23 novembre
San Gregorio II di Agrigento
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e i viaggi in Oriente
Gregorio nacque ad Agrigento nel 559 e fu presto avviato alla carriera ecclesiastica, crescendo in un ambiente familiare e culturale che favorì la sua inclinazione verso gli studi sacri. Fin dalla giovinezza si entusiasmò per i continui pellegrinaggi organizzati per la Terra Santa, maturando il desiderio di visitare i luoghi sanctificati dalla presenza terrena del Signore. Nel 578 partì per Cartagine all'insaputa dei genitori, intraprendendo un viaggio che avrebbe cambiato radicalmente il corso della sua esistenza. Durante questo itinerario fu condotto a Gerusalemme da tre monaci romani, potendo così finalmente visitare i luoghi santi in spirito di profondo raccoglimento. In quei luoghi benedetti si ritirò per quattro anni in solitudine di studio e di preghiera, alimentando la propria anima attraverso il silenzio e la meditazione delle Scritture. Nel 584 rientrò a Gerusalemme dopo questo intenso periodo di ascesi interiore, riprendendo il contatto con le comunità cristiane locali. Da Gerusalemme si recò successivamente in Antiochia e a Costantinopoli, allargando i propri orizzonti spirituali e culturali nell'incontro con le diverse realtà della Chiesa d'Oriente.
L'episcopato ad Agrigento e le prove
La fama della sua dottrina e della sua santità giunse all'orecchio dell'imperatore Maurizio, il quale lo invitò a prendere parte a un concilio tenuto a Costantinopoli con tutti i Vescovi dell'Oriente per inquisire su alcune eresie, tra cui l'arianesimo. Durante queste assise conciliari operò molte conversioni, testimoniando con forza la verità della fede cattolica. In seguito partì per Roma, dove fu consacrato Vescovo e destinato alla chiesa agrigentina. Tornò ad Agrigento nel 591, assumendo la guida della diocesi e dando inizio a una grandiosa opera di apostolato in favore dei poveri e degli umili. La sua azione pastorale fu tuttavia ostacolata dall'invidia di Sabino e Crescentino, i quali, desiderosi di sostituirlo nel vescovado con un certo Lencio, lo accusarono ingiustamente e ignobilmente. A causa di queste calunnie fu chiamato a Roma e messo in carcere, ma all'interno della prigionia compì prodigi che segnarono l'inizio delle prove in favore della sua innocenza. Il papa, riunito in concilio centocinquanta Vescovi per discutere la causa di Gregorio, proclamò solennemente la sua innocenza. Fu così liberato e restituito ad Agrigento, dove poté continuare la sua missione apostolica con rinnovato vigore. Nel 595 costruì nella sua diocesi un tempio ai Santi Pietro e Paolo, e fondò parecchi collegi per l'istruzione delle donne agrigentine, avendo come collaboratrice e istitutrice nei collegi sua madre Teodata.
La dottrina, la scienza e gli ultimi anni
Era dottissimo nelle discipline teologiche e nelle scienze fisiche, dimostrando una straordinaria ampiezza di vedute che univa la ricerca scientifica alla contemplazione dei misteri divini. Lasciò molti scritti tra cui le Orazioni sui dommi della Fede degli Antiocheni, le Dommatiche, le Encomiastiche, le Orazioni sulla Quaresima e sull'apostolo Andrea. Molti dei suoi scritti furono pubblicati a Costantinopoli, riscuotendo vasto consenso tra i dotti d'Oriente. I suoi scritti più importanti sono le Omelie, dettate in greco, che commentano il libro dell'Ecclesiaste rendendone intelligibili i concetti astrusi agli studiosi e ai fedeli. Era versatissimo nell'astronomia, arrivando a sostenere la teoria del movimento della terra attorno al sole, conciliando mirabilmente la scienza con l'interpretazione biblica dell'immobilità della terra. Studiò e risolse molti problemi di fisica, e poiché era profondo in medicina, operò guarigioni che avevano del miracoloso a beneficio dei sofferenti. Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine per prepararsi all'incontro definitivo con il Signore. Il Codice basiliano secondo tramanderebbe la sua morte in Ispagna per una missione, mentre Leonzio, nella biografia dedicata al santo, afferma che morì ad Agrigento nel 630.
Il cammino terreno
Il percorso di San Gregorio II di Agrigento si snoda lungo un itinerario geografico e spirituale di straordinaria ampiezza. Nato ad Agrigento nel cinquecento cinquantanove, il futuro vescovo scelse fin da giovane di confrontarsi con le grandi tradizioni della cristianità. Il suo cammino lo condusse in pellegrinaggio verso la Terra Santa, dove visse un lungo periodo di solitudine eremitica che forgiò il suo spirito alla contemplazione. Questa ricerca di Dio non lo isolò dal mondo, ma lo preparò a servire la Chiesa con maggiore consapevolezza. Successivamente, il suo impegno lo portò a toccare città cruciali come Cartagine, Antiochia e Costantinopoli, dove partecipò attivamente a un concilio volto a contrastare l'eresia ariana, riaffermando con vigore la fede nella divinità di Cristo.
Nel cinquecento novantuno, dopo la sua consacrazione episcopale, fece ritorno ad Agrigento per guidare la comunità locale. Il suo episcopato fu segnato da una particolare attenzione verso la formazione, concretizzata nella fondazione di collegi destinati all'istruzione femminile, un gesto di grande modernità e cura sociale per la sua epoca. Tuttavia, il suo ministero non fu privo di sofferenze. In un momento oscuro della sua vita, San Gregorio II fu vittima di una falsa accusa che lo condusse all'incarcerazione presso la città di Roma. Anche in quella prova, egli mantenne integra la sua dignità, sino a giungere alla piena riabilitazione che ne restaurò l'onore e il servizio. Rientrato nella sua sede, concluse i suoi giorni nella nativa Agrigento nel seicento trenta, lasciando un'eredità di fedeltà evangelica che ancora oggi interroga i cuori dei fedeli, invitando a una vita vissuta nella coerenza e nella ricerca costante della verità.
Il culto
La memoria di San Gregorio II di Agrigento è profondamente radicata nel tessuto spirituale e culturale della Sicilia. La Chiesa celebra la sua testimonianza il ventitré novembre, sebbene nelle comunità ecclesiali dell'isola la ricorrenza sia fissata al venticinque novembre, a sottolineare il legame privilegiato tra il Santo e la terra che lo vide nascere e morire. La sua figura è invocata con particolare devozione come patrono della conservazione dei beni archeologici e architettonici, un titolo che rispecchia la cura che egli stesso ebbe per la custodia della verità e della memoria durante il suo ministero.
Venerare San Gregorio significa oggi riconoscere l'importanza di salvaguardare le radici della nostra storia e la bellezza delle testimonianze che il tempo ci ha consegnato. I fedeli guardano a lui come a un intercessore capace di proteggere non solo i monumenti e le pietre antiche, ma anche la sostanza viva della fede, che deve essere tramandata intatta alle generazioni future. La sua vita, purificata dall'ingiustizia e temprata dall'eremitismo, rimane un faro di sobrietà e di instancabile impegno per il bene comune.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Gregorio di Agrigento?
La sua memoria liturgica si celebra il 23 novembre, mentre nel calendario delle Chiese di Sicilia la memoria è celebrata il 25 novembre.
Di cosa è patrono San Gregorio di Agrigento?
Nel 2005 la Congregazione per il Culto Divino lo ha proclamato patrono della conservazione dei beni archeologici e in particolare di quelli architettonici.
Ad Agrigento, san Gregorio, vescovo, che si tramanda abbia commentato i libri sacri, aprendo agli incolti i misteri divini. — Martirologio Romano