26 luglio
Sant' Anna
Madre della Beata Vergine Maria
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le fonti
Le notizie storiche su sant'Anna sono scarse e provengono esclusivamente da testi non ufficiali e non canonici. Sant'Anna non viene mai menzionata all'interno dei Vangeli canonici, ma le sue vicende sono dettagliatamente narrate nei vangeli apocrifi della Natività e dell'Infanzia. Il testo più antico che parla di sant'Anna è il Protovangelo di san Giacomo, redatto non oltre la metà del II secolo. Sebbene i vangeli apocrifi non siano stati accettati formalmente dalla Chiesa cattolica e contengano tesi eretiche, essi hanno profondamente influenzato la devozione e la liturgia cristiana, poiché alcune loro informazioni sono ritenute autentiche e pienamente conformi alla tradizione.
La tradizione della Chiesa accetta dagli apocrifi alcuni episodi significativi, come la Presentazione di Maria al tempio e l'Assunzione di Maria al cielo. Allo stesso modo, sono accolti dettagli storici come il nome del centurione Longino e la vicenda della Veronica. Un'antica tradizione cristiana ha conservato e tramandato i nomi di Gioacchino e Anna come genitori della Vergine, e lo stesso Martirologio celebra la loro memoria proprio in quanto genitori della Beata Vergine Maria, Madre di Dio. Nel Vangelo Gesù afferma che la pianta si riconosce dai suoi frutti; la Vergine Maria è considerata il fiore e il frutto nato dall'antica pianta rappresentata dai suoi genitori, e la santità di Anna e Gioacchino viene dedotta proprio dalla santità della loro figlia Maria.
La prova della sterilità e l'annuncio
Secondo quanto narra il Protovangelo di san Giacomo, Gioacchino era lo sposo di Anna, un uomo molto pio e ricco che risiedeva vicino a Gerusalemme, nei pressi della piscina Probatica. Gioacchino si recava ogni anno al Tempio di Gerusalemme per offrire abbondanti doni a Dio. Tuttavia, durante una di queste ricorrenze, il sommo sacerdote Ruben fermò Gioacchino al Tempio, impedendogli di offrire i doni per primo perché non aveva generato figli. Gioacchino e Anna erano infatti sposi legati da un amore sincero, ma erano sterili e ormai troppo anziani per sperare in una gravidanza. Nella mentalità ebraica dell'epoca, la sterilità coniugale veniva interpretata come un segno di maledizione divina.
Addolorato dal rifiuto del sommo sacerdote, Gioacchino decise di non prendere un'altra donna per avere un figlio, a causa del profondo amore che nutriva per la moglie Anna. Egli consultò l'archivio delle dodici tribù di Israele per verificare se tutti gli uomini giusti avessero avuto una discendenza e, dopo aver constatato che tutti gli uomini pii avevano avuto figli, non volle tornare a casa per la vergogna. Si ritirò così in una sua proprietà in montagna, dove rimase per quaranta giorni e quaranta notti, digiunando, piangendo e pregando Dio. Nel frattempo, a Gerusalemme, Anna soffriva profondamente sia per la propria sterilità sia per l'improvviso allontanamento del marito, dedicandosi a un'intensa preghiera per chiedere a Dio la grazia di un figlio.
Durante la preghiera, un angelo apparve ad Anna annunciandole che il Signore aveva ascoltato la sua supplica e che avrebbe concepito un figlio di cui si sarebbe parlato in tutto il mondo. La profezia dell'angelo si avverò e Anna rimase incinta, partorendo dopo alcuni mesi. Il Protovangelo di san Giacomo riferisce che Anna, terminati i giorni della purificazione, allattò la bambina e le diede il nome di Maria, che significa "prediletta del Signore". Altri vangeli apocrifi sostengono invece che il concepimento di Maria sia avvenuto in modo miracoloso durante l'assenza di Gioacchino. Questo racconto del concepimento miracoloso in assenza del marito ricalca l'episodio biblico di un'altra Anna, sterile, che divenne prodigiosamente madre del profeta Samuele.
La nascita di Maria e la Santa Parentela
Dopo la nascita di Maria, Gioacchino offrì nuovamente al tempio dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. L'iconografia cristiana orientale celebra l'incontro tra Anna e Gioacchino al suo ritorno dalla montagna presso la porta della città; questo episodio iconografico è noto come "l'incontro alla porta aurea" di Gerusalemme, sebbene non vi siano prove storiche dell'esistenza di tale porta dorata. I genitori di Maria la crebbero con devozione e amore. All'età di tre anni, la bambina fu condotta al Tempio di Gerusalemme per essere consacrata al servizio del tempio stesso, adempiendo così al voto fatto dai genitori quando impetravano la grazia di un figlio.
Dopo il compimento dei tre anni di Maria, Gioacchino non viene più menzionato nei testi. Anna, invece, viene citata in vangeli apocrifi successivi rispetto a quelli su Gioacchino. Secondo queste narrazioni successive, Anna visse fino all'età di ottant'anni e si risposò altre due volte dopo essere rimasta vedova. Dai successivi matrimoni di Anna nacquero due figli, e la discendenza dei figli nati da questi matrimoni è nota come la "Santa Parentela" di Gesù, una devozione che ha trovato particolare diffusione nei paesi di lingua tedesca.
La diffusione del culto in Oriente e Occidente
Il culto di san Gioacchino e sant'Anna si è sviluppato inizialmente in Oriente e successivamente in Occidente. La prima testimonianza del culto in Oriente risale all'epoca dell'imperatore Giustiniano, il quale, intorno al 550, fece edificare a Costantinopoli una chiesa dedicata a sant'Anna. La diffusione del culto in Occidente è stata invece lenta e posteriore rispetto all'Oriente. L'immagine di sant'Anna è raffigurata nei mosaici del V secolo sull'arco trionfale della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, ed è presente anche negli affreschi del VII secolo nella chiesa di Santa Maria Antiqua.
Il culto di sant'Anna in Occidente ebbe inizio intorno al X secolo nella città di Napoli, per poi diffondersi progressivamente in altre aree geografiche. Le reliquie portate in Europa durante le Crociate favorirono ulteriormente la diffusione del culto in Occidente, che raggiunse la sua massima espansione nel corso del XV secolo. La devozione fu particolarmente intensa nell'Europa settentrionale, favorita dalla pubblicazione del libro Tractatus de laudibus sanctissimae Annae di Giovanni Trithemius, stampato a Magonza nel 1494. Nel 1584, papa Gregorio XIII, che visse tra il 1502 e il 1585, inserì la celebrazione di sant'Anna nel Messale Romano, estendendola a tutta la Chiesa cattolica.
L'evoluzione liturgica e l'iconografia
Per molti secoli la figura di Gioacchino fu lasciata in secondo piano rispetto a quella di Anna, e la celebrazione liturgica di Gioacchino fu inizialmente fissata in una data diversa da quella della sposa. La Chiesa d'Oriente di rito greco celebra tuttora sant'Anna il 25 luglio, mentre la Chiesa d'Occidente di rito latino la celebra il 26 luglio. A partire dal 1584, san Gioacchino fu inizialmente commemorato il 20 marzo; nel 1788, la sua memoria fu spostata alla domenica dell'ottava dell'Assunzione di Maria, e nel 1913 fu fissata al 16 agosto. Infine, il nuovo calendario liturgico ha opportunamente riunito la memoria di san Gioacchino a quella di sant'Anna nella data comune del 26 luglio.
Gli artisti di varie epoche storiche hanno quasi sempre rappresentato sant'Anna all'interno di un gruppo familiare. Un'iconografia classica raffigura sant'Anna insieme a san Gioacchino e alla piccola Maria. Un'altra tipologia iconografica mostra sant'Anna seduta su un'alta sedia come una matrona dell'antichità, con Maria bambina al suo fianco. La raffigurazione cosiddetta "trinitaria" mostra invece sant'Anna insieme alla Madonna e a Gesù Bambino, per rappresentare plasticamente le tre generazioni successive della stirpe salvifica.
Patronati e geografia della devozione
Il culto di sant'Anna è estremamente diffuso sia nel mondo cristiano orientale sia in quello occidentale, al punto che quasi ogni città possiede una chiesa a lei dedicata. La città di Caserta venera sant'Anna come sua celeste Patrona, e il nome di Anna è ampiamente utilizzato nella toponomastica per strade, rioni cittadini, cliniche e altre località, oltre al fatto che alcuni Comuni italiani portano il nome di Anna. I numerosi patronati di sant'Anna sono quasi tutti collegati alla figura di Maria e alla sua infanzia. Sant'Anna viene tradizionalmente raffigurata con un mantello verde poiché ha portato in grembo la speranza del mondo. In Bretagna, dove la devozione per la santa è molto forte, essa viene invocata anche per la raccolta del fieno.
Sant'Anna è considerata patrona di orefici e bottai per aver custodito Maria come un gioiello dentro uno scrigno. Protegge inoltre i minatori, i falegnami, i carpentieri, gli ebanisti e i tornitori. È inoltre patrona dei fabbricanti di scope, dei tessitori, dei sarti e dei produttori e commercianti di tele e biancheria per la casa, per aver insegnato alla Vergine a pulire la casa, cucire e tessere. Infine, sant'Anna è la patrona principale delle madri di famiglia, delle vedove e delle partorienti, e viene costantemente invocata per superare i parti difficili e per contrastare la sterilità coniugale.
La vita e l'annuncio
La vita di sant'Anna è segnata profondamente dal dramma della sterilità coniugale, vissuto nel silenzio e nella sofferenza condivisa con il devoto sposo Gioacchino. Per lungo tempo i coniugi hanno portato il peso di questa privazione, considerata allora una ferita profonda, senza tuttavia permettere che il dolore spegnesse la loro preghiera e la loro totale confidenza nella misericordia di Dio.
Nel momento del massimo sconforto, il cielo ha risposto alla loro fedeltà costante. Un angelo del Signore è apparso ad Anna per annunciarle il concepimento straordinario di un figlio, promessa di una gioia che avrebbe superato ogni umana attesa. Da questo annuncio prodigioso è nata Maria, la fanciulla benedetta destinata a custodire nel proprio grembo il Verbo incarnato.
In segno di profonda gratitudine per il dono ricevuto, Anna e Gioacchino hanno scelto di consacrare la loro unica figlia al servizio divino. All'età di soli tre anni, la piccola Maria è stata condotta dai genitori a Gerusalemme per essere presentata solennemente al Tempio, un gesto di totale offerta che ha segnato l'inizio del cammino della Vergine verso il mistero dell'Incarnazione.
Il culto e la memoria
Il culto di sant'Anna ha radici antichissime e attraversa la storia della Chiesa unendo l'Oriente e l'Occidente in un'unica lode. La sua memoria liturgica è stata ufficialmente inserita nel Messale Romano nel 1584 per volontà di papa Gregorio XIII, consolidando così una devozione popolare già vastissima e radicata nei secoli precedenti.
Oggi la santa è invocata come protettrice delle madri di famiglia, delle vedove e delle partorienti, ma anche di numerose maestranze che vedono in lei una guida sicura. Tra i lavoratori che la venerano si contano orefici, bottai, minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti, tornitori, fabbricanti di scope, tessitori, sarti e commercianti di tele. A testimonianza del suo profondo legame con le comunità locali, la città di Caserta la venera solennemente come sua patrona.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Anna?
La Chiesa d'Occidente di rito latino celebra la memoria liturgica di sant'Anna il 26 luglio, insieme allo sposo san Gioacchino, mentre la Chiesa d'Oriente di rito greco la commemora il 25 luglio.
Di cosa è patrona sant'Anna?
È patrona delle madri di famiglia, vedove, partorienti, orefici, bottai, minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti, tornitori, fabbricanti di scope, tessitori, sarti, nonché dei produttori e commercianti di tele e biancheria.
Memoria dei santi Gioacchino e Anna, genitori dell’immacolata Vergine Maria Madre di Dio, i cui nomi sono conservati da antica tradizione cristiana. — Martirologio Romano