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21 novembre

Sant' Agapio di Cesarea

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La persecuzione e il martirio di Timoteo

Timoteo, Agapio e Tecla sono santi e martiri la cui gloriosa testimonianza è descritta con cura da Eusebio di Cesarea nel trattato I martiri di Palestina. Gli eventi storici in questione si svolsero durante il secondo anno della persecuzione, indicato come il periodo compreso tra il 304 e il 305. La persecuzione nel paese di Eusebio ebbe inizio in modo particolarmente aspro dopo l'arrivo del governatore Urbano. Timoteo subì il supremo martirio a Gaza, città della Palestina, dopo essere stato sottoposto a dure prove. Prima di essere gettato su un fuoco basso e lento, Timoteo sopportò molte e gravi torture. In quella dolorosa circostanza, Timoteo diede una luminosa prova di pietà verso Dio e di straordinaria pazienza nel sopportare i supplizi. Nello stesso periodo in cui visse e soffrì Timoteo, Agapio e Tecla mostrarono una generosissima resistenza di fronte ai loro aguzzini. Entrambi, Agapio e Tecla, furono condannati ad un crudele destino, dovendo servire di cibo alle belve feroci. La narrazione breve redatta da Eusebio non fornisce purtroppo alcuna informazione successiva riguardo alle sorti di Tecla.

Il primo processo e il supplizio di Agapio a Cesarea

Ulteriori e dettagliati dati su Agapio si trovano in relazione al quarto anno della persecuzione, collocato nel biennio 306-307. Il drammatico supplizio di Agapio si svolse nello stadio di Cesarea il dodicesimo giorno delle calende di dicembre, una data che corrisponde precisamente al 20 novembre 306. Questo memorabile evento del martirio di Agapio avvenne alla diretta presenza dell'imperatore Massimino. Lo scrittore Eusebio indica erroneamente nel suo testo che il 20 novembre 306 fosse un venerdì, mentre i calcoli dimostrano che in realtà era mercoledì. Prima di giungere alla condanna definitiva, Agapio era già stato condotto in precedenza nello stadio di Cesarea ed ogni volta era stato rimandato dal giudice per altre lotte. Durante l'ultimo interrogatorio, il tiranno chiamò Agapio e gli chiese con insistenza di rinnegare la sua cristiana decisione in cambio della libertà. Per tutta risposta, Agapio dichiarò a gran voce di subire i maltrattamenti unicamente per la sua pietà verso il Creatore dell'universo e non per una cattiva causa. Subito dopo, Agapio corse con coraggio verso un'orsa che gli era stata scatenata contro e si offrì con letizia per esserne cibato. Dopo essere stato lasciato dall'orsa ed essere ancora respirante, Agapio fu riportato nella prigione dove miracolosamente sopravvisse per un intero giorno. Il giorno seguente, per spegnere la sua vita terrena, ad Agapio fu legata una pietra ai piedi e fu gettato in mezzo al mare.

Il culto e le memorie liturgiche nei secoli

La complessa memoria dei martiri è attestata da molteplici fonti liturgiche antiche e orientali. I Sinassari bizantini commemorano insieme i santi Timoteo, Agapio e Tecla in due date distinte, ovvero il 19 agosto e il 19 settembre. Il solo Timoteo viene menzionato singolarmente anche il 19 febbraio nei Sinassari bizantini. Nonostante queste menzioni, non è possibile stabilire con assoluta certezza quale sia stata la data effettiva del martirio di Timoteo. D'altra parte, Agapio viene commemorato da solo il 19 novembre, che costituisce la vigilia della data di morte indicata dal vescovo Eusebio. L'identificazione del Timoteo commemorato il 14 marzo nel Calendario palestino-georgiano del codice Sinaiticus 34 con il martire di Gaza appare tuttavia molto difficile. Il noto studioso G. Garitte ipotizza che la data del 14 marzo possa essere una risonanza del 24 marzo, giorno storico della morte di otto martiri di Cesarea. In ogni caso, il ravvicinamento di queste date non costituisce una prova certa che Timoteo sia stato martirizzato il 14 marzo 305. Lo stesso Calendario palestino-georgiano commemora invece Agapio il 22 novembre, due giorni dopo la sua effettiva morte. Nel Martirologio Geronimiano alla data del 19 agosto è comunque ricostruibile la menzione di Timoteo da solo. A differenza della tradizione orientale, i Martirologi storici occidentali hanno completamente ignorato il culto dei tre martiri, sia venerati insieme che separatamente. Successivamente, il cardinale Cesare Baronio introdusse nel Martirologio Romano i tre santi Timoteo, Tecla e Agapio alla data del 19 agosto, inserendo però una indicazione generica della Palestina. Lo stesso Cesare Baronio volle introdurre Agapio anche da solo alla data del 20 novembre, specificando giustamente Cesarea di Palestina nel Martirologio Romano. Tuttavia, l'elogio di Agapio nel Martirologio Romano indica erroneamente che egli morì sotto l'imperatore Galerio Massimiano anziché sotto il legittimo persecutore Massimino. A testimonianza della devozione popolare, nella città di Gaza fu edificata una basilica in onore di Timoteo, come attesta chiaramente la Vita di san Porfirio di Gaza scritta con cura da Marco il Diacono.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Agapio di Cesarea?

Sant'Agapio si festeggia il 20 novembre, giorno del suo martirio a Cesarea di Palestina, ed è ricordato anche in altre date dai Sinassari bizantini e dal Calendario palestino-georgiano.

Quali fonti storiche parlano di Sant'Agapio?

La principale fonte storica che descrive il martirio di Sant'Agapio è il trattato I martiri di Palestina scritto da Eusebio di Cesarea.

A Cesarea in Palestina, sant’Agapio, martire: già più volte sottoposto ai supplizi, ma sempre rinviato a più grandi combattimenti, secondo la tradizione durante i giochi dell’anfiteatro fu dato in pasto ad un orso in presenza dello stesso Massimino e, poiché respirava ancora, il giorno dopo fu affogato in mare con delle pietre legate ai suoi piedi. — Martirologio Romano