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2 luglio

Beata Agata Han Sin-ae

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e conversione

Agata Han Sin-ae nacque in seno a una famiglia aristocratica a Boryeong, nell'area di Chungcheong, situata nell'odierna Corea del Sud, nel corso del diciannovesimo secolo. La sua nascita fu il frutto di un'unione illegittima. Raggiunta l'età adulta, si trasferì a Seul, dove sposò Jo Rye-san, diventandone la seconda moglie. Tra il mille settecentonovantacinque e il mille settecentonovantasei, entrò in contatto con la dottrina cattolica grazie all'opera della catechista Colomba Kang Wan-suk. In quel periodo, apprese il catechismo insieme alla figlia di suo marito ed era solita recarsi personalmente presso l'abitazione di Colomba Kang. La sua fede si tradusse subito in attenzione per gli altri, al punto che inviò la propria domestica So-myeong da Colomba affinché apprendesse anch'essa il catechismo, e offrì il proprio supporto nelle iniziative ecclesiali della vedova Candida Jeong Bok-hye. Nell'estate dell'anno mille ottocento, ricevette il battesimo per mano del sacerdote cinese padre Giacomo Zhou Wen-mo, riconosciuto come il primo missionario in Corea.

Apostolato e arresto

Dopo aver ricevuto il sacramento, Agata si impegnò attivamente nell'evangelizzazione di altre famiglie e dei collaboratori domestici, sebbene incontrasse notevoli difficoltà. Sollecitò l'intervento di due catechisti maschi affinché avvicinassero i suoi servi alla Chiesa, ma tale iniziativa fallì per la ferma opposizione di suo figlio. Con grande zelo, istituì e diresse una comunità di donne alla quale partecipò anche Colomba Kang. All'interno di questo gruppo, istruì nella dottrina cattolica Giuliana Kim Yeon-I, che ne divenne parte integrante. Quando ebbe inizio la persecuzione Shinyu nel mille ottocentouno, Candida Jeong raccolse i volumi e gli oggetti di culto per consegnarli ad Agata, la quale occultò con cura tutto il materiale religioso all'interno del proprio magazzino. Purtroppo il suo nome fu denunciato alle autorità persecutrici, circostanza che portò al suo immediato arresto insieme ad altri cristiani. Condotta davanti al Ministero della Giustizia a Seul e sottoposta a interrogatorio, Agata dimostrò un coraggio incrollabile, rifiutandosi fermamente di indicare le generalità degli altri fedeli.

Il martirio e la beatificazione

La sentenza che la condannò alla pena capitale, emessa insieme ad altri sette cristiani tra cui Colomba Kang e Giuliana Kim, attestava la sua profonda e pluriennale adesione al cattolicesimo. La motivazione evidenziava il legame con Kang Wan-suk, la frequenza di padre Giacomo Zhou Wen-mo e il battesimo ricevuto con l'imposizione del nome cristiano. Nel documento si sottolineavano inoltre la mancanza di ravvedimento per tali condotte, l'ospitalità offerta a gruppi di entrambi i sessi e la custodia di libri e arredi religiosi nel magazzino. La condanna riportava anche la sua fiera dichiarazione d'arresto, in cui affermava che non si sarebbe mai pentita delle proprie azioni neppure di fronte a diecimila morti. Agata e le sue compagne furono condotte presso la Piccola Porta Occidentale di Seul, dove subì la morte per decapitazione il due luglio mille ottocentouno, corrispondente al ventidue maggio del calendario lunare. Insieme a lei vennero giustiziati Matteo Kim Hyeon-u Kang, Ignazio Choe In-cheol e Antonio Yi Hyeon. Questi otto martiri appartengono al gruppo guidato da Paolo Yun Ji-chung, che comprende anche padre Giacomo Zhou Wen-mo e Candida Jeong Bok-hye. L'intero gruppo di martiri è stato solennemente beatificato da papa Francesco il sedici agosto duemilaquattordici, durante la sua visita pastorale in Corea del Sud.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Agata Han Sin-ae?

La memoria liturgica della Beata Agata Han Sin-ae si celebra il due luglio, in ricordo del giorno del suo martirio avvenuto nel mille ottocentouno.