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9 novembre

San Teodoro

Martire venerato a Rastiglione

Aggiornato il 15 settembre 2026

La custodia delle reliquie e la storia di Rastiglione

La storia della comunità di Rastiglione è segnata da importanti trasformazioni territoriali e amministrative che fanno da cornice alla presenza del santo. Rastiglione si era staccata dalla parrocchia di Zuccaro nel sedicesimo secolo, diventando una parrocchia autonoma fino al mille e novecentosessanta sette. In quell'anno, Rastiglione fu riunita con decreto diocesano alla parrocchia matrice di Zuccaro. All'interno di questa realtà ecclesiale, Rastiglione venera San Teodoro come suo compatrono e ne conserva gelosamente il corpo. L'autentica di questo sacro corpo, firmata dal sacrista pontificio monsignor Giuseppe Eusanio nel febbraio del mille e seicento ottantatré, ne attesta la provenienza indicando che fu estratto dal cimitero di Callisto. Purtroppo, la documentazione attualmente reperibile non permette di conoscere le vie e l'interessamento attraverso cui la reliquia giunse a Valduggia. Pochi mesi dopo l'autenticazione, il ventesimo giorno di luglio del mille e seicento ottantatré, fu compiuta la ricognizione canonica della reliquia tramite un atto notarile redatto da Giuseppe Filiberto Marrone. In quella stessa data fu formalmente autorizzata l'esposizione della reliquia al pubblico culto dei fedeli. L'esistenza della cappella che oggi conserva le reliquie è documentata a partire dal mille e settecentotrenta tre. Tale cappella non era invece attestata nell'anno mille e seicento novantandue, quando nell'edificio esistevano solamente gli altari laterali dedicati all'Immacolata e al Rosario.

L'identità del martire e le tradizioni artistiche

La figura di San Teodoro ha stimolato nel tempo riflessioni agiografiche complesse riguardo alla sua identità storica. Il santo fu identificato con uno dei numerosissimi santi omonimi riportati dalle fonti agiografiche, in particolare con il celebre martire di Amasea. Quest'ultimo martire orientale è ricordato anche in una celebre omelia di Gregorio di Nissa, e il suo culto era molto diffuso nell'antichità. Parte delle presunte reliquie del martire orientale sono conservate nella cattedrale di Brindisi, dove furono trasportate nel tredicesimo secolo e godono tuttora di grande venerazione. Nel Martirologio Romano, il martire di Amasea è ricordato al nove novembre. L'identificazione del santo di Rastiglione con il martire orientale ha determinato che la festa annuale fosse celebrata appunto al nove novembre o alla domenica più prossima. Ciononostante, l'autore ritiene l'assimilazione dei due personaggi insostenibile, poiché il martire orientale non ha alcun legame con la catacomba dell'Appia da cui proviene il corpo custodito a Rastiglione. A causa del numeroso numero di santi di nome Teodoro, tra cui molti martiri dell'Urbe, è quasi impossibile stabilire con certezza a quale di essi appartengano le reliquie di Rastiglione. Questa devozione si riflette anche nell'arte sacra locale: nella gloria del presbiterio, Teodoro è raffigurato in primo piano come soldato e presunto martire. Il presbiterio stesso è opera di Defendente Peracino, artista vissuto tra il mille e settecentosessanta due e il mille e ottocento venticinque. La tradizione locale si esprime anche attraverso il trasporto venticinquennale dell'urna, caratterizzato da grande solennità. L'ultimo di questi solenni trasporti venticinquennali dell'urna si è svolto nell'anno mille e novecentosessanta tre.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Teodoro?

La festa annuale è celebrata al nove novembre o alla domenica più prossima.

Di cosa è patrono San Teodoro?

San Teodoro è venerato come compatrono dalla comunità di Rastiglione.