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20 luglio

Sant' Ansegiso di Fontenelle

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la formazione

Sant'Ansegiso nacque intorno al settemento settanta nel Lionese, inserito fin dalla nascita in un contesto familiare franco e di antica nobiltà. Nel settecento ottantotto entrò nel monastero di Fontenelle, noto anche come San Vandrille nella diocesi di Rouen, luogo che avrebbe segnato profondamente il suo cammino spirituale e umano. In quel monastero era abate un suo parente di nome san Gervoldo, il quale ebbe un ruolo determinante nel favorire l'incontro tra Ansegiso e Carlomagno. Tale incontro avvenne prima dell'anno ottocento, in un periodo in cui il Chronicon Fontenellense, che costituisce la fonte principale di queste notizie biografiche, indicava Carlomagno con il titolo di re e non di imperatore. In quell'epoca, Ansegiso ricevette dal sovrano l'incarico di amministrare il monastero di San Sisto presso Reims e, successivamente, il monastero di San Memmio a Châlons.

Gli incarichi di governo e le missioni

Nel corso dell'ottocento sette, Sant'Ansegiso fu eletto abate di San Germer-de-Fly, ampliando le sue responsabilità ecclesiali. Nello stesso periodo Eginardo nominò Ansegiso exactor operum regalium, ovvero direttore delle fabbriche reali e amministratore del fisco. Oltre a questi compiti amministrativi di rilievo, Eginardo affidò ad Ansegiso numerose missioni diplomatiche, segno della stima e della fiducia di cui godeva presso le massime autorità del regno. Successivamente, nell'ottocento diciassette, Ludovico il Pio nominò Ansegiso abate di Luxeuil. Infine, nell'ottocento ventitré, Ansegiso divenne abate di Fontenelle in sostituzione di Eginardo, tornando così nel luogo dei suoi inizi per guidare la comunità monastica.

La riforma monastica e l'opera giuridica

Nonostante l'accumulo di importanti cariche, Sant'Ansegiso si impegnò instancabilmente per il ritorno all'osservanza nei monasteri franchi. Egli restaurò moralmente e materialmente il monastero di Fontenelle, arricchì la biblioteca di Fontenelle e promosse con vigore l'attività dello scriptorium. Nel quadro di questa opera di organizzazione si colloca la creazione della più antica raccolta di capitolari carolingi. L'opera intitolata Libri quattuor Capitularium fu raccolta e pubblicata da Ansegiso a Fontenelle nel gennaio dell'ottocento ventisette, abbracciando gli anni dal settecento ottantseven all'ottocento ventisei. La collezione comprende quattro libri principali, in cui i capitolari importanti sono ordinati secondo il contenuto e la data di pubblicazione, mentre i capitolari imperfetti o ripetuti trovano collocazione in tre appendici. Il primo libro comprende i capitolari ecclesiastici di Carlomagno, il secondo libro comprende i capitolari ecclesiastici di Ludovico il Pio, il terzo libro comprende i capitolari in materia civile di Carlomagno e il quarto libro comprende i capitolari in materia civile di Ludovico il Pio. Nel mille cinquecento quarantotto J. Du Tillet pubblicò per la prima volta i libri a Parigi in un'edizione incompleta, e in seguito l'opera di Ansegiso fu inserita nei Monumenta Germaniae Historica e nella Patrologia Latina.

Il transito e la memoria

Negli ultimi anni della sua vita, Sant'Ansegiso fu colpito da paralisi, affrontando la sofferenza con la medesima dedizione che aveva caratterizzato il suo ministero. Morì nell'ottocento trentatré, lasciando disposizioni precise e nominando come suo esecutore testamentario Ildermano, vescovo di Beauvais. La sua memoria rimase viva nella tradizione della Chiesa e degli studi storici. La sua festa liturgica si celebra il venti luglio.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ansegiso di Fontenelle?

La sua festa liturgica si celebra il venti luglio.