24 ottobre
San Martino di Vertou
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
La missione nel paese di Retz e l'inizio del cammino
Le date di nascita e di morte di Martino sono ignote, ma gli elementi storici disponibili collocano la sua esistenza nel corso del sesto secolo. La diocesi di Nantes era allora limitata dalla Loira, mentre il territorio situato a Sud del fiume dipendeva da Poitiers. In quel contesto, san Felice, vescovo di Nantes dal cinquecentoquarantanove al cinquecento ottantadue, desiderava ardentemente convertire le popolazioni ancora pagane della regione del paese di Retz. Per realizzare questo intento, san Felice mandò il suo diacono Martino a evangelizzare quei territori. La missione affidata a Martino si rivelò tuttavia un vero insuccesso di fronte alla chiusura degli abitanti locali. La leggenda elaborò in seguito il racconto di questo insuccesso, tramandando che Martino ricevette nella città di Herbauges la stessa accoglienza riservata a Lot nella cittadina biblica di Sodoma e Gomorra. Herbauges viene descritta dalla tradizione popolare come una località favolosa e pervertita. La leggenda narra che Martino fu accolto soltanto da un certo Romano e che il santo fuggì insieme a lui e a sua moglie per sottrarsi a un terribile terremoto. Questo cataclisma avrebbe completamente inghiottito la città di Herbauges, la quale giacerebbe ora sul fondo del lago di Grandlieu. La narrazione leggendaria aggiunge che la moglie di Romano fu mutata in una statua di pietra a causa della sua curiosità. Dopo questi drammatici avvenimenti, per espiare la colpa degli abitanti di Herbauges che in qualche modo si addossa, il santo va errando per tutta l'Europa. La vera storia umana e spirituale di Martino si rivela tuttavia ben più modesta rispetto alle tinte forti della leggenda. A riguardo, Gregorio di Tours fu contemporaneo alle vicende ma, pur essendo un avido narratore di fatti meravigliosi, tace sia sulla distruzione di Herbauges sia sulla presenza di un monastero fiorente in quella specifica fase iniziale.
La fondazione di Vertou e la vita monastica
Superate le asprezze del tempo e le peregrinazioni, Martino si ritirò a Sud-Est di Nantes, in una regione che all'epoca era ricoperta da fitte foreste, per condurvi una rigorosa vita eremitica. Nel corso del tempo, alcuni discepoli si unirono a Martino attratti dalla sua fama di santità e dal suo spirito di preghiera. Questa unione spontanea di discepoli attorno alla sua figura fu l'autentica origine dell'abbazia di Vertou. Più tardi, una seconda abbazia fu fondata più a Sud a Durin, località chiamata in seguito Saint-Georges-de-Montaigu nel Bocage vandeano, il cui territorio rientra oggi nella diocesi di Lucon. La leggenda successiva ha forzato la storia facendo riunire a Vertou oltre trecento monaci attorno al venerato abate. Il Martirologio colloca san Martino nel monastero di Vertou, situato nel territorio di Retz in Francia, definendolo esplicitamente diacono e abate, mandato da san Felice vescovo di Nantes a compiere la sua opera di conversione. Martino morì a Durin verso la fine del sesto secolo, e il Martirologio Romano ne fissa la ricorrenza della morte al ventiquattro ottobre. Alla sua scomparsa, i monaci di Vertou si ripresero le spoglie mortali del fondatore per custodirle gelosamente. L'abbazia di Vertou continuò a prosperare nel corso dei decenni fino alle devastanti invasioni normanne dell'ottocentosettantotto. Durante quel periodo di grave pericolo, i monaci furono costretti a rifugiarsi insieme alle reliquie di san Martino nella filiale di Saint-Jouin-de-Marnes, situata nelle Deux-Sèvres. Per effetto di questo trasferimento, Saint-Jouin-de-Marnes ereditò il prestigio e i beni spirituali e materiali di Vertou. La chiesa di Saint-Jouin-de-Marnes, le cui strutture risalgono ai secoli undicesimo e dodicesimo, costituisce ancora oggi uno dei prototipi classici dell'arte romanica del Poitou. Successivamente, Vertou fu restaurata come dipendenza della stessa Saint-Jouin, assumendo la qualifica di prevostura. Il cammino della comunità monastica proseguì nei secoli fino al sedicesimo sessantaquattro, quando la comunità di Vertou fu incorporata alla Congregazione di san Mauro.
Il culto, le tradizioni e le memorie del santo
Il ricordo dell'abate Martino è rimasto straordinariamente vivo nel corso dei secoli in Vandea, nel Poitou e nel Nantese, particolarmente a Sud della Loira. La città di Vertou conserva con affetto e gratitudine la memoria del suo antico abate. La diocesi attuale di Durin corrisponde a quella di Lucon, e le diocesi di Nantes, Lucon e Poitiers celebrano liturgicamente san Martino il venticinque ottobre, mentre il Martirologio Romano e la comunità di Saint-Jouin-de-Marnes lo festeggiano il ventiquattro ottobre. Saint-Jouin-de-Marnes custodiva con particolare solennità la memoria della traslazione delle reliquie di Martino avvenuta nel milletrecento. Questa festività si teneva regolarmente la seconda domenica del mese di settembre ed era comunemente chiamata la festa delle reliquie. All'interno della chiesa di Vertou, l'altare marmoreo gode da sempre della fama di essere l'originario altare utilizzato da Martino. Un altro elemento suggestivo legava la comunità al suo fondatore nel corso del tempo: nel chiostro di Vertou si poteva ammirare ancora nell'anno millesettecento un albero antico e venerato con grande devozione da tutti i contadini dei dintorni e persino dai duchi di Bretagna. La tradizione locale affermava con certezza che quell'albero del chiostro aveva preso miracolosamente radici da un bastone che Martino aveva piantato nel terreno prima di partire per Durin, sebbene in seguito l'albero di Vertou sia definitivamente scomparso. La protezione del santo si estende concretamente sul territorio attraverso i secoli, poichè le parrocchie di Bignon, Campbon, Gorges, Lavau, Mouzillon e Pont-Saint-Martin nella diocesi di Nantes, insieme alla parrocchia di Le Pertu nella diocesi di Rennes, riconoscono san Martino come loro insigne patrono.
La vita e l'opera
La vita di San Martino di Vertou si inserisce nel solco fecondo del monachesimo del sesto secolo, un periodo in cui la Chiesa cercava di consolidare la propria presenza nelle regioni rurali della Gallia. In obbedienza alla missione affidatagli dal vescovo Felice di Nantes, il santo si addentrò nella regione di Retz con il preciso intento di evangelizzare popolazioni ancora lontane dalla luce del Vangelo. Il suo approccio fu duplice: se da un lato si faceva messaggero itinerante della Parola, dall'altro cercava il silenzio e la solitudine in una zona boschiva a sud-est di Nantes, vivendo una rigorosa vita eremitica che alimentava la sua forza interiore.
Questa profonda unione con Dio divenne il seme per la fondazione di due importanti abbazie, quella di Vertou e quella di Durin, erette insieme ai suoi discepoli per offrire un punto di riferimento spirituale e civile a quelle terre. La sua opera non fu soltanto religiosa ma anche di civilizzazione, poiché attorno ai monasteri nacquero comunità che trovarono nel santo un padre e una guida. Anche dopo la sua morte, avvenuta a Durin, la sua eredità rimase viva. Quando le invasioni normanne minacciarono la sicurezza dei luoghi sacri, i suoi monaci, mossi da un profondo legame di affetto e venerazione, provvidero a traslare le sue spoglie verso St-Jouin-de-Marnes, garantendo così che il suo esempio di santità non venisse perduto nelle tempeste della storia. La figura di San Martino rimane dunque una testimonianza di come l'abbandono alla volontà di Dio possa generare frutti duraturi, capaci di resistere al passaggio del tempo e di nutrire la fede dei posteri.
Il culto e la memoria
Il culto di San Martino di Vertou è radicato profondamente nella devozione delle genti che hanno beneficiato del suo apostolato. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il ventiquattro ottobre, sebbene le diocesi di Nantes, Lucon e Poitiers abbiano fissato la solennità al giorno venticinque ottobre, a testimonianza di un legame speciale che ancora oggi unisce il santo alle terre che egli ha santificato con la sua presenza.
La memoria del santo si manifesta in modo particolare attraverso il suo patronato su diverse località, tra cui Bignon, Campbon, Gorges, Lavau, Mouzillon, Pont-Saint-Martin e Le Pertu. In questi luoghi, la figura di San Martino è invocata non solo come intercessore, ma come custode della fede e della pace comunitaria. La continuità del suo culto, che sopravvive da secoli nonostante le vicende alterne della storia francese, dimostra la perenne attualità del suo insegnamento monastico. I fedeli che si rivolgono a lui trovano nel suo esempio di abate dedito al lavoro e alla preghiera una guida sicura per il proprio cammino spirituale, celebrando in lui la santità di chi ha saputo farsi servitore umile e infaticabile del Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Martino di Vertou?
San Martino di Vertou si festeggia il ventiquattro ottobre nel Martirologio Romano e a Saint-Jouin-de-Marnes, mentre le diocesi di Nantes, Lucon e Poitiers lo celebrano il venticinque ottobre. La festa delle reliquie si tiene invece la seconda domenica di settembre.
Di cosa è patrono san Martino di Vertou?
San Martino di Vertou è patrono delle parrocchie di Bignon, Campbon, Gorges, Lavau, Mouzillon e Pont-Saint-Martin nella diocesi di Nantes, e della parrocchia di Le Pertu nella diocesi di Rennes.
Nel monastero di Vertou nel territorio di Retz in Francia, san Martino, diacono e abate, che san Felice vescovo di Nantes mandò a convertire i pagani di questa regione. — Martirologio Romano