San Pietro Zhou Rixin
Giovane laico, martire
Aggiornato il 22 luglio 2026
Le origini e il contesto della persecuzione
Nel villaggio di Zhujiahe, situato nella provincia dello Hebei e abitato da una comunità a maggioranza cattolica con trecento fedeli su quattrocento residenti, il giovane Pietro crebbe studiando nelle scuole locali. L'anno 1900 segnó profondamente questa comunità a causa delle ripetute aggressioni scatenate dalla rivolta dei Boxer. Per difendere la popolazione, il sacerdote gesuita Léon-Ignace Mangin fortificò il luogo con la preziosa collaborazione del capovillaggio Zhu Dianxuan. Dopo un'accanita resistenza, il quattordici luglio i difensori riuscirono temporaneamente a respingere i persecutori. Il successo di quella difesa si rivelò tuttavia purtroppo momentaneo. Il successivo 20 luglio i rivoltosi, associati a un drappello dell'esercito cinese, fecero irruzione nel villaggio stringendo d'assedio la comunità.
Il martirio nella chiesa di Zhujiahe
Per salvare le donne e i bambini dal massacro imminente, padre Mangin e il confratello padre Paul Denn li fecero entrare all'interno della chiesa del villaggio. Quando i Boxers forzarono l'ingresso dell'edificio sacro per intimare la resa, solo alcune madri con i loro piccoli uscirono dalla chiesa. Prima dell'epilogo, i due sacerdoti impartirono l'assoluzione generale ai presenti. Padre Mangin e padre Paul Denn vennero uccisi insieme a una donna di nome Maria Zhou Wuzhi, la quale aveva generosamente fatto scudo con il proprio corpo al sacerdote mentre questi distribuiva l'Eucaristia. Mentre l'edificio veniva dato alle fiamme, il diciannovenne Pietro fuggì insieme ad alcuni uomini e giovani passando per la sacrestia e gettandosi da una finestra. Un certo numero di quei fuggiaschi fu tuttavia catturato e ucciso a coltellate o a colpi di fucile.
La testimonianza e la morte di Pietro
Cinquantuno sopravvissuti, tra cui il giovane Pietro, furono legati dai persecutori per rimandare la loro esecuzione al giorno successivo. Il capo dei rivoltosi, il generale Chen, tentò tenacemente di far abiurare i prigionieri, sebbene riuscisse nell'intento con soli due di essi. Quando giunse il turno di Pietro, il comandante rimase visibilmente colpito dalla sua giovane età e dal suo aspetto lacero. Il generale invitò Pietro a lasciare la sua religione per ottenere la libertà, ma il giovane rispose inorridito rifiutando nettamente. Di fronte alle insistenze del comandante, che sosteneva bastasse dire una sola parola o fare anche solo un piccolo cenno di apostasia per avere salva la vita ed evitare la morte, Pietro oppose un fermo rifiuto. Egli paragonò l'impossibilità di rinnegare Dio all'impossibilità di non poter rinnegare il proprio padre e la propria madre. Esasperato da tale fermezza, il comandante gli urlò di andarsene definendolo stupido e ordinò la sua immediata decapitazione. Pietro si rifiutò così di rinnegare Dio creatore del mondo davanti al governatore che lo incalzava, affrontando il martirio nel territorio di Lujiazhuang presso Yingxian.
La vita e il martirio
La vicenda di San Pietro Zhou Rixin affonda le radici nella terra dell'Hebei, dove nacque nel 1881. La sua giovinezza fu precocemente interrotta dalle violente tensioni sociali e religiose che scossero la Cina alla fine del diciannovesimo secolo. Durante la rivolta dei Boxer, il giovane si trovava nel villaggio di Zhujiahe, luogo che divenne teatro di una feroce persecuzione contro la comunità cristiana. Quando la chiesa del villaggio fu avvolta dalle fiamme, Pietro riuscì inizialmente a mettersi in salvo, sfuggendo al rogo che consumò l'edificio sacro. Tuttavia, la sua libertà fu di breve durata: insieme ad altri sopravvissuti, venne catturato dai rivoltosi e condotto verso il destino che avrebbe segnato la sua definitiva consacrazione.
Condotto al cospetto del generale Chen, il giovane Pietro fu sottoposto a una prova decisiva. Gli venne intimato di abiurare la fede cristiana, rinnegando il nome di Dio in cambio della salvezza terrena. Con una fermezza che trascende la sua giovane età, egli oppose un rifiuto categorico, confermando la sua appartenenza al Cristo nonostante la minaccia incombente. Questa scelta consapevole e coraggiosa condusse all'ordine finale impartito dal comandante dei rivoltosi, che ne decretò la morte. San Pietro Zhou Rixin fu quindi giustiziato mediante decapitazione a Lujiazhuang, sigillando con il martirio la sua breve ma intensa esistenza. La sua testimonianza rimane un esempio di coerenza evangelica, capace di parlare al cuore dei fedeli di ogni tempo, ricordandoci che la fedeltà a Dio è un tesoro da custodire oltre ogni sofferenza fisica e ogni pressione del mondo circostante.
Il culto e la memoria
Il culto di San Pietro Zhou Rixin si inscrive nell'ampia devozione dedicata ai martiri cinesi, figure che hanno illuminato la storia della Chiesa con il sigillo della testimonianza suprema. La Chiesa cattolica, nel riconoscere il valore del suo sacrificio, ha voluto fissare la sua memoria nel calendario liturgico, inserendolo nel gruppo dei centoventi martiri che hanno dato la vita per Cristo in terra cinese. Il primo ottobre dell'anno 2000, il Papa Giovanni Paolo II ha celebrato la sua canonizzazione, un atto solenne con il quale il martire è stato proposto alla venerazione dei fedeli di tutto il mondo.
Oggi, la figura di questo giovane laico continua a essere un punto di riferimento per la riflessione spirituale. La sua memoria, celebrata annualmente, richiama i fedeli a una fede schietta e priva di compromessi. Nonostante la distanza geografica e temporale, il sacrificio di San Pietro Zhou Rixin mantiene intatta la sua forza evocativa, ricordando a ciascun credente la necessità di una testimonianza coerente e coraggiosa. Egli non è soltanto un nome in un elenco, ma un compagno di cammino che intercede per noi, aiutandoci a mantenere intatta la speranza anche nelle prove della vita quotidiana, sempre protesi verso la testimonianza del Regno di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pietro Zhou Rixin?
La festa liturgica di san Pietro Zhou Rixin si celebra il 20 luglio, giorno della sua nascita al cielo.
Nel territorio di Lujiazhuang presso Yingxian sempre nello Hebei, san Pietro Zhou Rixin, martire, che, nella medesima persecuzione, davanti al governatore che lo incalzava si rifiutò di rinnegare Dio creatore del mondo e fu per questo decapitato. — Martirologio Romano