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11 aprile

Santa Gemma Galgani

Vergine

Santa Gemma Galgani

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e i primi dolori

Gemma Galgani nacque il 12 marzo 1878 a Bogonuovo di Camigliano, in provincia di Lucca, e fu battezzata il 13 marzo 1878. Il 26 maggio 1885, nella chiesa di San Michele in Foro, l'arcivescovo di Lucca amministrò a Gemma il sacramento della Cresima. La fanciullezza fu segnata da precoci prove dolorose, a cominciare dalla morte della madre Aurelia, avvenuta nel settembre del 1886. Negli anni seguenti la famiglia affrontò ulteriori lutti e grandi difficoltà, tra cui la scomparsa del fratello Gino, seminarista, morto nel 1894 all'età di circa diciotto anni, che causò un grande dolore alla famiglia. Nel 1895 Gemma ricevette l'ispirazione interiore a seguire con impegno e decisione la via della croce come itinerario di vita cristiana. In quel periodo ella sperimentò alcune visioni del suo angelo custode, il quale le ricordava che i veri gioielli di una sposa del crocifisso sono la croce e le spine. L'11 novembre 1897 la famiglia fu colpita da un nuovo lutto con la morte del padre Enrico. A causa delle misere condizioni economiche familiari successive alla morte del genitore, la famiglia fu costretta a lasciare la casa di via San Giorgio per trasferirsi in quella di via del Biscione tredici, oggi via Santa Gemma ventitré. Gemma trascorse un periodo a Camaiore ospite di una zia che l'aveva voluta con sé dopo la morte del padre.

La malattia e la grazia della guarigione

Nell'autunno del 1899 Gemma si ammalò gravemente e fece ritorno in famiglia. I mesi invernali portarono grandi sofferenze e pesanti ristrettezze economiche alla numerosa famiglia, composta, oltre a Gemma, dalle zie Elisa ed Elena, dai fratelli Guido, Ettore e Tonino, e dalle sorelle Angelina e Giulietta. Il fratello maggiore Guido studiava a Pisa, si laureava in farmacia e cercava di sostenere la famiglia lavorando presso l'ospedale di Lucca, mentre anche il fratello Tonino compiva studi a Pisa richiedendo sacrifici a tutti i familiari. Durante il periodo della malattia, Gemma lesse la biografia del venerabile passionista Gabriele dell'Addolorata, oggi venerato come santo, e ricevette un'apparizione del venerabile Gabriele, che le rivolse parole di conforto. La sera dell'otto dicembre, in occasione della festa dell'Immacolata, Gemma maturate le sue riflessioni fece voto di verginità. Nella notte successiva, il venerabile Gabriele le apparve nuovamente, la chiamò sorella mia e le porse da baciare il segno dei passionisti posandoglielo sul petto. Nel mese di gennaio, nonostante le terapie mediche praticate, la malattia di Gemma, diagnosticata come osteite delle vertebre lombari con ascesso agli inguini, si aggravò fino a provocare la paralisi delle gambe. Il 28 gennaio la situazione si aggravò ulteriormente con la comparsa di un'otite purulenta che interessava anche la mastoide, mentre nei medesimi giorni il fratello Guido si trasferiva a Bagni di San Giuliano per assumere la gestione di una farmacia dove aveva trovato impiego. Gemma ricevette conforto dalle visioni del venerabile Gabriele e del suo angelo custode, subendo al contempo tentazioni da parte del demonio, che riuscì a sconfiggere grazie all'aiuto del venerabile Gabriele, divenuto sua guida spirituale. Il due febbraio i medici la dettero per spacciata, ritenendo impossibile che potesse superare la notte, e Gemma trascorse le sue giornate in preghiera in mezzo a sofferenze indicibili. Il tre marzo, primo venerdì del mese, al termine di una novena in onore della beata Margherita Maria Alacoque, oggi santa, e dopo essersi accostata all'Eucarestia, Gemma guari miracolosamente.

I doni mistici e l'offerta della Passione

Il 23 marzo dello stesso anno, rincasata dopo aver ricevuto l'Eucarestia, Gemma ebbe una visione del venerabile Gabriele, che le indicava il Calvario come meta finale. Il 30 marzo, in occasione del Giovedì Santo, Gemma si dedicò alla preghiera compiendo l'Ora Santa in unione con Gesù nell'Orto degli Ulivi, e durante questa preghiera le apparve improvvisamente Gesù ferito e coperto di sangue. Nel mese di aprile seguente, preoccupata di non essere capace di amare Gesù, Gemma si raccolse davanti al Crocifisso e ne ascoltò parole d'amore, comprendendo che Gesù aveva amato gli uomini fino alla morte in croce e che era la sofferenza a insegnare l'amore. L'otto giugno, dopo essersi accostata all'Eucarestia, Gesù le apparve per annunciarle una grazia grandissima. Dopo aver sperimentato il peso dei propri peccati, Gemma ricevette una visione di Maria, dell'angelo custode e di Gesù. La Vergine Maria, nel nome del Figlio, le rimise i peccati e la chiamò a una specifica missione. Dalle ferite di Gesù uscirono fiamme anziché sangue, e queste fiamme andarono a toccare le mani, i piedi e il cuore di Gemma. Sentendosi svenire e sul punto di cadere a terra, fu sorretta da Maria, che infine la baciò sulla fronte. Gemma si ritrovò inginocchiata a terra avvertendo un forte dolore alle mani, ai piedi e al cuore, dal quale fuoriescea del sangue. Questi dolori, anziché affliggerla, le donarono una pace perfetta. La mattina seguente Gemma si recò a ricevere l'Eucarestia indossando un paio di guanti per coprire le mani. I dolori corporali si protraferono ogni settimana fino alle ore quindici del venerdì, giorno della festa solenne del Sacro Cuore di Gesù. A partire da quella sera, Gesù chiamò regolarmente Gemma a collaborare all'opera della salvezza unendola a tutte le sue sofferenze fisiche e spirituali. Questa grazia grandissima costituì per Gemma motivo di gioie ineffabili e di profondi dolori. Nell'ambito domestico si registrarono perplessità e incredulità riguardo ai fenomeni straordinari che le accadevano. Gemma venne frequentemente rimproverata dalle zie e dai fratelli, e talvolta fatta oggetto di derisione e canzonatura da parte delle sorelle, ma di fronte a tali reazioni familiari scelse sempre il silenzio e la paziente attesa.

L'accoglienza presso i coniugi Giannini e il transito

Nei mesi estivi Gemma conobbe i Passionisti impegnati nella Missione popolare in cattedrale, e tramite un passionista fu introdotta in casa Giannini. Conoscendo già la signora Cecilia, Gemma iniziò frequentando la casa di via del Seminario una profonda amicizia con lei, la quale sarebbe stata per Gemma come una seconda madre. Nel gennaio del 1900 Gemma cominciò a scrivere a padre Germano, il sacerdote passionista che avrebbe riconosciuto in lei l'opera di Dio. Nel settembre del 1900 Gemma incontrò personalmente padre Germano e, nel settembre dello stesso anno, lasciò definitivamente la sua famiglia per andare ad abitare in casa Giannini, tornando alla sua casa d'origine solo in rare occasioni per consolare la sorella Giulietta sofferente. Nel maggio del 1902 Gemma si ammalò nuovamente, e dopo essersi ripresa ebbe una ricaduta in ottobre. Nel frattempo, il 19 agosto morì la sorella Giulia, e il 21 ottobre morì il fratello Tonino. Il 24 gennaio 1903, per ordine dei medici, la famiglia Giannini dovette trasferire Gemma in un appartamento affittato dalla zia Elisa. Nell'appartamento della zia Elisa, Gemma visse l'esperienza dell'abbandono di Gesù in croce e del silenzio di Dio, fortemente tentata dal demonio ma senza mai smarrire la fede. Non perse mai la pazienza durante la malattia, dimostrandosi sempre piena di amore e di riconoscenza verso chi l'assista. Al mezzogiorno dell'undici aprile 1903, Sabato Santo, le campane annunciarono la risurrezione del Signore. Alle ore tredici e quarantacinque dello stesso giorno Gemma si addormentò nel Signore, assistita amorevolmente dai Giannini.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Gemma Galgani?

La data di culto per la Chiesa universale è l'undici aprile, giorno in cui si ricorda la sua nascita al cielo. La Famiglia Passionista e la diocesi di Lucca celebrano invece la santa il sedici maggio.

Di cosa è patrona Santa Gemma Galgani?

I testi biografici e storici non menzionano specifici patronati ufficiali.

A Lucca, santa Gemma Galgani, vergine, che, insigne nella contemplazione della Passione del Signore e nella paziente sopportazione dei dolori, a venticinque anni nel Sabato Santo concluse la sua angelica esistenza. — Martirologio Romano