Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

25 ottobre

Sant' Angilramno (o Angilramo) di Metz

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la chiamata all'episcopato

Angilramno nacque nella città di Sens e, negli anni della sua giovinezza, decise di consacrarsi al Signore entrando come monaco nell'abbazia di sant'Avoldo. In seguito fu chiamato a reggere la comunità come abate dell'Abbazia di Saint Pierre de Senones, divenendo il settimo abate a guidare i monaci di quella modesta istituzione benedettina in Lorena. Il venticinque settembre del settecentosessantotto fu nominato vescovo di Metz grazie all'autorevole intervento di Pipino il Breve. La sua successione sulla cattedra episcopale avvenne dopo un periodo di sede vacante durato due anni, precisamente dal settecentosessantasei al settecentosessantotto, succedendo così a San Crodegango. Egli è ricordato come il trentottesimo vescovo della diocesi di Metz, e la sua posizione risulta documentalmente attestata dal più antico catalogo dei vescovi della città. Tale catalogo fu compilato intorno al settecentosessantasei ed è giunto integro fino a noi grazie alla conservazione nel Sacramentario di Drogone, il quale fu vescovo di Metz tra gli anni ottocentoventitré e ottocentocinquantacinque.

Il servizio alla Chiesa e il legame con Carlomagno

Durante il suo ministero, Angilramno ricevette dal pontefice il titolo di arcivescovo e strinse una profonda amicizia con Carlomagno, che accompagnò fedelmente in quasi tutti i suoi viaggi. Nel settecento ottantuno lo stesso sovrano lo volle come cappellano di corte. Nel periodo in cui resse la diocesi, il presule promosse la cultura fondando un importante scriptorium nella cattedrale di Metz. Verso il settecentosessantotto chiese allo storico Paolo Diacono di redigere le Gesta episcoporum Mettensium, un'opera fondamentale richiesta per narrare la storia di tutti i vescovi di Metz e dell'intera dinastia carolingia. Secondo una tradizione che gli studi successivi hanno dimostrato essere falsa, verso il settecentosessantacinque avrebbe inviato al papa i Capitula Angilramni, una raccolta di diritto canonico riguardante i vescovi. In passato si riteneva che avesse composto tale scritto per difendersi dalle accuse di violare il diritto canonico risiedendo presso la corte di Carlomagno anziché nella propria diocesi, ma oggi la critica storica riconosce che i Capitula costituiscono un falso del nono secolo. È invece storicamente certo che egli redasse una delle prime revisioni della Bibbia.

Il transito e il culto

Il cammino terreno di Sant'Angilramno giunse al termine il ventisei ottobre del settecentonovantinco in Ungheria, mentre accompagnava Carlomagno in una campagna militare contro gli Avari. Nonostante la morte sia avvenuta in terra straniera, il suo corpo fu amorevolmente riportato in patria e sepolto nell'abbazia di sant'Avoldo, luogo legato ai suoi primi passi nella vita consacrata. La Chiesa lo venera come santo, riconoscendo la santità della sua dedizione al gregge affidatogli. La sua memoria liturgica e la festa ufficiale sono fissate nel calendario della Chiesa per il venticinque ottobre.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Angilramno?

La memoria liturgica e la festa di Sant'Angilramno si celebrano il venticinque ottobre.