11 ottobre
Santi Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le prime testimonianze storiche
Nicasio è indicato come vescovo di Rouen e martire, mentre Quirino, Subicolo e Pienza sono indicati come martiri. Nicasio, Quirino e Subicolo appartengono alla regione del Vexin normanno. I santi sono onorati nella regione di Rouen, specialmente a Saint-Clair-sur-Epte, e il testo del Martirologio colloca la commemorazione nel territorio del Vexin nella Gallia lugdunense. I personaggi sono considerati storicamente sconosciuti ma non immaginari. Le reliquie di Nicasio e Quirino sono state onorate a lungo. I cristiani del Vexin trasportarono le reliquie di Nicasio e Quirino per preservarle dalle profanazioni durante le invasioni. Nell'anno ottocentosettantadue l'arcivescovo di Rouen Riculfo effettuò la ricognizione delle reliquie dei martiri Nicasio, Quirino e Subicolo insieme a quelle di sant'Audoeno. Nell'anno ottocentosettantacinque Usuardo pubblicò il suo Martirologio iscrivendo il gruppo all'undici ottobre. Il Martirologio di Usuardo definisce Nicasio prete e menziona i compagni Quirino e Pienza, senza citare Subicolo e senza menzionare il martirio. Pienza fu aggiunta al gruppo da Usuardo pur non comparendo nella passio. I cataloghi di Rouen del nono e decimo secolo ignorano del tutto il vescovo Nicasio. Il nome di Nicasio appare a Rouen durante l'arcivescovato di Guglielmo Bonne-Ame tra il millecentosettantanove e il millecentodieci. Le liste di Rouen del periodo furono interpolate e Nicasio fu nominato evangelizzatore e primo vescovo di Rouen. La festa di Nicasio non era nota prima del secolo dodicesimo, ad eccezione della venerazione delle reliquie nel Vexin e della menzione nel Martirologio di Usuardo.
Lo sviluppo della tradizione agiografica
Nel secolo undecimo un monaco dell'abbazia di sant'Audoeno a Rouen inventò un curriculum vitae immaginario per i santi, ricalcandolo sulla passio di san Dionigi e dei suoi compagni. Nicasio viene presentato come discepolo di san Dionigi e vescovo di Rouen. Nicasio sarebbe stato mandato in Gallia dal papa san Clemente alla fine del primo secolo e incaricato da san Dionigi dell'evangelizzazione della regione normanna. Quirino e Subicolo sostituiscono rispettivamente come prete e diacono i compagni di san Dionigi, Rustico ed Eleuterio. Il martirio dei santi è collocato sotto Domiziano, poco dopo quello di san Dionigi e nelle stesse circostanze. Gli episodi della vita e del martirio dei santi hanno un carattere totalmente leggendario privo di prove di autenticità. La leggenda narra che i martiri, decapitati, avrebbero preso la propria testa tra le mani per recarsi al luogo di sepoltura. La leggenda ebbe un immenso successo ed è all'origine dell'estensione del culto di Nicasio e dei suoi compagni. La morte di Nicasio è avvenuta a Gasny.
La diffusione del culto e le testimonianze artistiche
Nel secolo tredicesimo la festa era osservata in tutte le diocesi della provincia di Rouen e dintorni, tra cui Avranches, Bayeux, Chartres, Beauvais, Coutances, Évreux, Lisieux e Séez. Nell'abbazia di sant'Audoeno la festa è celebrata l'undici ottobre con ottavario e la traslazione il dodici dicembre. Il culto di Nicasio si diffuse in Inghilterra e in Italia. Il culto di Nicasio è presente nella diocesi di Liegi in Belgio perché le sue reliquie furono deposte per qualche tempo a Malmédy. Nel Martirologio Romano Nicasio è iscritto con i presunti compagni all'undici ottobre. Nicasio è un santo cefaloforo iconograficamente confondibile con l'omonimo vescovo di Reims. Nicasio viene spesso rappresentato mentre reca in mano la calotta cranica ricoperta dalla mitra vescovile. Una statua trecentesca in pietra conservata nella collegiata d'Écouis rappresenta Nicasio. Una statua cinquecentesca della chiesa di Gasny rappresenta Nicasio. Una vetrata trecentesca della chiesa di Saint-Ouen di Rouen descrive episodi della vita di Nicasio. La vetrata di Saint-Ouen illustra la predicazione di Nicasio, l'uccisione di un dragone con il segno della croce e il suo martirio a Gasny con Quirino e Subicolo.
La testimonianza nel tempo
La storia dei Santi Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza si intreccia profondamente con la storia della Chiesa del nono secolo. Il luogo del loro martirio, identificato nel Vexin, segna il punto di origine di una venerazione che si è estesa in diverse località, tra cui Rouen, Saint-Clair-sur-Epte e Malmédy. Pur mancando notizie precise sulle loro origini biografiche, la solidità della loro memoria è attestata da eventi storici di grande rilievo per la tradizione cristiana.
Un momento fondamentale nel riconoscimento della loro santità avvenne nell'anno ottocentosettantadue, quando l'arcivescovo Riculfo procedette alla ricognizione solenne delle loro reliquie. Questo gesto di cura pastorale permise di confermare la memoria dei martiri e di consolidare il culto attorno alle loro spoglie. Pochi anni dopo, nel ottocentosettantacinque, il loro nome fu ufficialmente inserito nel Martirologio di Usuardo, un atto che ha garantito la conservazione della loro memoria liturgica nel tempo. Successivamente, tra il mille settantanove e il mille centodieci, la loro importanza fu ulteriormente sancita dall'inserimento nelle liste episcopali di Rouen. È interessante notare come, nel corso dell'undicesimo secolo, sia stata composta una biografia leggendaria dedicata a questi santi, segno evidente del desiderio delle generazioni successive di colmare il silenzio delle fonti storiche con la narrazione della fede, cercando di restituire un volto e una voce a coloro che avevano offerto tutto per il Signore.
Il culto e la memoria
Il culto dei Santi Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza vive oggi nel ritmo della liturgia della Chiesa. La loro commemorazione si celebra solennemente l'undici ottobre, un giorno in cui i fedeli sono invitati a fare memoria del coraggio dei martiri e della luce che il loro sacrificio continua a irradiare sul cammino della comunità cristiana.
Oltre alla festa principale, la tradizione ha riservato un momento particolare alla loro venerazione con la celebrazione della traslazione delle reliquie, fissata per il dodici dicembre. Questi appuntamenti liturgici non sono semplici ricorrenze del passato, ma occasioni di incontro con una santità che sfida lo scorrere delle epoche. La persistenza del loro ricordo, nonostante le incertezze della documentazione storica, dimostra come il dono di sé vissuto nella fede sia il seme più fecondo per la memoria della Chiesa. Accostarsi alla figura di questi martiri significa riscoprire il valore della fedeltà quotidiana, in un legame spirituale che unisce il nostro presente al sacrificio generoso compiuto nel Vexin tanti secoli fa.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi Nicasio, Quirino, Subicolo e Pienza?
La loro memoria liturgica si celebra l'undici ottobre, con un ottavario nell'abbazia di sant'Audoeno e la traslazione ricordata il dodici dicembre.
Nel territorio del Vexin nella Gallia lugdunense, ora in Francia, commemorazione dei santi Nicasio, Quirino, Subícolo e Pienza, martiri. — Martirologio Romano