13 giugno
Sant' Eulogio
Patriarca di Alessandria
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il ministero ad Antiochia
Sant'Eulogio mosse i primi passi della sua vita ecclesiale come monaco e sacerdote nella città di Antiochia. Durante il periodo in cui resse la chiesa della Santissima Vergine, conosciuta come la Giustiniana, diede prova di grande ingegno e fervore spirituale componendo opere insigni. Tra gli scritti di questa prima fase della sua attività si annovera una lettera indirizzata a Eutichio di Costopolitana e citata dal patriarca Fozio nella sua Bibliotheca, composta specificamente per confutare gli eretici teodosiani e camiti. Questa solida preparazione culturale e ascetica preparò il terreno per il suo successivo e più gravoso incarico episcopale in terra d'Egitto.
Il patriarcato ad Alessandria d'Egitto
Tra il 578 e il 580 sant'Eulogio fu eletto patriarca di Alessandria d'Egitto, collocandosi al quarantaseiesimo posto nella lista patriarcale tramandata dalla Chronographia di Niceforo. Secondo la medesima Chronographia, egli resse la Chiesa di Alessandria per diciassette anni, sebbene gli Acta Sanctorum correggano la durata del suo patriarcato in ventisette anni, basandosi sulle notizie certe riguardanti i suoi predecessori e successori. Gli studiosi moderni accolgono favorevolmente questa correzione che estende l'arco temporale del suo governo. Durante tutto il suo pontificato, il presule svolse un'intensa attività pastorale e dottrinale contro le sette ereticali del tempo, e in modo particolare contro i monofisiti, adoperandosi senza sosta per l'unità e la purezza della dottrina cattolica.
L'opera dottrinale e la difesa dell'ortodossia
L'impegno teologico di sant'Eulogio si tradusse in una vasta produzione letteraria volta a smontare le tesi delle diverse fazioni scismatiche ed eretiche che insidiavano la comunione della Chiesa. Nel 589, in un concilio tenuto ad Alessandria d'Egitto, egli condannò formalmente due fazioni di samaritani. La sua penna fu particolarmente prolifica contro i novaziani, contro i quali scrisse cinque libri, e contro varie altre eresie confutate in undici orazioni teologiche. Per difendere l'Epistola ad Flavianum di san Leone Magno, scrisse un'opera in due libri contro Severo e Timoteo, un ulteriore libro contro Severo e contro Teodosio, nonchè un'Oratio invectiva contro i teodosiani e i camiti. Egli combatté inoltre gli agnoiti, i quali sostenevano l'erronea dottrina secondo cui Gesù avrebbe ignorato molte cose, tra cui il momento del giudizio universale e della fine del mondo. Di questa imponente mole di scritti sono giunte fino a noi alcune opere integre o frammentarie, tra cui un sermone sulla Domenica delle Palme, sette Capitula sulle due nature di Cristo e una dozzina di brani di varia lunghezza, mentre Fozio ne ha tramandato ampi sunto e commento.
Le testimonianze di fede e i prodigi
Il contemporaneo Giovanni Mosco, morto nel 619, ha lasciato preziose notizie su sant'Eulogio all'interno del suo Pratum spirituale. Mosco racconta che il patriarca fu indotto a costruire ad Alessandria una grande basilica in onore del martire san Giuliano di Antinoe, sorta sul luogo di una chiesa anteriore ormai labente, in seguito a una prodigiosa apparizione in cui il santo si manifestò sotto le sembianze dell'arcidiacono alessandrino Giuliano. Mosco adduce come fonte di tale informazione la testimonianza diretta di Mena, cenobiarca di Tugara a poche miglia da Alessandria. Lo stesso autore riferisce la profonda commozione provata da sant'Eulogio quando il suo cubiculario gli raccontò di aver sognato per tre volte papa Leone che faceva visita al patriarca per ringraziarlo a nome dell'apostolo Pietro proprio per la sua tenace difesa dell'Epistola ad Flavianum. Nelle leggende medievali del Sinassario Costantinopolitano gli elementi dell'apparizione di san Giuliano e del sogno del cubiculario vennero fusi, e il racconto tramandò che a nome di san Leone apparve realmente un angelo sotto le apparenze dell'arcidiacono Leone. Mosco riferisce inoltre che sant'Eulogio amava ricordare di aver coabitato a Costantinopoli con l'allora apocrisario della Chiesa Romana san Gregorio, il quale gli aveva confidato la tradizione romana sul modo straordinario con cui san Pietro aveva personalmente contribuito al perfezionamento della medesima Epistola ad Flavianum.
Il legame spirituale con san Gregorio Magno
L'amicizia tra sant'Eulogio e san Gregorio Magno nacque nel periodo in cui il futuro pontefice si trovava come apocrisario a Costantinopoli tra il 579 e il 585. Questo sodalizio spirituale proseguì intensamente anche quando Gregorio salì al soglio pontificio, come testimoniano le numerose lettere che il papa di Roma indirizzò al patriarca di Alessandria. Ben dodici lettere di san Gregorio ad Eulogio sono datate tra il 595 e il 603, e nel complesso l'epistolario gregoriano ne conserva tredici. Attraverso queste missive, san Gregorio esponeva a sant'Eulogio i propri principi dottrinali e pastorali, confidandogli al contempo le sue intime preoccupazioni per le pretese del patriarca di Costantinopoli, per le devastanti guerre longobardiche che flagellavano l'Italia e per i propri malanni personali. Al tempo stesso, Gregorio partecipava al patriarca alessandrino le sue grandi gioie per la conversione degli anglosassoni, arrivando ad attribuire parte del merito di tale trionfo evangelico anche alle preghiere di Eulogio. I due pastori si scambiarono regali e si interrogarono reciprocamente su punti particolari, come quando Gregorio, nella celebre lettera ottava e ventinove, descrisse in modo importantissimo il Martirologio Geronimiano in risposta a una richiesta di Eulogio riguardante un presunto libro sui martiri opera di Eusebio. Gregorio fornì inoltre a Eulogio lunghe travi di legno destinate a capriate per costruzioni sacre, sebbene lamentasse che le navi inviate da Alessandria fossero troppo piccole per caricarle, offrendo così un'indiretta testimonianza delle iniziative edilizie del patriarca. San Gregorio espresse la comunione profonda che lo univa al vescovo alessandrino chiamandolo con l'appellativo di Organum Dei e scrivendo di lui che non è lontano da chi con lui è una cosa sola, ribadendo inoltre la nota dottrinale secondo cui le tre sedi di Roma, Antiochia ed Alessandria formano una sola cattedra, la Cattedra di san Pietro.
Il culto e la memoria liturgica
La santità di sant'Eulogio fu riconosciuta e venerata fin dal momento della sua morte, avvenuta nel 607 e fissata con precisione dagli studiosi moderni. Giovanni Mosco ne testimoniò il culto già negli anni immediatamente successivi alla scomparsa, utilizzando nei suoi riguardi l'espressione deferente ed eloquente di papa Eulogio, quello che è ora tra i santi. Analogamente, i Miracula dei santi Ciro e Giovanni attestano che Eulogio amministrò ottimamente la Chiesa di Alessandria d'Egitto, dove viene venerato come vescovo insigne per la sua dottrina. I sinassari orientali celebrano la sua memoria liturgica in due date distinte, il 13 febbraio e il 13 giugno. Il Martirologio Romano, discostandosi dagli altri martirologi occidentali, fissa invece la sua venerazione al 13 settembre, perpetuando nei secoli la memoria di un pastore che spese ogni energia per la verità e l'unità della Chiesa di Cristo.
Il cammino di santità
Il percorso terreno di Sant'Eulogio ha avuto inizio nel contesto monastico di Antiochia, dove, presso la chiesa Giustiniana, egli ha servito Dio come sacerdote e monaco, temprando il proprio spirito nel silenzio e nello studio profondo delle Sacre Scritture. La sua fama di uomo sapiente e devoto lo condusse, tra l'anno cinquecentosettantotto e l'anno cinquecentoottanta, a essere eletto patriarca di Alessandria d'Egitto, una sede di antica e gloriosa tradizione. In questo ufficio di grande responsabilità, egli si distinse per un'intensa attività dottrinale, spendendo ogni sua energia nel contrasto vigoroso contro i monofisiti e altre correnti eretiche che tentavano di oscurare la retta fede. La sua azione non fu solo polemica, ma profondamente pastorale, volta a edificare la fede dei credenti e a proteggere il gregge affidato alle sue cure.
Il suo zelo si manifestò anche in opere di architettura sacra, come la costruzione ad Alessandria di una solenne basilica dedicata a San Giuliano di Antinoe, segno tangibile di una venerazione per i martiri che alimentava costantemente il suo zelo apostolico. La sua figura si staglia con forza nel panorama ecclesiastico di quel tempo anche grazie a un fitto e prezioso scambio epistolare con papa Gregorio Magno, con il quale condivideva la sollecitudine per le sorti della Chiesa universale. Il suo servizio, svolto con spirito di abnegazione in luoghi di grande rilevanza come Antiochia, Alessandria e Costantinopoli, si concluse nell'anno seicentosette, lasciando alla posterità l'esempio di un vescovo che ha saputo custodire intatto il deposito della fede, agendo sempre in comunione con la cattedra di Pietro.
Il culto e la memoria
La figura di Sant'Eulogio è circondata da una venerazione che risale ai tempi antichi, sostenuta da un culto immemorabile che ha attraversato i secoli, giungendo fino a noi come testimonianza di una santità riconosciuta dalla devozione popolare e dalla tradizione liturgica. La sua memoria trova posto in diversi sinassari, dove viene celebrato con devozione il tredici febbraio e il tredici giugno, date che scandiscono il ricordo del suo passaggio alla gloria del cielo. Il Martirologio Romano, custode della memoria dei santi, ne riporta la commemorazione il tredici settembre, offrendo ai fedeli l'opportunità di elevare il pensiero verso questo pastore che ha speso la vita per la Chiesa.
Sebbene il tempo abbia talvolta velato i dettagli della sua esistenza, il lascito di Sant'Eulogio rimane vivo nelle preghiere e nella memoria della comunità cristiana. Egli ci invita a riscoprire l'importanza della fedeltà alla dottrina e della comunione fraterna tra le Chiese. La sua intercessione è invocata da quanti, nel cammino della vita, cercano la luce per discernere la verità in mezzo alle molteplici voci del mondo, confidando nella protezione di chi, in terra d'Egitto, ha saputo essere un faro di sapienza e un custode premuroso della fede apostolica.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Eulogio?
Sant'Eulogio viene celebrato il 13 febbraio e il 13 giugno nei sinassari orientali, mentre il Martirologio Romano ne fissa la memoria il 13 settembre.
Quale fu il ruolo di sant'Eulogio nella Chiesa?
Eulogio fu monaco e sacerdote ad Antiochia, e successivamente prestò servizio come quarantaseiesimo patriarca di Alessandria d'Egitto, distinguendosi come insigne vescovo, scrittore ecclesiastico e strenuo difensore dell'ortodossia contro le eresie.
Ad Alessandria d’Egitto, sant’Eulogio, vescovo, insigne per la sua dottrina, al quale il papa san Gregorio Magno inviò molte lettere, scrivendo di lui: 'Non è lontano da me, chi con me è una cosa sola'. — Martirologio Romano