10 luglio
Sante Rufina e Seconda
Martiri di Roma
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la prova della fede
Le narrazioni agiografiche tramandano che santa Rufina e santa Seconda fossero sorelle residenti a Roma. Nel contesto delle persecuzioni contro i cristiani, le loro vite subirono una svolta decisiva quando i rispettivi fidanzati, due giovani cristiani, decisero di apostatare per timore delle autorità. A seguito di tale doloroso cedimento, le due ragazze scelsero liberamente di votarsi alla verginità consacrata. I due giovani cercarono con insistenza di indurle ad abbandonare la fede cristiana pur di proseguire il fidanzamento interrotto. Seconda e Rufina opposero costantemente dei netti dinieghi alle richieste dei loro antichi pretendenti. Di fronte a tale irremovibile resistenza, i due giovani scelsero la via della delazione e denunciarono le ragazze al conte Archesilao.
La cattura e il giudizio
Per sfuggire alla furia dei persecutori, le due sorelle decisero di allontanarsi da Roma. Il conte Archesilao si mise sulle loro tracce e le raggiunse al quattordicesimo miglio della via Flaminia. Subito dopo la cattura, Archesilao consegnò le ragazze al prefetto Giunio Donato, la cui carica di praefectus urbis nel 257 è attestata da antichi documenti. Le due sorelle furono sottoposte a pressioni estenuanti, a interrogatori serrati e a ripetute proposte di apostasia e di matrimonio. Di fronte alla loro ferma resistenza e al costante rifiuto di rinunciare al Signore, il prefetto emise la sentenza di morte. Il conte Archesilao condusse quindi le sante al decimo miglio della via Cornelia, in un fondo denominato Buxo, che oggi corrisponde alla località di Boccea, sebbene il Martirologio collochi gli eventi anche nei pressi del nono miglio della medesima via.
Il martirio e la sepoltura
Nel fondo Buxo si compì il sacrificio supremo delle due sorelle. Rufina venne decapitata con la spada, mentre Seconda fu barbaramente bastonata a morte. Come era consuetudine per i condannati a morte dell'epoca, i corpi delle martiri furono abbandonati sul terreno in pasto alle bestie feroci. La tradizione riferisce che le martiri apparvero in sogno a una matrona romana di nome Plautilla, indicandole con precisione il luogo del martirio e invitandola a convertirsi. Plautilla si recò prontamente sul posto, raccolse i corpi delle sante e provvide a seppellirli nello stesso luogo. La selva circostante, originariamente denominata nigra, fu successivamente chiamata Silva Candida in memoria delle due martiri e del successivo martirio dei santi Marcellino e Pietro.
La basilica e lo sviluppo della diocesi
Nel corso del quarto secolo, tra il 341 e il 353, papa Giulio I eresse una basilica sulla tomba delle sante lungo la via Cornelia. Nel corso dei secoli l'edificio fu oggetto di cure da parte dei pontefici: papa Adriano I restaurò la basilica tra il 772 e il 795, e successivamente papa Leone IV la arricchì di generosi doni tra l'847 e l'855. Intorno a questo venerato santuario crebbe una comunità ecclesiale; tutta la regione della villa imperiale Lorium ebbe un proprio vescovo fin dal quinto secolo. Il pastore di questa regione si sottoscriveva come episcopus Silvae Candidae nel 501, e fu chiamato più tardi episcopus Sanctae Rufinae. Con il passare del tempo, l'antica basilica sulla via Cornelia cadde in rovina e oggi non è più possibile identificarne i resti con precisione. La diocesi locale venne infine unita a quella suburbicaria di Porto al tempo di papa Callisto II, tra il 1119 e il 1124, assumendo la denominazione definitiva di Porto e Santa Rufina.
La traslazione delle reliquie e il culto artistico
Tra il 1153 e il 1154, papa Anastasio IV ordinò e dispose il trasferimento dei corpi delle sante all'interno della città di Roma. Le sacre reliquie furono collocate nel Battistero Lateranense, dove tuttora riposano nell'altare di sinistra dell'atrio, poste di fronte a quello dei santi Cipriano e Giustina. La memoria di questo crudele martirio ha ispirato anche la grande arte figurativa dei secoli successivi. Un quadro del diciassettesimo secolo, dipinto da tre celebri artisti, raffigura intensamente la crudele scena del martirio delle due sorelle. Questa significativa opera artistica è attualmente custodita a Milano nella Pinacoteca di Brera, a perenne testimonianza della devozione tributata alle martiri in tutta la nazione.
Il martirio e la testimonianza
Nel terzo secolo, durante un tempo di dura prova per la comunità cristiana di Roma, le sorelle Rufina e Seconda scelsero di fuggire dalla città per sottrarsi alle violenze della persecuzione. Il loro cammino si interruppe tuttavia al quattordicesimo miglio della via Flaminia, dove vennero raggiunte e arrestate dalle autorità romane. Condotte dinanzi al prefetto Giunio Donato, le due giovani furono sottoposte a un severo interrogatorio nel tentativo di indurle all'abiura. Nonostante le pressioni e le minacce, entrambe rifiutarono con fermezza di rinnegare la propria fede in Cristo, rimanendo salde nella verità del Vangelo.
La condanna a morte fu eseguita nella località di Boccea, lungo la via Cornelia. Le sorelle affrontarono il supplizio finale con modalità differenti ma con lo stesso spirito di offerta: Rufina venne decapitata, mentre Seconda fu bastonata a morte. I loro corpi, abbandonati sul luogo del martirio, trovarono pietosa accoglienza grazie alla matrona Plautilla, che provvide alla loro sepoltura in quella zona boscosa che, proprio in memoria del loro luminoso sacrificio, prese il nome di Silva Candida.
La memoria e le reliquie
Il sepolcro delle due martiri divenne presto un luogo di venerazione e di preghiera, un faro di speranza per i fedeli romani. Secoli dopo, per garantire una più degna custodia e favorire la devozione del popolo, il papa Anastasio IV dispose la solenne traslazione delle sacre reliquie delle sante Rufina e Seconda, che furono collocate all'interno del Battistero Lateranense a Roma, dove ancora oggi riposano e richiamano i pellegrini alla memoria del loro supremo sacrificio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Rufina?
Il Martirologio Romano celebra ambedue le sante il 10 luglio.
Di cosa è patrono Sante Rufina e Seconda?
Le fonti fornite non menzionano specifici patronati per le due sante.
A Roma al nono miglio della via Cornelia, sante Rufina e Seconda, martiri. — Martirologio Romano