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9 ottobre

San Giovanni Leonardi

Sacerdote

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini alla vocazione sacerdotale

San Giovanni Leonardi nacque a Diecimo, Lucca, nel 1541 da una famiglia di modesti proprietari terrieri, inserendosi nel contesto del sedicesimo secolo. In gioventù fu mandato a Lucca per imparare l'arte dello speziale, ovvero il farmacista, svolgendo un lavoro pratico e a contatto con la cittadinanza. Durante il soggiorno lucchese frequentò il gruppo dei Colombini, un pio sodalizio impegnato a vivere cristianamente assistendo i poveri e i pellegrini. Avvertita nel profondo la vocazione al sacerdozio, all'età di ventisei anni abbandonò la professione di farmacista su consiglio del suo direttore spirituale per iniziare con decisione gli studi ecclesiastici. Il percorso di preparazione si concluse nel 1571, anno in cui celebrò la sua prima Messa, segnando l'inizio di una vita interamente donata al ministero ordinato.

L'apostolato a Lucca e la nascita dell'Ordine

Da quel momento si dedicò con slancio alla predicazione, all'ascolto delle confessioni e all'insegnamento della dottrina cristiana secondo le direttive del Concilio di Trento. Con l'aiuto dei Colombini iniziò a riunire i ragazzi del rione nella chiesa di San Giovanni per un nuovo tipo di catechesi, e grazie al successo delle sue lezioni anche tra gli adulti, il vescovo gli conferì l'incarico di insegnare la dottrina in tutte le chiese di Lucca. L'apostolato si estese rapidamente alle parrocchie vicine, promuovendo una vigorosa ripresa cristiana in un ambiente segnato da una diffusa decadenza dei costumi e dalla presenza di predicatori eretici. Per dare stabilità a quest'opera, fondò la Compagnia della Dottrina Cristiana gestita da laici con statuti approvati dal vescovo, un'esperienza che si diffuse a Pescia, Pistoia, Siena, Napoli e Roma. A Lucca si impegnò inoltre nella promozione della pratica delle Quarantore e della Comunione frequente tra i fedeli. Nel 1574 prese avvio la Confraternita dei preti Riformati, che in seguito assunse il nome di Chierici Regolari della Madre di Dio, fondata specificamente per l'insegnamento della dottrina cristiana ai fanciulli, il rinnovamento della vita apostolica del clero e la diffusione della fede cristiana nel mondo. Lo zelo del santo incontrò però l'opposizione di eretici, sacerdoti e laici contrari alla sua azione riformatrice, costringendo i membri della congregazione ad abbandonare la chiesa di Santa Maria della Rosa per trasferirsi in quella di Santa Maria Corteorlandini. Nel 1581 l'autorità diocesana riconobbe ufficialmente il nuovo Ordine e due anni dopo si tenne il primo Capitolo generale in cui Leonardi fu eletto superiore generale.

Le persecuzioni e le missioni di visita apostolica

Per ottenere l'approvazione dello statuto che era stato avallato dal vescovo nel 1584, il santo partì per Roma. Durante la sua assenza, i magnati della città, sobillati da sacerdoti ed eretici, scatenarono una violenta campagna denigratorioria contro di lui, culminata nell'emissione di un decreto che lo bandiva in perpetuo come nemico della patria con l'accusa infondata di perturbare l'ordine pubblico e di non rispettare le autorità. Un'inchiesta sollecitata dallo stesso santo non accertò alcuna colpa, ma le persecuzioni continuarono e alcuni membri della comunità entrarono persino in conflitto, mentre egli mantenne sempre magnanimità e carità cristiana verso i propri persecutori. A causa della fondazione dell'ordine dovette affrontare molte altre tribolazioni, rimanendo in esilio a Roma per alcuni anni, dove fu molto apprezzato dalla Curia per le sue eccelse qualità sacerdotali e per la sua coerenza di vita. Nella città eterna divenne amico di san Filippo Neri, il quale lo presentò a papa Clemente VIII. Nel 1582 il Papa lo incaricò di risolvere una delicata situazione nel santuario della Madonna dell'Arco a Nola riguardo alla gestione delle offerte dei pellegrini. Portata a termine con successo la missione, il Pontefice lo inviò come Visitatore apostolico alla congregazione di Montevergine nell'avellinese. Visitò personalmente tutti i monasteri per cinque anni, riscontrando gravi disordini e abusi; per porvi rimedio soppresse i monasteri che contavano meno di dodici membri e impose norme uniformi sul vitto, sul vestito e sulle suppellettili a tutela del voto di povertà, eliminando le ingerenze laicali nei monasteri, provvedendo alle nomine e creando un noviziato pilota. Successivamente il Papa gli ordinò di recarsi a Lucca per visitare i suoi discepoli, esortandoli alla carità e all'osservanza delle Costituzioni, e lo incaricò anche di riformare i benedettini di Vallombrosa, rimuovendo cariche e correggendo gli abusi. A Vallombrosa ordinò la confessione e la comunione settimanali per i novizi, oltre alla pratica della meditazione e degli esercizi spirituali per tutti i membri.

Il servizio a Roma e l'impegno per le missioni

A Roma gli fu affidata la cura della chiesa di Santa Maria in Portico, dove introdusse prontamente l'insegnamento della dottrina cristiana, e fu chiamato come direttore spirituale nel monastero delle Cappuccine di San Urbano e in quello delle Oblate di Santa Francesca Romana. Fu inoltre mandato in visita alla comunità dei Chierici regolari delle Scuole Pie, gli Scolopi, stringendo una profonda amicizia con il loro fondatore, san Giuseppe Calasanzio. Tra il 1607 e il 1608, insieme al prelato spagnolo Giovanni Battista Vives e al gesuita Martin de Funes, progettò la creazione di una congregazione di preti interamente dedicata alla propaganda cristiana tra gli infedeli. Nel 1603 nacque così quella che sarebbe diventata la congregazione poi denominata Collegio Urbano di Propaganda Fide, di cui il santo è giustamente considerato il cofondatore e di cui pose le fondamenta a Roma. Il cardinale Baronio, collaboratore di san Filippo Neri e nominato Protettore della Congregazione, lo volle come primo superiore generale della stessa nel 1603, sebbene i notabili lucchesi opposero ferma resistenza a questa nomina perché lo ritenevano un inviato dell'Inquisizione non gradito nella loro città.

Il Memoriale e il transito alla vita eterna

Negli ultimi anni della sua esistenza, vissuti interamente a Roma, scrisse il celebre Memoriale a Paolo V per la riforma generale di tutta la Chiesa. In questo importante testo rivolse al Pontefice l'invito pressante a celebrare sinodi nazionali per diagnosticare accuratamente i mali della Chiesa, chiese il potenziamento della catechesi dei fanciulli per educarli alla purezza della fede cristiana e ai santi costumi fin dai primi anni, e indicò nel rinnovamento del clero la premessa indispensabile e necessaria per la riforma dei laici. Il Memoriale è considerato oggi un documento di evidente e straordinaria portata profetica. San Giovanni Leonardi morì in pace a Roma l'otto ottobre 1609, sfinito dal peso delle sue fatiche apostoliche, sebbene la ricorrenza liturgica sia fissata al nove ottobre. Fu dapprima sepolto nella chiesa di Santa Maria in Portico, e successivamente le sue spoglie furono traslate nella chiesa di Santa Maria in Campitelli, che divenne la sede generalizia del suo Ordine. La Chiesa ne riconobbe la santità attraverso la beatificazione proclamata da Pio IX nel 1861 e la solenne canonizzazione celebrata da Pio XI il diciassette aprile 1938.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanni Leonardi?

La festa liturgica di San Giovanni Leonardi si celebra il 9 ottobre, come riportato nel Martirologio.

Di cosa è patrono San Giovanni Leonardi?

I fatti forniti non menzionano specifici patronati attribuiti al santo.

San Giovanni Leonardi, sacerdote, che a Lucca abbandonò la professione di farmacista da lui esercitata, per diventare sacerdote. Fondò, quindi, l’Ordine dei Chierici regolari, poi detto della Madre di Dio, per l’insegnamento della dottrina cristiana ai fanciulli, il rinnovamento della vita apostolica del clero e la diffusione della fede cristiana in tutto il mondo, e per esso dovette affrontare molte tribolazioni. Pose a Roma le fondamenta del Collegio di Propaganda Fide e morì in pace in questa città, sfinito dal peso delle sue fatiche. — Martirologio Romano