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25 ottobre

Santa Daria

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e l'incontro a Roma

La vicenda terrena dei santi Crisanto e Daria si colloca nel terzo secolo, un'epoca segnata da profonde prove per la comunità cristiana. Crisanto era figlio di un certo Polemio, originario di Alessandria, il quale lo aveva mandato a Roma per completare gli studi di filosofia al tempo dell'imperatore Numeriano, il cui regno si colloca negli anni ottantatré e ottantaquattro del terzo secolo. Giunto nell'Urbe, il giovane Crisanto conobbe il presbitero Carpoforo, attraverso il quale si istruì nella religione cristiana ricevendo infine il battesimo. Questa svolta spirituale provocò la reazione del padre Polemio, il quale cercò in tutti i modi di fare tornare il figlio al culto degli dei tradizionali. Per raggiungere il suo intento, Polemio si servì di alcune donne e in particolare della vestale Daria, descritta dalle fonti come una donna dotta e bella. Tuttavia, gli eventi presero una piega inattesa poiché Crisanto non solo resistette ai tentativi di persuasione, ma riuscì a convertire la stessa Daria al Cristianesimo.

La predicazione e le conversioni

A seguito della conversione, Crisanto e Daria decisero di comune accordo di simulare il matrimonio, un espediente che permase per poter essere lasciati liberi di predicare senza destare immediati sospetti. Grazie a questa scelta e al loro fervore, i due convertirono molti altri romani al Cristianesimo. La diffusione di queste nuove adesioni alla fede non passò inosservata e i due furono infine accusati davanti al prefetto Celerino. Quest'ultimo decise di affidare Crisanto e Daria al tribuno Claudio affinché fossero sorvegliati e interrogati. Durante la prigionia, Crisanto operò alcuni prodigi che impressionarono profondamente i custodi. In seguito a tali prodigi, lo stesso tribuno Claudio si convertì al Cristianesimo. Insieme a Claudio abbracciarono la fede la moglie Ilaria, i due figli Giasone e Mauro, alcuni parenti e amici, e persino i settanta soldati della guarnigione che avevano in custodia gli arrestati. La notizia di queste conversioni giunse direttamente all'imperatore Numeriano, il quale intervenne con severità esemplare nella vicenda. Numeriano condannò Claudio ad essere gettato in mare con una grossa pietra al collo, mentre i due figli del tribuno e i settanta soldati vennero decapitati. I corpi dei giovani e dei soldati furono sepolti sulla Via Salaria, e dopo qualche giorno la madre Ilaria morì mentre pregava sulla tomba dei suoi familiari e dei soldati.

Il martirio e la sepoltura

Dopo essere stati sottoposti ad estenuanti interrogatori per piegare la loro fede, Crisanto e Daria furono condotti sulla Via Salaria. Qui subirono la condanna capitale: furono gettati in una fossa e sepolti vivi sotto una gran quantità di terra e sassi, sigillando così con il sangue la loro testimonianza di martiri. La collocazione del loro sepolcro è confermata da molteplici fonti antiche. Il Martirologio colloca i santi a Roma nel cimitero di Trasone sulla Via Salaria nuova, e la loro memoria è lodata anche da papa san Damaso. Dagli Itinerari del secolo settimo si apprende che i due martiri erano sepolti in una chiesetta situata nel medesimo cimitero. Una notizia certa riferisce che, in occasione della festa dei santi martiri, molti fedeli affluivano numerosi ai loro sepolcri per onorarne la memoria.

La vicenda delle reliquie

La storia delle reliquie dei santi martiri è complessa, intessuta di notizie talvolta contraddittorie e leggendarie, ma segnata da tappe storiche rilevanti. Papa Pelagio II, nell'anno cinquecento novanta, donò alcune reliquie ad un diacono della Gallia. La tradizione riferisce che furono operate tre successive traslazioni per custodire e venerare degnamente i resti sacri. La prima traslazione fu compiuta da papa Paolo I, il quale regnò tra il settecento cinquantasette e il settecento sessanta sette, trasferendo le reliquie dalla Via Salaria alla chiesa di San Silvestro a Roma. La seconda traslazione fu opera di papa Pasquale I, in carica tra l'ottocento diciassette e l'ottocento ventiquattro, che le portò nella chiesa di Santa Prassede. La terza traslazione fu infine eseguita da papa Stefano V, regnante tra l'ottocento ottantacinque e l'ottocento novantuno, il quale le condusse al Laterano. Dalla chiesa del Laterano, le reliquie furono successivamente portate nel monastero di Münstereiffel in Germania nell'ottocento ottanta quattro. Nel novecentoquarantasette, le reliquie furono trasferite a Reggio Emilia per opera del vescovo Adelardo, il quale le aveva ricevute da Berengario; quest'ultimo le aveva a sua volta ottenute nel novecentindici da papa Giovanni X. Oltre a Reggio Emilia, anche altre città rivendicano il possesso di reliquie dei santi, tra cui Oria in provincia di Brindisi, Salisburgo, Vienna e Napoli. La devozione reggiana si esprime mirabilmente nel duomo cittadino, che custodisce i due preziosi busti reliquiari in argento dei martiri, mirabile opera dello scultore Bartolomeo Spani.

La tradizione letteraria e l'iconografia

La vicenda dei santi Crisanto e Daria è narrata in modo epico e fantasioso dalla passio, un testo che risente della lontananza del tempo e della necessità di ricostruire la vita dei santi con pochissime notizie certe a disposizione. Di questa passio esistono versioni sia in lingua latina sia in lingua greca. Il documento era già esistente nel secolo sesto ed era certamente noto a san Gregorio di Tours. Quest'ultimo, vissuto tra il cinquecento trentotto e il cinquecento novanta, fu un illustre vescovo francese e un grande storico dell'epoca. La figura dei due martiri ha ispirato nei secoli anche il mondo dell'arte. I santi Crisanto e Daria sono infatti raffigurati in varie opere tra cui reliquiari, pannelli, affreschi e mosaici. Queste rappresentazioni artistiche sono per lo più di origine italiana e si trovano in edifici sacri di alcune nazioni europee, segnatamente in Italia, Germania, Austria e Francia. La vasta diffusione di queste opere d'arte costituisce un'evidente testimonianza dell'antichissimo culto tributato ai santi in tutta la Chiesa cattolica.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Daria?

Santa Daria si festeggia il venticinque ottobre, data confermata dal Martirologio Romano e dal Calendario Marmoreo di Napoli.

Di cosa è patrono Santa Daria?

Santa Daria è patrona della città di Reggio Emilia, insieme al martire san Crisanto.

A Roma nel cimitero di Trasóne sulla via Salaria nuova, santi Crisanto e Daria, martiri, lodati dal papa san Damaso. — Martirologio Romano