3 ottobre
Sant' Ewaldo il Nero ed Ewaldo il Bianco
Monaci e martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la missione
I due monaci sono di origini anglosassoni e nacquero in Britannia nel settimo secolo. Per distinguerli a causa dell'omonimia, i due monaci furono soprannominati Ewaldo il Bianco ed Ewaldo il Nero a seconda del colore dei loro capelli. Ewaldo il Nero si distingueva anche per la sua ottima conoscenza della Sacra Scrittura. Nel 690 seguirono il loro abate san Willibrordo, vissuto tra il 657 e il 739. San Willibrordo aveva intrapreso la sua opera evangelizzatrice tra i Frisoni occidentali con undici monaci. I Frisoni occidentali sono abitanti della Frisia, antica regione dell'Europa nord-occidentale oggi divisa tra Paesi Bassi e Germania. Ambedue i monaci si prodigarono con grande ardore missionario. Nel 695 san Willibrordo inviò i due monaci ad evangelizzare i Sassoni. I Sassoni erano un'antica popolazione della Germania nord-occidentale. Le intenzioni missionarie dei due monaci non poterono attuarsi perché subirono il martirio nello stesso 695.
Il martirio e le reliquie
Il martirio fu compiuto da alcuni fanatici difensori delle tradizioni pagane e timorosi della propagazione del cristianesimo fra il popolo sassone. Il martirio fu diverso per i due monaci. Ewaldo il Bianco fu trafitto subito con la spada. Ewaldo il Nero fu torturato a lungo crudelmente. Lo storico anglosassone san Beda il Venerabile, vissuto tra il 672 e il 735, narra che gli assassini infierirono su Ewaldo il Nero con orribili mutilazioni. I resti dei due martiri furono gettati nel fiume Reno o in uno dei suoi affluenti che li trascinò poi nel Reno. I resti furono ripescati dal monaco ex nobile soldato di nome Tilmon, che li seppellì cristianamente. Secondo alcuni i due martiri furono uccisi a Laer, presso Steinfurt. Secondo altri furono uccisi ad Aplerbeke, presso Dortmund. Studi concreti affermano che vennero martirizzati in una località della Renania, a nord di Colonia. Qualche anno più tardi Pipino di Heristal, padre di Carlo Martello, fece trasportare le reliquie dei martiri. Le reliquie furono deposte nella Chiesa di San Clemente, intitolata poi a san Cuniberto, primo evangelizzatore della Germania.
La memoria storica
San Beda il Venerabile compose nel suo Martirologio un elogio in onore dei due gloriosi santi Ewaldo. L'elogio fu poi riportato immutato anche da altri scrittori, storici e agiografi come Floro di Lione, Usuardo, Rabano Mauro e Cesare Baronio. Nel martirologio i due santi martiri di nome Evaldo sono descritti come sacerdoti di origine inglese formatisi sull'esempio di san Villibrordo e dei suoi compagni. I due santi passarono in Sassonia e, avendo cominciato a predicare Cristo, furono catturati dai pagani e subirono il martirio.
Il cammino missionario
La vicenda di Sant'Ewaldo il Nero e di Sant'Ewaldo il Bianco affonda le sue radici nel fervore religioso della Britannia del settimo secolo. Uomini di preghiera e di missione, essi scelsero di abbandonare le proprie radici per farsi annunciatori della parola divina tra i popoli della Frisia. Nel seicento novanta si unirono all'abate Willibrordo, figura centrale dell'evangelizzazione in quelle regioni settentrionali, condividendo con lui le sfide e le asperità di un ministero vissuto in territori spesso ostili. La loro missione non fu solo un atto di coraggio, ma il frutto di una vocazione monastica che vedeva nel viaggio e nell'incontro con l'altro un modo per testimoniare la carità di Cristo.
Nel seicento novantacinque, i due monaci ricevettero il mandato di recarsi in Sassonia per proseguire l'opera di evangelizzazione. Fu un cammino intrapreso con spirito di obbedienza e dedizione totale. Tuttavia, la loro predicazione incontrò la violenza di coloro che restavano legati alle antiche tradizioni pagane e che vedevano nella presenza dei missionari una minaccia al proprio ordine sociale. Fu proprio in questo contesto che i due santi affrontarono il martirio nel medesimo anno, sigillando la loro testimonianza con il dono supremo della vita. Il loro corpo, abbandonato dagli uccisori, fu successivamente recuperato dal pio Tilmon, il quale si prese cura di onorare le spoglie dei martiri. Grazie all'intervento di Pipino di Heristal, i resti dei due santi furono solennemente traslati a Colonia, dove trovarono riposo e divennero oggetto di profonda devozione da parte delle genti cristiane che riconobbero in loro l'esempio luminoso della perseveranza nel bene fino alla fine.
La memoria e il culto
Il culto dei Santi Ewaldo il Nero ed Ewaldo il Bianco ha radici antiche che si sono consolidate nel tempo attraverso la liturgia e la pietà popolare. La memoria liturgica, fissata al tre ottobre, giorno del loro glorioso martirio, richiama i fedeli a riflettere sulla fedeltà ai propositi di fede e sul valore dell'offerta di sé. Nella diocesi di Colonia, il ricordo viene celebrato anche il dodici ottobre, a testimonianza del legame profondo che unisce la città alle spoglie dei due martiri lì traslate.
La venerazione verso questi due monaci ha superato i confini locali, estendendosi fino a diventare un punto di riferimento per l'intera Westfalia, di cui sono riconosciuti patroni. Essi rappresentano il modello del missionario che non cerca gloria terrena, ma si affida completamente al disegno divino, accettando anche la sofferenza come parte integrante del proprio servizio. Pregare i Santi Ewaldo significa invocare il dono della costanza nelle prove quotidiane e la grazia di poter testimoniare, attraverso le opere e le parole, la bellezza dell'appartenenza a Cristo in ogni circostanza della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i santi Ewaldo?
La loro festa viene comunemente celebrata il 3 ottobre, giorno del loro martirio. Nella diocesi di Colonia i santi Ewaldo sono festeggiati il 12 ottobre.
Di cosa è patrono sant'Ewaldo?
I due santi monaci e martiri Ewaldo sono venerati come patroni della Westfalia.
In Sassonia, nell’odierna Germania, due santi martiri di nome Evaldo, il primo detto Nero, l’altro Bianco: sacerdoti di origine inglese, formati sull’esempio di san Villibrordo e dei suoi compagni, passarono in Sassonia e, avendo cominciato a predicare Cristo, catturati dai pagani, subirono il martirio. — Martirologio Romano