insieme al presbitero Messiano e al diacono Stefano. La Vita di san Cesario scritta da Cipriano resta una delle migliori opere biografiche del secolo sesto. Di questo autore ci è pervenuta inoltre una lettera sulla dottrina dell'Incarnazione, indirizzata a Massimo, vescovo di Ginevra. La morte di Cipriano è collocata forse verso il 546, e comunque egli morì certamente prima del 549, anno in cui al concilio nazionale di Orléans partecipò il suo successore Palladio.

Il culto e le reliquie

Sul principio del secolo tredicesimo furono ritrovate le reliquie di Cipriano, che vennero poste in onore nella cattedrale di Tolone in una cappella a lui dedicata, mentre il capo fu conservato a parte. Cipriano fu proclamato compatrono della città di Tolone e contitolare della cattedrale in un'epoca non precisabile con esattezza. Fin dal secolo sedicesimo la festa del santo viene solennemente celebrata il tre ottobre con Messa e Ufficio proprio. La tradizione riferisce che la data del tre ottobre ricordi forse una traslazione delle reliquie. Oggi il vescovo Cipriano viene celebrato il tre ottobre anche nella città di Marsiglia, a conferma del duraturo legame di fede con i luoghi della sua giovinezza.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Cipriano di Tolone?

San Cipriano si festeggia il tre ottobre con Messa e Ufficio proprio sia a Tolone che a Marsiglia.

Di cosa è patrono San Cipriano di Tolone?

San Cipriano è patrono e compatrono della città di Tolone e contitolare della cattedrale.

A Toulon nella Provenza in Francia, san Cipriano, vescovo, che, discepolo di san Cesario di Arles, difese in molti concili la retta fede sulla grazia, sostenendo che nessun beneficio si può di per sé trarre dalle realtà divine, se non prima invocato dalla grazia preveniente di Dio. — Martirologio Romano