2 gennaio
Sant' Adalardo di Corbie
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la scelta monastica
Cresciuto alla corte reale fino all'età di vent'anni, Sant' Adalardo maturò una forte avversione per i vizi che vi albergavano. Per salvaguardare la propria anima, scelse di ritirarsi nel monastero di Corbie. All'interno della comunità monastica svolse inizialmente la mansione umile di monaco giardiniere. Desiderando proteggere ulteriormente la propria vita contemplativa da possibili distrazioni, decise di trasferirsi in incognito nell'abbazia di Montecassino. Dopo un soggiorno di due anni in quella sede, fu tuttavia costretto a fare ritorno a Corbie a causa delle pressioni esercitate da Carlo Magno, del quale era cugino. Al suo rientro definitivo a Corbie, gli fu affidata la responsabilità della guida della struttura con la nomina ad abate. Nel monastero di Corbie organizzò la gestione dei beni affinché ciascuno avesse il necessario, nessuno godesse di superfluo e niente andasse sprecato, ma ogni risorsa fosse caritatevolmente donata a gloria di Dio. Mostrò sempre una profonda umiltà personale, dedicandosi costantemente e con sollecitudine al cammino di santificazione dei propri monaci.
Gli incarichi politici e l'esilio
Accanto alla vocazione monastica, Sant' Adalardo ricoprì diverse cariche di natura politica. Servì come ministro di Pipino il Giovane e, alla morte di quest'ultimo, divenne il tutore di suo figlio Bernardo, re d'Italia. Nell'anno 809 prese parte al Sinodo di Aquisgrana. Nello stesso anno 809 partecipò a una missione diplomatica presso papa Leone III per ottenere l'approvazione dell'inserimento del Filioque nel Credo, una missione che purtroppo ebbe esito negativo. Quando nell'anno 817 Bernardo si oppose a Ludovico il Pio, il quale era succeduto a Carlo Magno, l'abate fu ritenuto complice della ribellione. A causa di questo presunto coinvolgimento fu condannato all'esilio nell'abbazia di San Filiberto, situata sull'isola di Héri, presso Noirmoutier, alla foce della Loira. La misura punitiva colpì anche i suoi fratelli Wala, Gondrada e Teodrada, anch'essi costretti all'esilio. Durante la permanenza in esilio, raccomandò ad Adalardo secondo, suo sostituto alla guida di Corbie, di promuovere l'evangelizzazione dei Sassoni. Su suo suggerimento fu fondato un priorato a Héthis. Al ritorno del santo dall'esilio nell'anno 822, il priorato di Héthis fu trasferito a Hoexter, dando origine all'abbazia di Korvey, conosciuta anche come Nouvelle-Corbie. Nello stesso anno 822 fu tra i principali promotori e ispiratori della Dieta di Attigny.
L'opera letteraria e il culto
Grazie alle sue spiccate doti oratorie e alla sua vasta cultura, il santo fu soprannominato l'Agostino dell'epoca. Nel corso della sua vita compose un'opera intitolata Livre des statuts. Scrisse inoltre il trattato De ordine palatii, un testo che è successivamente andato perduto. Fu autore del trattato De ratione lunae paschalis, anch'esso purtroppo perduto. Redasse inoltre le Admonitiones in congregatione, raccolte da Mabillon nei suoi Acta. Sant' Adalardo morì a Corbie il 2 gennaio 827. Alla sua morte gli succedette nella carica di abate il fratello Wala. Le sue biografie ci sono giunte attraverso gli Acta Sanctorum, dove si trova una prima biografia redatta sotto forma di panegirico da san Pascasio Radberto, e una seconda biografia scritta da san Gerardo abate, intenzionata a essere più aderente alla realtà storica. La tradizione riferisce che le sue reliquie furono rinvenute in modo ritenuto miracoloso. Ai suoi resti furono attribuiti vari miracoli e guarigioni, specialmente a beneficio di persone paralitiche e sordomute. A causa dei frequenti prodigi verificatisi, nel 1026 papa Giovanni XIX decretò la riesumazione dei suoi resti. La solenne traslazione delle sue reliquie avvenne il 10 ottobre 1040, un atto che all'epoca equivaleva a una canonizzazione ufficiale secondo le norme canoniche. Dopo diversi trasferimenti, la maggior parte delle sue reliquie è conservata dal 1827 nella casa dei Gesuiti a Saint-Acheul.
Il cammino di una vita
La parabola terrena di Adalardo, vissuta tra l'VIII e il IX secolo, trova il suo inizio a Huyse e il suo compimento nel 827 presso l'abbazia di Corbie. La sua vocazione monastica fu caratterizzata da un'umiltà profonda, che lo portò a servire come monaco giardiniere, trovando nel lavoro manuale la prima espressione di una vita offerta al Signore. Questo spirito di servizio non gli impedì di essere riconosciuto per la sua saggezza, che lo chiamò a compiti di grande responsabilità politica e civile. Fu infatti nominato tutore di Bernardo, re d'Italia, un incarico che egli assolse con la sollecitudine di un padre e la prudenza di un uomo di Dio.
La vita di Adalardo non fu immune dalle ombre e dalle fragilità umane. Conobbe il peso dell'esilio, trovando rifugio e consolazione presso l'abbazia di San Filiberto a Noirmoutier, un periodo in cui la solitudine divenne un'ulteriore occasione di purificazione interiore. Nonostante le avversità, egli non smise di guardare avanti, dedicandosi all'espansione della vita monastica e alla fondazione dell'abbazia di Korvay. La sua partecipazione al Sinodo di Aquisgrana nell'809 conferma il ruolo di primo piano che egli rivestì nella vita della Chiesa, sempre teso alla ricerca della verità e alla difesa della disciplina ecclesiastica. La sua esistenza, spesa tra la cura dei giardini e quella delle anime, rimane un esempio di dedizione totale, capace di armonizzare la preghiera con l'azione in ogni circostanza.
Il culto e la memoria
La santità di Adalardo è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa nel 1026, quando Papa Giovanni XIX ne ha sancito la canonizzazione. Questo atto ha confermato ciò che la comunità dei fedeli percepiva già da tempo: la testimonianza di un uomo che aveva saputo incarnare la carità cristiana in un tempo segnato da grandi mutamenti. La memoria di Adalardo è celebrata con particolare devozione nel giorno del suo transito verso il Padre, avvenuto il 2 gennaio.
Il culto dedicato a questo abate si è radicato nel tempo, mantenendo vivo il ricordo di una figura che ha saputo coniugare la contemplazione con l'edificazione materiale e spirituale di monasteri destinati a diventare fari di civiltà. La sua vita, giunta fino a noi attraverso i secoli, continua a invitare i fedeli alla perseveranza nelle prove e alla dedizione generosa verso il prossimo, ricordando che ogni opera compiuta nel nome del Vangelo porta in sé il segno dell'eternità. La sua tomba a Corbie divenne un luogo di raccoglimento dove la memoria dell'abate si intrecciava con la preghiera costante per la stabilità della Chiesa.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Adalardo di Corbie?
Il santo si festeggia il 2 gennaio, giorno in cui ricorre l'anniversario della sua morte avvenuta nell'anno 827.
Nel monastero di Corbie nel territorio di Amiens in Francia, sant’Adalardo, abate, che tutto dispose in modo che ognuno avesse a sufficienza, ovvero che nessuno avesse in eccesso e nulla andasse perduto, ma tutto fosse donato amorevolmente a lode di Dio. — Martirologio Romano