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sabato 26 dicembre 2026 · Santo del giorno

Santo Stefano

Primo martire

Santo Stefano

Santo Stefano, vissuto nel primo secolo, occupa un posto di singolare rilievo nella memoria della Chiesa come primo martire della fede cristiana. Scelto direttamente dagli Apostoli a Gerusalemme per il ministero del servizio, egli ha suggellato la sua testimonianza di fede con il sacrificio supremo della vita, divenendo il modello eterno di ogni testimonianza vissuta fino al dono totale di sé.

La sua memoria, celebrata solennemente il giorno successivo alla nascita del Salvatore, richiama il profondo legame tra l'incarnazione di Cristo e il martirio. Stefano è ricordato non solo per la sua fedele cura verso i bisognosi, ma soprattutto per il coraggio con cui ha affrontato il supremo sacrificio, morendo fuori dalle mura della città santa nell'anno 34.

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Gli altri santi di oggi

Beata Maria Phon

Vergine e martire

La Beata Maria Phon è una figura luminosa della Chiesa nel ventesimo secolo, testimone della fede cristiana in terra thailandese. Nata nel millenovecentoventisei a Song Khon, la sua breve esistenza è stata segnata da una scelta radicale di fedeltà al Vangelo, che l'ha condotta al sacrificio supremo della vita. La sua memoria rimane un esempio di coraggio spirituale per ogni fedele che cerca di mantenere integra la propria professione di fede, anche nei momenti di prova e di oscurità.

La Beata è ricordata per il suo fermo rifiuto di rinnegare Cristo davanti alle autorità del suo tempo, una testimonianza resa pubblica e definitiva il ventisei dicembre millenovecentoquaranta. Insieme ad altre compagne di fede, Maria Phon ha affrontato il martirio presso il cimitero di Song Khon, offrendo il proprio sangue come sigillo di una devozione incrollabile. Canonizzata da Papa Giovanni Paolo II nel millenovecentottantanove, ella risplende oggi nel Martirologio Romano come vergine e martire, invitando la comunità cristiana a contemplare la grazia della perseveranza finale.

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Beato Secondo Pollo

Sacerdote

Il Beato Secondo Pollo è stato una figura luminosa di sacerdote nel corso del ventesimo secolo, uomo di fede profonda e di dedizione instancabile al servizio del prossimo. Nato a Caresanablot nel millenovecentootto, ha percorso il suo cammino terreno con un cuore aperto alle necessità dei giovani e alla chiamata del dovere, spendendosi con generosità nella diocesi di Vercelli e successivamente nei drammatici scenari del conflitto bellico in Montenegro. La sua esistenza si è compiuta nel dono supremo della vita, un sacrificio offerto mentre prestava soccorso a un soldato ferito sul campo di battaglia di Dragali nel millenovecentoquarantuno.

La memoria del Beato Secondo Pollo rimane viva come testimonianza di una carità che non conosce confini e che sa farsi prossima anche nelle ore più buie della storia umana. Beatificato da papa Giovanni Paolo II nel millenovecentonovantotto, egli viene ricordato non soltanto come un pastore sollecito, ma come un esempio di fedeltà evangelica che ha saputo coniugare la cura spirituale dei giovani di Azione Cattolica con la vicinanza umana e spirituale ai soldati. La sua figura continua a interpellare la coscienza dei fedeli, invitando a una dedizione totale verso i fratelli, specialmente i più sofferenti, con lo sguardo sempre rivolto alla luce del Vangelo.

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San Dionigi (o Dionisio)

Papa

San Dionigi ha guidato la Chiesa nel corso del terzo secolo, assumendo il ministero di vescovo di Roma nel luglio dell'anno 259. Il suo pontificato si è distinto per una profonda cura verso l'integrità della fede e per una carità operosa, capace di superare i confini della comunità romana per raggiungere i fratelli sofferenti in altre regioni dell'impero. Egli viene ricordato oggi come un pastore sollecito, che ha saputo coniugare la fermezza dottrinale con una concreta solidarietà verso coloro che, a causa della loro testimonianza cristiana, si trovavano in condizioni di estrema precarietà e bisogno.

La memoria di San Dionigi rimane viva nella Chiesa, che lo celebra il ventisei dicembre, giorno in cui si fa memoria del suo ritorno alla casa del Padre, avvenuto nell'anno 268. La sua figura rappresenta un punto di riferimento essenziale per comprendere come il servizio petrino si sia declinato, fin dalle origini, sia come difesa della retta dottrina riguardante il mistero di Dio, sia come esercizio instancabile della carità cristiana. La sua eredità spirituale invita ancora oggi i fedeli a coltivare l'unità della fede e a mantenere lo sguardo attento verso le necessità dei fratelli, ponendo al centro di ogni azione la comunione nel Signore.

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Santa Vincenza Maria Lopez y Vicuna

Vergine, Fondatrice

Santa Vincenza Maria Lopez y Vicuna, nata nel 1847 a Cascante, in Navarra, è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per la sua dedizione profonda verso le giovani più fragili e bisognose. La sua vita, giunta a compimento a Madrid nel 1890, si è distinta per una carità operosa che ha saputo tradurre l'amore per Dio in un servizio concreto e instancabile verso il prossimo. La sua eredità spirituale continua a vivere attraverso l'opera da lei fondata, che ha risposto alle necessità sociali e umane del suo tempo con uno sguardo rivolto alla dignità della persona.

La santa è venerata come fondatrice della Congregazione delle Figlie di Maria Immacolata, istituto nato nel 1876 per accogliere e sostenere le giovani lavoratrici. Canonizzata da Papa Paolo VI il 25 maggio 1975, ella rimane un modello di perseveranza nel bene e di totale abbandono alla volontà divina. La sua memoria liturgica, celebrata il 26 dicembre, invita i fedeli a riflettere sulla bellezza di una vita spesa interamente per la cura e la protezione di chi si trova in condizioni di solitudine e vulnerabilità sociale.

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Sant' Evaristo di Costantinopoli

Abate

Sant' Evaristo di Costantinopoli, nato in Galazia nell'anno ottocentodiciannove, ha attraversato il nono secolo come una figura di profonda fedeltà monastica e integrità ecclesiale. Entrato nel celebre monastero di Studios a Costantinopoli, vi ha esercitato per un decennio il delicato incarico di subeconomo, distinguendosi per lo spirito di servizio e la dedizione alla vita comunitaria. La sua esistenza è stata segnata da una ferma testimonianza di lealtà verso il patriarca Ignazio, in un tempo di aspre contese che hanno messo alla prova la stabilità della Chiesa orientale.

Egli è ricordato oggi come un instancabile costruttore di solitudine e preghiera. Dopo la sua esperienza studita, il suo cammino lo ha condotto a Cocorobion, dove ha fondato e guidato per trent'anni un cenobio, dedicandosi personalmente all'edificazione di una chiesa consacrata alla Madre di Dio. Il suo passaggio terreno si è concluso nell'anno ottocentonovantasette, lasciando una traccia indelebile di zelo spirituale e di profondo amore per la liturgia, che ancora oggi la comunità cristiana onora con gratitudine nel giorno della sua memoria liturgica.

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San Zosimo

Papa

San Zosimo, originario della Grecia, fu chiamato a guidare la Chiesa di Roma in un tempo segnato da complesse sfide dottrinali e pastorali. Consacrato papa il diciotto marzo dell'anno quattrocentodiciassette, egli esercitò il suo ministero petrino con fermezza, cercando di ricondurre la comunità cristiana verso una chiara adesione alla verità del Vangelo, specialmente di fronte alle insidie delle eresie del suo tempo.

La memoria di San Zosimo resta legata alla sua solerte azione di governo, che si estese fino alle terre della Gallia, dove operò per riorganizzare la struttura ecclesiastica elevando la sede di Arles a metropoli. Egli è ricordato soprattutto per aver affrontato con determinazione la controversia con i pelagiani Pelagio e Celestio, giungendo a emanare, nell'anno quattrocentodiciotto, la Epistula Tractoria. Attraverso questo documento, il pontefice pose un sigillo solenne alla condanna del pelagianesimo, riaffermando la dottrina ortodossa e la disciplina interna della Chiesa, che egli volle tutelare anche vietando l'ordinazione sacerdotale ai figli illegittimi.

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Beato Pagano di Lecco

Domenicano

Il Beato Pagano di Lecco è una figura luminosa e severa del tredicesimo secolo, un uomo che ha speso la propria esistenza al servizio della fede all'interno dell'Ordine dei Frati Predicatori. Nato a Lecco, egli ha maturato la propria vocazione domenicana nel convento di Bergamo, distinguendosi per un impegno rigoroso e instancabile nella difesa dell'ortodossia cattolica in territori complessi e segnati da forti contrasti dottrinali. La sua missione lo ha condotto attraverso la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, dove ha operato con la responsabilità del ruolo di inquisitore, cercando di ricondurre le anime alla verità del Vangelo in tempi di grande fermento sociale e religioso.

La memoria del Beato Pagano è indissolubilmente legata al sacrificio estremo compiuto a Mazzo di Valtellina il ventisei dicembre del mille duecentosettantasette. Egli è ricordato come martire, avendo incontrato la morte proprio nel compimento del suo ufficio apostolico, dopo aver pronunciato la condanna per eresia nei confronti del nobile Corrado di Venosta. Il suo coraggio e la coerenza della sua testimonianza sono stati riconosciuti ufficialmente già l'anno seguente, quando il Capitolo Generale dei Frati Predicatori, riunito a Milano nel mille duecentosettantotto, ne ha approvato e raccomandato il culto. Ancora oggi, la sua figura invita i fedeli a una riflessione profonda sulla fedeltà al proprio ministero e sul costo che, talvolta, la coerenza con la Parola di Dio richiede nella storia degli uomini.

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Beato Alessandro Sirdani

Sacerdote e martire

Il Beato Alessandro Sirdani è una figura luminosa del ventesimo secolo, nato a Boga nel 1892. Sacerdote di profonda dedizione, ha speso la propria esistenza tra le montagne di Scutari, servendo il popolo di Dio con la parola e la cultura. La sua vita è stata un cammino di fedeltà al Vangelo, che lo ha condotto fino alla testimonianza suprema del martirio nel 1948, nel carcere di Koplik, a causa dell'odio verso la fede professata.

Egli è ricordato oggi come un instancabile pastore e un uomo di lettere, capace di coniugare il ministero sacerdotale con l'amore per la propria terra. La sua memoria è custodita insieme a quella dei martiri d'Albania, beatificati da Papa Francesco il 5 novembre 2016. La sua testimonianza rimane un richiamo costante alla coerenza cristiana e al coraggio di difendere la verità, anche quando il prezzo da pagare è la vita stessa, in un tempo segnato da dure prove per la Chiesa.

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Beato Giovanni Orsini

Vescovo

Il Beato Giovanni Orsini, nato a Rivalta nel 1333, ha guidato la Chiesa di Torino in un tempo segnato da profonde lacerazioni e incertezze storiche. Eletto vescovo nel 1364, egli ha esercitato il suo ministero pastorale con una dedizione costante, cercando di consolidare la vita ecclesiale attraverso strumenti di comunione, come il sinodo diocesano indetto nel 1368. La sua figura si staglia come quella di un pastore profondamente inserito nelle vicende del suo tempo, impegnato a vigilare sulla purezza della fede in un territorio complesso e variegato.

La memoria del Beato Giovanni Orsini è legata indissolubilmente alla sua instancabile opera di presidio spirituale, che lo condusse a percorrere le terre della Val Susa e delle Valli di Luserna e Angrogna per contrastare la diffusione dell'eresia valdese. La sua biografia riflette le tensioni del quattordicesimo e del quindicesimo secolo, periodo in cui visse il sostegno al ritorno di Papa Urbano V a Roma e, successivamente, la complessa scelta di appoggiare l'antipapa Clemente VII durante il Grande Scisma d'Occidente. Egli riposa oggi nella cattedrale di Torino, custode silenzioso di una storia che invita a riflettere sulla fragilità delle umane vicende e sulla ricerca costante della verità.

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Beata Agnese (Margherita) Phila

Vergine e martire

La Beata Agnese, al secolo Margherita Phila, è una figura luminosa del ventesimo secolo, testimone fedele del Vangelo in terra thailandese. Nata nel 1909 a Ban Nahi, consacrò la sua esistenza al Signore entrando nel 1926 nella congregazione delle Amanti della Croce, dove emise i voti religiosi nel 1928. La sua vita fu un cammino di dedizione silenziosa, vissuto tra Ban Nahi, Viengkhuk e Siengvang, fino a giungere a Song Khon, dove dal 1932 si dedicò con amore all'insegnamento. La sua memoria rimane viva come esempio di coerenza cristiana e di coraggio spirituale.

La Beata Agnese è ricordata per il suo estremo atto di fedeltà, compiuto nel dicembre del 1940. Di fronte alla minaccia dei gendarmi che esigevano l'abiura della sua fede cattolica, ella scelse di non rinnegare il Cristo, offrendo la propria vita nel cimitero di Song Khon. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 1989, la sua testimonianza di martire risplende come segno di speranza incrollabile. Ella ci insegna che la vera libertà risiede nell'appartenenza totale a Dio, anche quando le circostanze della storia sembrano volgere alla prova suprema.

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Beata Lucia Khambang

Vergine e martire

La Beata Lucia Khambang è una figura luminosa della Chiesa nel ventesimo secolo, una testimone fedele che ha donato la propria esistenza per amore del Vangelo. Nata nel 1917 a Viengkhuk, in Thailandia, Lucia ha risposto fin da giovane alla chiamata del Signore, consacrandosi alla vita religiosa nella congregazione delle Amanti della Croce. Il suo cammino spirituale l'ha condotta attraverso i villaggi di Xieng Vang e Song Khon, dove ha esercitato con dedizione il ministero di maestra, educando i piccoli alla fede e alla sapienza cristiana.

La memoria della Beata Lucia Khambang è indissolubilmente legata al suo estremo atto di fedeltà. Nel 1940, in un tempo segnato da dure prove per la comunità cristiana locale, ella scelse di non rinnegare il Cristo, nonostante la minaccia della morte. Il suo sacrificio, compiuto presso il cimitero di Song Khon il 26 dicembre 1940, rimane un segno eloquente di coerenza evangelica. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1989, ella viene oggi venerata come martire, invitando ogni fedele a custodire il dono della fede con la medesima fermezza e mitezza che hanno caratterizzato la sua breve ma intensa esistenza terrena.

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Beata Agata Phutta

Vergine e martire

La Beata Agata Phutta, nata nel milleottocentottantuno a Bi Ban Keng Pho, in Thailandia, rappresenta una luminosa testimonianza di fede vissuta con umiltà e coraggio nel corso del ventesimo secolo. Donna laica, ella percorse un cammino spirituale che la condusse alla conversione al cristianesimo, suggellata dal battesimo ricevuto nel millenovecentodiciotto presso Xieng Vang. La sua vita fu spesa nel servizio silenzioso e operoso all'interno delle missioni cattoliche, dove si dedicò con dedizione alle attività nelle cucine, sostenendo con la propria presenza il lavoro dei missionari.

La memoria della Beata Agata Phutta è indissolubilmente legata alla sua fedeltà estrema al Vangelo. Di fronte alle pressioni dei gendarmi che esigevano da lei l'abiura della fede cristiana, ella scelse di non rinnegare il proprio legame con Cristo. Questa scelta consapevole la condusse al martirio, avvenuto per fucilazione presso il cimitero di Song Khon il ventisei dicembre millenovecentoquaranta. Canonizzata da Papa Giovanni Paolo II nel millenovecentottantanove, ella rimane un esempio luminoso di come la coerenza cristiana possa manifestarsi anche nelle circostanze più drammatiche e difficili della storia.

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Beata Cecilia Butsi

Vergine e martire

La Beata Cecilia Butsi è una figura luminosa della Chiesa del ventesimo secolo, testimone coraggiosa della fede in terra di Thailandia. Nata a Song Khon nel 1924, ha trascorso la sua breve esistenza in semplicità, offrendo il proprio servizio presso il convento delle suore Amanti della Croce nel medesimo villaggio. La sua vita, giunta al compimento nel 1940, si è trasformata in un dono totale attraverso il martirio, sigillato dal sangue versato per non rinnegare l'appartenenza a Cristo.

La memoria della Beata Cecilia è custodita con profonda gratitudine dalla comunità cristiana, che vede in lei un modello di coerenza evangelica. Il suo rifiuto di piegarsi alle pressioni dei gendarmi, culminato nella pubblica professione di fede avvenuta nel giorno di Natale, rappresenta per ogni credente un richiamo alla fedeltà assoluta al Signore. È stata proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1989, venendo iscritta nel Martirologio Romano come testimone esemplare dell'amore che vince ogni paura.

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Beata Viviana Hampai

Vergine e martire

La Beata Viviana Hampai è una figura luminosa della fede nel ventesimo secolo, una giovane testimone che ha saputo custodire il dono del battesimo fino all'estremo sacrificio. Nata nel 1925 a Song Khon, in Thailandia, ella rappresenta la forza mite di chi, pur nella giovane età, comprende che l'appartenenza a Cristo è il bene più prezioso della vita. Il suo cammino terreno si è concluso precocemente nel 1940, in un tempo segnato da dure prove per la comunità cristiana locale, chiamata a rendere conto della propria fedeltà al Vangelo in un contesto di crescente ostilità.

La memoria della Beata Viviana Hampai è custodita con gratitudine dalla Chiesa universale, che ne celebra il coraggio profetico e la coerenza spirituale. Ella è ricordata non soltanto per il drammatico epilogo della sua esistenza, ma soprattutto per la serenità con cui ha affrontato l'ora della prova. Il suo esempio continua a interpellare il cuore dei fedeli, invitando ciascuno a riflettere sulla profondità della propria adesione al mistero della Croce e sulla capacità di perseverare nel bene anche quando le circostanze esterne sembrano oscurare la speranza.

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San Zenone di Maiuma

Vescovo

Commemorazione di san Zenone, vescovo di Maiuma in Palestina, che edificò una basilica per i santi martiri Eusebio, Nestabio e Zenone, suoi cugini, e fino al termine della sua vita esercitò il mestiere di tessitore per procurarsi il vitto e dare aiuto ai poveri.

Sant' Eutimio di Sardi

Vescovo e martire

A Sardi in Lidia, nell’odierna Turchia, sant’Eutimio, vescovo e martire, che, condannato all’esilio dall’imperatore iconoclasta Michele per il culto delle sacre immagini, consumò, infine, il suo martirio sotto l’impero di Teofilo, crudelmente fustigato con nervi di bue.

Beato Pietro Boffet

Martire mercedario

Santa Tybie

Martire nel Galles

Sant’ Aimone II di Urtières

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Festa di santo Stefano, protomartire, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, che, primo dei sette diaconi scelti dagli Apostoli come loro collaboratori nel ministero, fu anche il primo tra i discepoli del Signore a versare il suo sangue a Gerusalemme, dove, lapidato mentre pregava per i suoi persecutori, rese la sua testimonianza di fede in Cristo Gesù, affermando di vederlo seduto nella gloria alla destra del Padre. — Martirologio Romano