2 dicembre
Sant' Abacuc
Profeta
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e l'annuncio
Il testo biblico di Abacuc annuncia l'arrivo dei Caldei, identificati come i Babilonesi, descritti come un popolo feroce, impetuoso e terribile. I Caldei desiderano imporre il proprio diritto e la propria grandezza. I Caldei sono dotati di cavalli più veloci dei leopardi e più agili dei lupi della sera. I cavalieri dei Caldei volano come un'aquila che piomba per divorare, avanzano solo per la rapina e ammassano i prigionieri come la sabbia. Lo stile di Abacuc è brillante e icastico. Un commentatore ha definito il libretto di Abacuc uno dei più attraenti della Bibbia per l'armoniosa bellezza di alcuni passi e per la nobiltà e sincerità dell'accento. Il passo che ha reso popolare Abacuc nel cristianesimo consiste in ebraico di tre sole parole: saddfq be'emunatòjihjeh. La frase ebraica significa 'il giusto vivrà per la sua fede'. Il senso inteso dal profeta è che chi confida in Dio restandogli fedele salverà la propria vita, mentre soccomberà chi non ha l'animo retto. L'apostolo Paolo ha assunto la frase di Abacuc come sintesi della Lettera ai Romani, ponendola alla base della sua teologia sulla giustificazione attraverso la fede. La citazione paolina della frase è: 'Colui che è giusto (giustificato) per la fede, costui vivrà'. Gli studiosi ritengono che il terzo ed ultimo capitolo del libro di Abacuc debba essere scorporato dal resto. Il terzo capitolo contiene un inno arcaico, forse composto nel X secolo a.C. Il testo del terzo capitolo mette in scena una terribile epifania divina volta a sconvolgere l'universo. Il Signore irrompe nella scena scavalcando monti e seminando panico. L'avanguardia del Signore è la Peste personificata. La retroguardia del Signore è la Febbre ardente. Nulla si può opporre al divino Arciere che scaglia lampi come frecce. Sul devastato orizzonte spunta un'aurora di speranza e di gioia espressa dalle parole: 'il Signore Dio è la mia forza, egli rende i miei piedi come quelli delle cerve e sulle alture mi fa camminare'.
Il racconto miracolistico
Il personaggio Abacuc ricompare nell'Antico Testamento in un racconto miracolistico e leggendario del libro di Daniele, precisamente nei versetti 14,31-42. Abacuc aveva preparato una minestra e la stava portando in campagna ai mietitori. Un angelo afferrò Abacuc per i capelli e con la velocità del vento lo trasferì a Babilonia. L'angelo posò Abacuc sull'orlo della fossa dei leoni dove era confinato Daniele. Abacuc gridò a Daniele di prendere il cibo mandatogli da Dio. Daniele si sfamò con il cibo portato da Abacuc. L'angelo di Dio riportò subito Abacuc in Giudea per via aerea in modo miracoloso. La leggenda dell'incontro con Daniele costituisce una bizzarra forma di solidarietà tra profeti.
La missione profetica
La figura di Sant' Abacuc emerge in un contesto storico complesso, segnato dal regno di Ioiakim tra il settimo e il sesto secolo avanti Cristo. In questo tempo di crisi, egli ha esercitato il suo ruolo di profeta nella terra di Giuda, facendosi interprete delle angosce e delle attese del popolo. Il suo ministero non si è limitato alla sola parola, ma si è tradotto in una testimonianza di fede vissuta, capace di guardare oltre le contingenze storiche per scorgere la presenza di Dio nella storia umana. Il libro biblico che porta il suo nome rimane la testimonianza più alta della sua missione, un testo in cui il profeta dialoga con l'Altissimo, ponendo interrogativi che interpellano ancora oggi la coscienza di ogni credente. Attraverso le sue pagine, Sant' Abacuc ci insegna a mantenere viva la speranza anche quando le circostanze sembrano avverse, ricordandoci che la giustizia di Dio è il fondamento sicuro su cui costruire la propria esistenza.
Il prodigio di Babilonia
La memoria di Sant' Abacuc è indissolubilmente legata a un evento prodigioso che ne esalta la figura di servo premuroso e attento. Mentre si trovava in Giuda, il profeta fu chiamato a una missione sorprendente: recare conforto al profeta Daniele, prigioniero a Babilonia. La narrazione biblica ci descrive come egli sia stato trasportato in volo da un angelo, superando le distanze geografiche in un istante, per recare sostentamento a chi si trovava in uno stato di estremo bisogno. Questo evento, pur nella sua natura miracolosa, rivela una verità profonda sulla comunione dei santi e sulla cura che Dio riserva ai suoi profeti. Il gesto di portare nutrimento a Daniele è diventato, nel corso dei secoli, il simbolo della carità che non conosce confini e che risponde con prontezza alla chiamata del Signore. La Chiesa, inserendo la sua memoria nel Martyrologium Romanum al giorno due dicembre, invita i fedeli a contemplare questa dedizione totale, capace di farsi strumento della provvidenza divina per il bene dei fratelli.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Abacuc?
La memoria di Sant'Abacuc profeta è fissata al 2 dicembre nel Martyrologium Romanum, nei primi giorni del tempo d'Avvento.
Commemorazione di sant’Abacuc, profeta, che davanti all’iniquità e alla violenza degli uomini preannunciò il giudizio di Dio, ma anche la sua misericordia, proclamando: «Il giusto vivrà per la sua fede». — Martirologio Romano