6 ottobre
Sant' Artaldo (Artoldo) di Belley
Certosino e vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione certosina
Sant' Artaldo nacque intorno al 1101 nel castello di Sothonod, nella parrocchia di Songieu in Valromey, nel dipartimento francese di Ain il cui capoluogo è Bourg-en-Bresse. Trascorse la gioventù alla corte del conte Amedeo III di Savoia, vissuto tra il 1095 e il 1148, il quale morì a Cipro durante la seconda Crociata. Nel 1120, all'età di quasi vent'anni, entrò nella Certosa di Portes a Lione. L'Ordine Certosino era stato fondato nel 1084 da san Brunone. Nel 1132, all'età di trentuno anni, fu inviato nella diocesi di Ginevra per fondare una Casa dell'Ordine Certosino. Poiché la prima Casa certosina, eretta presso il Monte di Colombier, fu distrutta da un incendio pochi anni dopo la fondazione, Artaldo si trasferì nella piana di Arvières dove fondò una nuova certosa e ne divenne priore. Papa Alessandro III, regnante tra il 1159 e il 1181, gli scriveva confidenzialmente in seguito ai contrasti con l'imperatore Federico Barbarossa, a testimonianza della sua già nota reputazione di santità.
L'episcopato e il ritorno alla solitudine
Artaldo fu eletto vescovo di Belley, città francese e capoluogo medievale di una contea, succedendo al defunto vescovo Reginaldo. Tentò di sottrarsi alla carica vescovile nascondendosi, ma fu scoperto e fu costretto ad accettare l'episcopato nel 1188. Resse la diocesi di Belley per due anni e, nel 1190, ottenne da papa Clemente III, in carica dal 1187 al 1191, il permesso di rinunciare alla carica. Dopo la rinuncia fece ritorno alla certosa di Arvières. Visse nella certosa fino all'età di centocinque anni, morendo il 6 ottobre 1206. Il Martirologio colloca la sua morte nella Certosa di Arvières da lui fondata nella Burgundia, in Francia, ricordando che divenne vescovo contro la sua volontà e che, dopo appena un biennio, fece ritorno alla vita monastica vivendo fino a centosei anni.
Il culto e le reliquie
Il Martyrologium Romanum riporta il santo al sei ottobre con il nome di Artoldo, in francese Arthaud o Arthold. Le sue reliquie furono riconosciute ufficialmente nel 1640. Durante la Rivoluzione Francese le reliquie furono affidate alla parrocchia di Lochieu. Dopo alterne vicende di sepolture e riesumazioni, dal 13 aprile 1830 le reliquie si trovano nuovamente nella chiesa parrocchiale di Lochieu. La festa liturgica, inizialmente celebrata dai certosini il sei ottobre, fu estesa a tutta la diocesi di Belley e successivamente a tutta Europa. Papa Gregorio XVI confermò ufficialmente il culto con decreto del 2 giugno 1834.
Il cammino monastico
Il percorso spirituale di Sant' Artaldo ebbe inizio nelle terre del Valromey, a Sothonod, dove vide la luce all'alba del dodicesimo secolo. Fin dalla giovinezza, il suo spirito fu attratto dal richiamo del silenzio e dalla ricerca dell'assoluto, una tensione che lo portò a varcare la soglia della Certosa di Portes nel mille centoventi. In quel luogo benedetto, Artaldo apprese la sapienza del cuore, vivendo la regola certosina con una dedizione che non venne mai meno nel corso dei decenni. La sua esistenza fu un lungo pellegrinaggio interiore, nutrito dalla preghiera e dal lavoro manuale, elementi essenziali della vita monastica che egli difese e promosse con ogni sua forza.
Il suo zelo apostolico non si limitò alla preghiera personale, ma si tradusse in un'azione concreta per la diffusione del carisma certosino, culminata nella fondazione della Certosa di Arvières. In questo nuovo cenobio, Artaldo poté coltivare ulteriormente la sua vocazione, offrendo ai confratelli l'esempio di una vita spesa interamente per la gloria di Dio. La sua longevità, che lo portò a superare il secolo di vita, fu vissuta come un dono, un tempo prolungato per approfondire la conoscenza delle Scritture e per intercedere presso l'Altissimo per le necessità della Chiesa e del mondo. Anche quando le circostanze esterne lo chiamarono a responsabilità civili e pastorali, il suo cuore rimase sempre ancorato alla stabilità del suo monastero, luogo che egli considerava la sua vera casa e la sua sola dimora terrena.
Il servizio episcopale e il culto
Nel mille centottantotto, la vita di Sant' Artaldo fu scossa da una chiamata inaspettata: egli fu eletto vescovo di Belley. Non fu, per lui, un momento di gloria, ma una prova di obbedienza che accettò con profondo turbamento, poiché il suo spirito anelava unicamente al nascondimento della vita monastica. Per due anni, egli esercitò il ministero episcopale con saggezza e prudenza, ma il peso del governo pastorale non riuscì a spegnere in lui la nostalgia per il chiostro. Nel mille centonovanta, con umiltà e determinazione, rinunciò all'episcopato per fare ritorno alla Certosa di Arvières, dove trascorse i suoi ultimi anni in una pace ritrovata, fino alla morte avvenuta nel mille duecentosei.
Il riconoscimento della sua santità arrivò solennemente il due giugno del mille ottocento trentaquattro, quando Papa Gregorio sedicesimo estese il suo culto a tutta la Chiesa universale. Da quel momento, il ricordo di questo umile monaco è stato celebrato con rinnovata devozione, specialmente il sei ottobre, data in cui la liturgia ne propone la memoria. Sant' Artaldo rimane, per i fedeli di ogni tempo, un esempio luminoso di come l'autorità, quando è vissuta con spirito di servizio e distacco dai beni terreni, possa diventare strumento di santificazione. La sua figura continua a parlare ancora oggi a chiunque cerchi nella preghiera e nel silenzio la strada maestra per incontrare il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Artaldo?
La festa liturgica si celebra il sei ottobre.
Di cosa è patrono Sant' Artaldo?
Le fonti storiche e i dati biografici non menzionano specifici patronati.
Nella Certosa di Arvières da lui fondata nella Burgundia, in Francia, sant’Artaldo, vescovo di Belley, che, monaco già quasi nonagenario, fu eletto vescovo contro la sua volontà, ma dopo appena un biennio fece ritorno alla vita monastica e visse fino all’età di centosei anni. — Martirologio Romano