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lunedì 7 dicembre 2026 · Santo del giorno

Santa Fara (Burgundofara)

Badessa

Santa Fara (Burgundofara)

Santa Fara, conosciuta anche come Burgundofara, è stata una figura luminosa del monachesimo del VII secolo, ricordata per la sua precoce e incrollabile vocazione alla vita consacrata. Nata nel territorio di Pipimisicum, seppe custodire nel cuore la benedizione ricevuta nella fanciullezza da san Colombano, difendendo la propria scelta di totale dedizione a Dio contro le pressioni della famiglia, fino a diventare fondatrice e prima badessa del monastero di Evoriacum, che in seguito prese il nome di Faremoutiers.

La sua memoria è custodita come esempio di fermezza spirituale e di sapiente guida. Per quarant'anni diresse con rettitudine la sua comunità, lasciando un'impronta profonda nella storia monastica del suo tempo. Si spense santamente nel seicentosettantacinque a Faremoutiers, dove ancora oggi viene celebrata la sua memoria liturgica il sette dicembre, giorno del suo transito al cielo.

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Gli altri santi di oggi

Santa Maria Giuseppa Rossello

Vergine e fondatrice

Santa Maria Giuseppa Rossello è stata una figura luminosa del diciannovesimo secolo, una donna che ha saputo tradurre la fede in opere concrete di carità e dedizione verso i più fragili. Nata ad Albissola Marina nel 1811, ha dedicato la sua intera esistenza al servizio di Dio e del prossimo, fondando l'Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia nel 1837. La sua missione non è rimasta confinata entro i confini locali, ma si è estesa fino a raggiungere terre lontane come Buenos Aires, testimoniando un fervore apostolico che non conosceva stanchezze.

La memoria di Santa Maria Giuseppa Rossello rimane viva per la straordinaria capacità di leggere i bisogni del suo tempo e di rispondervi con coraggio evangelico. Dalla cura per l'istruzione dei chierici poveri al sostegno verso i marginalizzati, la sua vita è stata un continuo atto di offerta. Canonizzata da Papa Pio XII nel 1949, ella rimane un modello di santità operosa, che invita ancora oggi ogni anima a farsi strumento della misericordia divina in ogni contesto sociale e umano, portando conforto dove regna l'abbandono.

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San Sabino di Spoleto

Vescovo e martire

San Sabino di Spoleto emerge nella storia della Chiesa tra il terzo e il quarto secolo come una figura di luminosa testimonianza, legata indissolubilmente alla terra umbra. Vescovo dedito con instancabile zelo all'opera di conversione dei pagani, egli seppe incarnare la carità cristiana anche di fronte alla prova estrema della persecuzione, lasciando una traccia indelebile nella fede del suo popolo.

La memoria di San Sabino è custodita con profonda devozione non soltanto a Spoleto, sua patria e luogo del martirio, ma anche a Ivrea, dove le sue reliquie riposano dal novecentocinquantaquattro. Egli è ricordato come un pastore che ha saputo offrire la propria vita per il Vangelo, testimoniando la potenza della misericordia capace di trasformare perfino il cuore dei persecutori. La sua esistenza rimane un richiamo costante alla coerenza e alla fedeltà verso il Signore, invitando ogni credente a mantenere viva la luce della testimonianza anche nelle ore più oscure della prova.

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San Carlo Garnier

Gesuita, martire in Canada

San Carlo Garnier è stato un missionario gesuita francese che ha dedicato la sua esistenza all'annuncio del Vangelo presso le popolazioni indigene del Canada durante il diciassettesimo secolo. Nato a Parigi nel 1605, ha risposto alla chiamata del Signore entrando nella Compagnia di Gesù in giovane età, per poi attraversare l'oceano e giungere in terra canadese nel 1636 con il desiderio ardente di portare la luce della fede tra gli Uroni. La sua opera missionaria è stata segnata da una dedizione profonda, che lo ha condotto a fondare luoghi di preghiera e di incontro come le missioni di San Giovanni e di San Mattia, vivendo in costante prossimità con le comunità locali in villaggi come Ihonitiria, Ossossané e Ekarreniondi.

Il ricordo di San Carlo Garnier rimane vivo nella Chiesa come testimonianza di un martirio vissuto per amore del Vangelo. Nel 1649, mentre compiva la sua missione, ha incontrato la morte durante un violento attacco degli Irochesi presso la località di Etbarita. La sua vita, offerta interamente per il servizio di Dio e del prossimo, è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa con la canonizzazione proclamata da papa Pio XI nel 1930. Egli viene oggi venerato come un esempio di fedeltà evangelica, capace di attraversare le difficoltà di un mondo lontano e ostile per annunciare il messaggio di speranza che non conosce confini di terra o di cultura.

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Beata Aurelia (Clementina Francisca) Arambarri Fuente

Religiosa e martire

La Beata Aurelia, al secolo Clementina Francisca Arambarri Fuente, visse tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo offrendo la propria esistenza al servizio di Dio e dei malati. Nata a Vitoria, in Álava, il 23 ottobre 1866 da genitori cattolici ferventi che la educarono religiosamente, ricevette il Battesimo il giorno stesso della nascita presso la parrocchia di Santa Maria, un tempo Cattedrale. Entrò giovanissima nell'Istituto delle Suore Serve di Maria Ministre degli Infermi, compiendo un cammino di profonda dedizione che la portò a svolgere importanti incarichi di governo in Spagna, in America e in Messico. Colpita da una grave malattia negli ultimi anni della sua vita terrena, affrontò la sofferenza con esemplare pazienza e totale abbandono alla volontà divina.

La sua testimonianza si concluse con il martirio durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola, vissuto insieme ad alcune consorelle ad Aravaca, presso Madrid. Per questo motivo e per la fermezza della sua fede fino all'effusione del sangue, papa Francesco firmò il decreto di riconoscimento del martirio il 3 giugno 2013, mentre la solenne cerimonia di beatificazione si tenne il 13 ottobre 2013 a Tarragona. La Chiesa la ricorda liturgicamente il 7 dicembre, venerandone la memoria come modello luminoso di carità operosa, di mitezza nella prova e di fedeltà inviolabile al Vangelo.

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Beata Aurora (Justa) Lopez Gonzalez

Religiosa e martire

La Beata Aurora Lopez Gonzalez, nota anche come Justa, è stata una religiosa spagnola che ha testimoniato la propria dedizione a Dio attraverso una vita di umile servizio e il dono supremo del martirio. Nata a San Lorenzo di Madrid nel 1850, ha attraversato il ventesimo secolo portando la luce del Vangelo in numerose comunità della Spagna, offrendo il proprio zelo apostolico in luoghi come Arévalo, Salamanca, Jaén e Ciudad Real, sempre fedele al carisma dell'Istituto delle Serve di Maria.

La memoria della Beata Aurora è oggi custodita con gratitudine dalla Chiesa, che la ricorda come una figura di salda speranza e coraggio. La sua testimonianza giunse a compimento nel dicembre del 1936, quando, durante le persecuzioni della guerra civile spagnola, subì la cattura e l'uccisione in odio alla fede presso Aravaca. Beatificata da Papa Francesco il tredici ottobre del duemila tredici, la sua figura rimane un faro di fedeltà evangelica, celebrata liturgicamente insieme alle sue compagne martiri per richiamare ogni fedele alla perseveranza nel bene fino alla fine.

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Beata Daria (Josefa Engracia) Andiarena Sagaseta

Religiosa e martire

La Beata Daria, al secolo Josefa Engracia Andiarena Sagaseta, è una figura luminosa di consacrazione religiosa e testimonianza suprema nel ventesimo secolo. Nata a Donamaría, in Navarra, nel 1879, ha consacrato la propria esistenza al servizio di Dio e dei fratelli sofferenti, vivendo con dedizione il carisma dell'Istituto delle Suore Serve di Maria. La sua vita, segnata da un cammino di umiltà e obbedienza, è giunta al compimento attraverso il sacrificio del martirio, avvenuto nel dicembre del 1936 durante le persecuzioni della guerra civile spagnola.

La memoria della Beata Daria è oggi custodita con gratitudine dalla Chiesa, che ne riconosce la fedeltà incrollabile al Vangelo. Ricordata per aver offerto la vita in odio alla fede, ella rappresenta un modello di perseveranza per ogni cristiano. La sua beatificazione, celebrata il tredici ottobre del duemila tredici, la addita come intercessore presso il Signore, invitando i fedeli a guardare con speranza alla testimonianza di chi ha saputo restare salda nella carità fino al dono supremo di sé, in una prova che ha segnato profondamente la storia della Spagna nel secolo scorso.

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Sant' Atenodoro

Martire della Mesopotamia

In Siria, sant’Atenodoro, martire, che, come si tramanda, dopo essere stato torturato con il fuoco e con altri supplizi sotto l’imperatore Diocleziano e il governatore Eleusio, fu, infine, condannato a morte, ma crollato a terra il suo carnefice, né osando alcun altro colpirlo con la spada, pregando si addormentò nel Signore.

Sant' Urbano di Teano

Vescovo

A Teano in Campania, sant’Urbano, vescovo.

San Giovanni il Silenziario

Vescovo

In Palestina, san Giovanni Silenziario o l’Esicasta, che, lasciato l’episcopato di Colonia nell’antica Armenia, condusse nella laura di san Saba una vita monastica di umile servizio ai fratelli, di rigorosa solitudine e di silenzio.

Santa Serena di Spoleto

Vedova e martire

San Pietro Baietta

Martire mercedario

Sant' Eutropio di Saintes

Abate

San Simeone di Vancé

Eremita

San Buite di Monasterboice

Abate

San Geretrando di Bayeux

Vescovo

Dal Martirologio Romano

A Faremoutiers nel territorio di Meaux in Francia, santa Fara, badessa, che, dopo avere retto per molti anni il monastero, si unì all’assemblea delle vergini che seguono l’Agnello di Dio. — Martirologio Romano