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16 agosto

Sant' Ugolina di Vercelli

Vergine ed eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza a Vercelli

Il primo biografo di Santa Ugolina fu il suo confessore domenicano Padre Valentino, che scrisse la sua storia subito dopo la morte della santa. Le memorie scritte da Padre Valentino erano già introvabili nel Settecento, ma il francescano Ludovico della Croce consultò quelle pagine e scrisse la biografia più antica oggi esistente a metà del Seicento. L'opera di Ludovico della Croce ha lo scopo principale di tramandare le virtù piuttosto che le notizie storiche sulla santa. La vita di Santa Ugolina è simile ad altre figure sorte nel Medioevo a imitazione degli anacoreti orientali. Ugolina nacque a Vercelli nel 1239, nella nobile e ricca famiglia De Cassami, chiamata anche De Cassinis secondo studi recenti. I suoi genitori erano pii e consideravano la nascita della figlia unica un dono prezioso, circondandola di cure premurose. All'età di dieci anni Ugolina esercitava la carità verso il prossimo, la preghiera personale e comunitaria e l'adesione agli insegnamenti dei genitori. Ugolina provava un grande amore per i pellegrini, molto numerosi a quel tempo, e mostrava particolare sollecitudine per quelli diretti in Terra Santa, fornendo loro viveri e denaro. A quattordici anni Ugolina subì la prima grande prova con la morte della madre, che aveva formato il suo spirito ai nobili sentimenti cristiani. Dopo la morte della madre, Ugolina rimase col padre che per poco tempo frenò l'impulso di sedurla. Il padre di Ugolina tentò di commettere un grave crimine incestuoso contro di lei. Ugolina non fu abbandonata dal Signore e riuscì a ricondurre il padre sulla retta via usando le buone maniere e la preghiera. L'equilibrio familiare fu compromesso e Ugolina maturò la vocazione alla vita ritirata dal mondo per servire Cristo nella preghiera.

La fuga e la vita eremitica a Billiemme

L'unica confidente di Ugolina fu una donna di nome Libera, a cui confidò il suo desiderio. Libera consigliò a Ugolina di meditare a fondo la decisione e di aspettare un segno celeste. Ugolina decise di fuggire quando il padre si fosse assentato per affari. Il giorno seguente la decisione, il padre si recò ad affari a Torino e Ugolina attuò la fuga. Ugolina indossò abiti maschili e un cappuccio prima di lasciare il palazzo. Ugolina si diresse verso un bosco distante un miglio dalla città, dove sorgeva la cappella di Santa Maria di Betlemme. Accanto alla cappella sorgeva la cella vuota di un eremita di nome Favorino, che l'aveva costruita di ritorno dalla Terra Santa. Ugolina decise che la cella di Favorino sarebbe stata la sua nuova dimora. Per quarantasette anni Ugolina visse nella cella facendo credere di essere un uomo di nome Ugone. Ugolina decise di imitare l'immagine di Gesù Cristo. Ugolina si applicò nel povero eremo di Billiemme ai rigori della penitenza. Ugolina visse con lo stretto necessario, in preghiera, con intensi colloqui con Dio e penitenze per combattere le tentazioni. Ugolina si dedicò alle veglie in preghiera e ai digiuni. Ugolina praticò la macerazione della sua carne innocente. Ugolina si dedicò all'orazione fino ad ottenere un'intima unione con Dio. La cappella divenne un punto di riferimento per il territorio circostante, luogo di orazione, conforto e consiglio per persone di vari ceti sociali. Ugolina comunicava con le persone attraverso una finestrella senza mostrare il volto. Solo il confessore Padre Valentino e la confidente Libera conoscevano la vera identità dell'anacoreta.

Il prodigio, il transito e il culto

Una povera vedova di Vercelli, vessata dal Procuratore malvagio della città, chiese aiuto a Ugolina. Ugolina fece eccezionalmente entrare la vedova nella propria cella. Alla mezzanotte del giorno seguente, nella cappella vicina, un angelo confortò Ugolina e la vedova dicendo che il persecutore avrebbe pagato per le sue malefatte. Il persecutore della vedova fu condannato poco tempo dopo. La vedova mantenne il segreto e continuò ad andare a trovare Ugolina ogni giorno. Il fisico di Ugolina declinò a causa di disturbi allo stomaco e febbri che la costrinsero a letto. Qualche giorno prima di morire, Ugolina chiamò Padre Valentino per la confessione generale e la Santa Comunione. Ugolina morì a Vercelli il 16 agosto 1300. La notizia della morte di Ugolina si diffuse rapidamente per la città. Padre Valentino informò il Vescovo Aimone di Challant, che era già a conoscenza dei fatti. Il Vescovo, insieme al clero e al popolo, si recò in solenne processione a renderle omaggio. Ugolina riposava su un povero giaciglio tenendo tra le mani il costato del Crocifisso appoggiato alla bocca. Il Vescovo si inginocchiò commosso e le baciò le mani. Il popolo sfilò davanti alla salma scoprendo che l'anacoreta era la figlia del ricco De Cassami. Ugolina fu sepolta nella cella secondo il suo volere e successivamente in chiesa. La tomba di Ugolina divenne meta di pellegrini, i quali ricevevano spesso miracoli.

La memoria e i luoghi della devozione

Nel 1453 i Francescani eressero un convento accanto alla chiesa, chiamato Santa Maria di Billiemme dal nome Betlemme, a causa della perdurante devozione. La cappella, dotata di volte a vela, fu pregevolmente affrescata nel secolo XVI. La cella fu distrutta nell'assedio del 1704. La reliquia del cranio di Santa Ugolina fu autenticata dal vescovo Monsignor D’Angennes il 26 giugno 1832. Nel XIX secolo a Billiemme sorse il cimitero cittadino. Ai tempi delle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, il luogo fu tenuto per breve tempo da una pia persona. Il luogo pervenne successivamente al Capitolo Metropolitano. Il luogo fu infine ricollocato in chiesa. Nel 1996 la secolare presenza dei Francescani cessò. Nel 1996 subentrarono i Padri Marianisti.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Ugolina?

La memoria liturgica si celebra l'otto di agosto e il sedici agosto.

Qual è il ruolo di Santa Ugolina nella Chiesa?

Santa Ugolina è ricordata come vergine ed eremita, venerata come santa a furor di popolo.