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23 novembre

San Clemente di Metz

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La tradizione e le fonti storiche

Le notizie storiche riguardanti la vita di san Clemente sono estremamente scarse e la data della sua morte rimane del tutto ignota. La figura del santo come primo vescovo di Metz compare per la prima volta in un catalogo episcopale in versi del vescovo Angilramo, risalente all'anno settecentosettantasei. Poco dopo, nel settecentottantatré, Paolo Diacono attinse a questo catalogo nel suo Liber de episcopis Mettensibus. Tra il decimo e il tredicesimo secolo, ben cinque biografie del santo trassero ispirazione da questa narrazione, risultando tuttavia ricche di elementi fantasiosi e di spiccato interesse folkloristico. La critica storica, in particolare quella benedettina, ha successivamente ridimensionato con rigore tutti gli elementi leggendari accumulati nel corso dei secoli intorno alla sua figura.

I racconti leggendari e i luoghi del culto

La tradizione popolare e le antiche leggende riferiscono che Clemente sarebbe stato inviato a evangelizzare Metz e che avrebbe fondato un oratorio sul luogo di un preesistente anfiteatro romano. La leggenda narra inoltre che il santo avrebbe liberato la città da un mostruoso serpente e da altri rettili annidati proprio tra le rovine dell'anfiteatro, operando conversioni di sovrani e fondando nuove chiese. Sul luogo dell'anfiteatro romano sorgevano nel Medioevo la chiesa di Saint-Pierre-aux-Arènes e, nelle immediate vicinanze, quella di San Felice martire, la quale fu successivamente dedicata a Clemente. Ciononostante, non esistono prove storiche o archeologiche che possano suffragare l'identificazione dell'oratorio originario edificato dal santo con alcuna di queste chiese, tenuto conto inoltre che una chiesa intitolata a suo nome non poté ricevere tale intitolazione prima del sesto o settimo secolo.

Il monastero, le reliquie e la memoria

Nel corso del Medioevo, la memoria di san Clemente fu custodita da importanti istituzioni monastiche. Il monastero di San Clemente passò nell'anno novecentoquarantasei ai monaci benedettini guidati da san Cadroe, proveniente da Vaulsort, e i religiosi di origine irlandese costituirono la presenza più numerosa all'interno dell'abbazia per tutto il periodo medievale. Nel millenovanta, le reliquie del santo furono solennemente traslate dal vescovo Heriman all'interno della cattedrale di Metz, in una data compresa tra il diciannovesimo giorno di marzo e il secondo giorno di maggio. La chiesa di San Clemente fu poi assegnata nel sedici cento trenta alla congregazione di Saint-Vanne e Saint-Hydulphe. Purtroppo, al tempo della Rivoluzione, le reliquie del santo furono irrimediabilmente disperse insieme alla definitiva scomparsa dell'edificio ecclesiastico. Oggi la sua memoria continua a vivere non solo nella commemorazione liturgica e nel titolo dato all'attuale collegio dei Gesuiti, ma anche nella sua protezione che si estende a molte parrocchie locali.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Clemente di Metz?

San Clemente di Metz si festeggia il ventitré novembre, data fissata forse a causa di un'identificazione con san Clemente primo papa.

Di cosa è patrono San Clemente di Metz?

San Clemente è il protettore di molte parrocchie locali.

A Metz nella Gallia belgica, ora in Francia, commemorazione di san Clemente, ritenuto primo vescovo di questa città. — Martirologio Romano