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6 ottobre

San Renato di Sorrento

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero episcopale

Alcuni studiosi della chiesa sorrentina affermano che Renato fu il secondo vescovo della città, mentre altri studiosi della medesima chiesa sorrentina sostengono che Renato fu invece il primo vescovo della città. Tuttavia, la ricerca storica e le fonti più antiche invitano alla cautela. San Renato fu probabilmente uno di quegli eremiti vissuti tra il sesto e il nono secolo sulle colline della penisola sorrentina, condividendo quel tempo di silenzio e preghiera con altri venerati asceti coevi, tra i quali si citano Catello di Castellammare e Antonino di Sorrento. Un'omelia dedicata al santo, composta alla fine dell'ottavo secolo, non gli attribuisce il titolo di vescovo. Analogamente, il santo non viene citato come vescovo nella Vita di sant'Antonino abate risalente al nono secolo. A colmare questa distanza si pone il Martirologio, il quale ricorda San Renato come vescovo a Sorrento in Campania, mentre la tradizione liturgica gli tributa specificamente il titolo di confessore.

La tradizione visioni e la memoria storica

La Vita di sant'Antonino abate tramanda un episodio straordinario legato alla figura del santo. La tradizione riferisce che Renato apparve nelle sembianze di vecchio venerando, senza capelli e con la barba, manifestandosi insieme ai santi patroni di Sorrento Antonino, Atanasio, Bacolo e Valerio. Questa apparizione fu rivolta al nobile napoletano Sergio Pipino alla vigilia della battaglia contro i saraceni dell'anno ottocentoquarantasei. Sul piano dei luoghi legati alla sua memoria, si ritiene che il romitorio di Renato sarebbe diventato la prima cattedrale di Sorrento. Questo antico romitorio fu affidato ai Benedettini di Montecassino sin dall'ottavo secolo. Secoli dopo, gli stessi Benedettini di Montecassino eressero una grande basilica accanto al vecchio oratorio nel milleseicentotre. Durante i lavori di quell'anno vennero alla luce reliquie attribuite ai santi Renato e Valerio.

La diffusione del culto e la sovrapposizione agiografica

Il culto di San Renato si diffuse molto in Campania, radicandosi profondamente nella devozione popolare e nella vita delle comunità. A Sorrento esiste una cappella dedicata a San Renato nel Duomo. Sul Monte Faito, nel Comune di Vico Equense, esisteva già dal milletrecentoquaranta una chiesetta intitolata a San Renato, la quale divenne il centro del culto tributato al santo. Altri luoghi di culto dedicati a San Renato sorsero a Napoli e risultano citati in documenti storici risalenti al mese di luglio del milletrecentosettantasei e al mese di marzo del milletrecentosessantasette. Ulteriori luoghi di culto dedicati al santo sorsero anche a Capua, Sarno e Nola nel quattordicesimo secolo. I rapporti intimi e frequenti tra la Campania e la Provenza nei secoli tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo furono causati dalla dominazione angioina a Napoli. Tale dominazione provocò la confusione tra la figura di San Renato di Sorrento e la figura di San Renato vescovo di Angers. La leggenda nata da questo scambio narra che San Renato vescovo di Angers si ritirò in vita eremitica a Sorrento e fu chiamato ad essere vescovo della città.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Renato di Sorrento?

La festa di San Renato a Sorrento si celebra il 6 ottobre con il titolo di confessore.

Di cosa è patrono San Renato di Sorrento?

Nelle fonti storiche e agiografiche disponibili non vengono menzionati specifici patronati ufficiali per San Renato.

A Sorrento in Campania, san Renato, vescovo. — Martirologio Romano