1 luglio
Beata Assunta Marchetti
Fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini familiari e la chiamata
Assunta Marchetti nacque a Lombrici di Camaiore il quindici agosto 1871, terza di undici figli di una famiglia numerosa e fortemente cristiana, dove la fede veniva vissuta con coerenza. Il sedici agosto dello stesso anno la bambina venne battezzata con i nomi di Maria Assunta Carolina. Nel 1880 la famiglia Marchetti si trasferì a Mulino di Camaiore, poiché il padre lavorava come mugnaio. Il padre di Assunta e Giuseppe era già deceduto all'età di quarantasette anni a causa di una polmonite. In gioventù Assunta desiderava entrare tra le carmelitane, ma contribuiva ai lavori domestici e rinunciò temporaneamente alla vita monastica per sostenere la madre. Il percorso personale di Assunta Marchetti portò alla fondazione di un istituto di donne consacrate, il cui carisma originò in un piccolo centro della Lucchesia ad opera di una sorella e di un fratello. Giuseppe Marchetti, fratello di Assunta e più grande di lei di due anni, sentì la vocazione al sacerdozio con l'aspirazione di diventare missionario e studiò intensamente per entrare in seminario. Giuseppe venne ordinato sacerdote e si dedicò all'aiuto dei migranti diretti verso l'America. L'istituto nacque circa un secolo fa per rispondere alle esigenze degli emigrati italiani che cercavano una nuova vita all'estero, e nel corso della loro vita i due fratelli collaborarono con un altro santo definito apostolo dei migranti. Padre Giuseppe accompagnò alcuni migranti da Compignano al porto di Genova. Al porto di Genova, Giuseppe vide persone semplici sfruttate da impresari privi di scrupoli. Giuseppe entrò in contatto con l'opera dei Padri Scalabriniani e, dopo un periodo di preghiera e riflessione, decise di diventare cappellano sulle navi dei migranti, unendosi alla Congregazione dei Missionari di San Carlo.
La nascita dell'istituto e la missione in Brasile
Durante la sua seconda traversata navale, una madre in punto di morte affidò a Giuseppe il proprio figlio di pochi mesi. Di fronte a quel dramma, Giuseppe maturò la decisione di soccorrere gli orfani dei migranti deceduti per le dure condizioni di lavoro nelle fazendas. Giuseppe progettò l'apertura di orfanotrofi affidati a donne consacrate e, per realizzare il suo progetto, chiese la collaborazione della madre e della sorella Assunta. Il venticinque ottobre 1895, a Piacenza, Assunta, la madre e altre due compagne emisero i voti religiosi davanti al vescovo beato Giovanni Battista Scalabrini. Questa professione dei voti segnò l'inizio ufficiale della nuova famiglia religiosa. Padre Giuseppe morì di tifo a ventisette anni, il quattordici dicembre 1896, dopo essersi ammalato durante il suo apostolato. In poco più di un anno, l'Orfanotrofio Cristoforo Colombo, situato sull'Ipiranga a San Paolo del Brasile, accolse centottanta orfani. Nel 1897 la madre di Assunta, Carolina, abbandonò la vita religiosa per rientrare in Italia e accudire i figli più piccoli. Nel 1899 morì di tubercolosi suor Angela Larini, una delle prime compagne di Assunta. Con l'aumentare del lavoro e delle difficoltà, giunse dall'Italia la direttiva di affidare parte delle attività alle Apostole del Sacro Cuore. Le Apostole del Sacro Cuore giunsero a San Paolo su invito di monsignor Scalabrini per creare una nuova congregazione. Le nuove venute tentarono di assorbire la congregazione di suor Assunta, ottenendo l'autorizzazione a far compiere un periodo di noviziato alle suore già presenti. A causa di questo cambiamento, Madre Assunta perse il ruolo di superiora, divenne novizia e fu destinata alle mansioni di cuoca. Madre Assunta, temendo per la salvaguardia dell'identità del proprio istituto, inviò una lettera di chiarimento a monsignor Scalabrini. Nel 1901 morì di tubercolosi un'altra prima compagna, suor Maria Franceschini. Nel 1904 monsignor Scalabrini svolse una visita pastorale di un mese in Brasile. Durante il soggiorno, Scalabrini prese atto della realtà locale e stabilì che le due comunità, avendo origini diverse, dovevano mantenere nomi e missioni distinti. Il progetto di fusione tra le due comunità religiose venne ufficialmente abbandonato.
Gli anni della maturità e il governo della congregazione
Nell'aprile del mille novecentodieci, all'età di trentotto anni, Madre Assunta iniziò il suo terzo noviziato. Nel gennaio del mille novecentododici Madre Assunta e cinque consorelle emisero la professione perpetua secondo le Regole delle Suore di San Carlo. Con la professione perpetua, Madre Assunta assunse il nome di suor Giuseppina, sebbene continuò a essere chiamata da tutti suor Assunta. Nel 1912 suor Assunta venne eletta Superiora Generale dell'istituto, carica che mantenne fino al 1918. Il sedici aprile 1914 l'arcivescovo approvò le nuove Costituzioni redatte per la congregazione. Nel 1915 venne avviata la missione a Bento Gonçalves, nello Stato di Rio Grande do Sul. Nel 1918 Madre Assunta si trasferì nella sede di Bento Gonçalves. Nel 1919 Madre Assunta assunse l'incarico di superiora a Nova Brescia. Nel 1921 Madre Assunta si trasferì a Nova Vicenza, la successiva Farroupilha. Nel 1922 Madre Assunta rientrò a San Paolo per prestare assistenza alla madre malata, che era nel frattempo ritornata in America. Madre Assunta si recò a Jundiaí in qualità di superiora della Casa di riposo Barão do Rio Branco. Nel 1924 il Capitolo Generale elesse Superiora Generale suor Maria da Divina Providência de Campos, che al tempo ricopriva il ruolo di maestra delle novizie. La nuova Superiora Generale propose di modificare la denominazione della congregazione poiché un altro istituto risultava già intitolato a san Carlo Borromeo. Si ipotizzò di intitolare l'istituto a Clemente Maria Hofbauer, redentorista canonizzato da poco, al fine di staccare la congregazione dall'opera scalabriniana. La proposta di cambio nome generò una spaccatura tra le suore anziane e le consorelle entrate più di recente. Nel 1925 la Santa Sede dispose una Visita Apostolica nelle case scalabriniane in Brasile per sanare le divisioni interne. L'incaricato della Santa Sede giunse in Brasile nell'agosto del 1926 e incontrò tutte le religiose della Provincia. Venne proposto alle suore favorevoli al cambio nome, dette Clementine, di rimanere separate ponendosi a disposizione dell'arcivescovo. Nel 1927 Madre Assunta visse il lutto per la scomparsa della propria madre e fu nuovamente nominata Superiora Generale. L'istituto, inizialmente denominato Ancelle degli orfani e dei derelitti all'estero, ottenne l'approvazione della Santa Sede e si espanse rapidamente, fondando nel tempo scuole, orfanotrofi, centri per anziani e sanatori. Nel 1934 papa Pio XI approvò ufficialmente le Costituzioni della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo.
Il servizio agli infermi e il ritorno alla casa del Padre
Terminato il mandato di Superiora Generale, la beata Assunta fu inviata a Mirassol come Superiora presso la Santa Casa di Misericordia. A Mirassol la beata Assunta si dedicò all'assistenza degli infermi per un periodo di dodici anni. Nel 1938 Madre Assunta fu riconfermata nel ruolo di superiora pur versando in precarie condizioni di salute. Madre Assunta soffriva da lungo tempo di erisipela e di varici alle gambe. In seguito a un infortunio occorsole durante una visita a un ammalato, Madre Assunta non riacquistò mai più la salute completa. Nel 1945 Madre Assunta festeggiò il proprio Giubileo d'oro, coincidente con il cinquantesimo anniversario della Congregazione. Nel 1947 Madre Assunta lasciò la missione di Mirassol per essere ricoverata in ospedale a San Paolo. A causa dell'insorgere della cancrena al piede sinistro, a Madre Assunta fu amputato l'alluce. Dimessa dall'ospedale il ventotto settembre, Madre Assunta fu accolta a Villa Prudente, la struttura che era stata il suo primo orfanotrofio. Negli ultimi tempi della sua vita Madre Assunta si identificava con le parole dell'Apostolo Paolo sul combattimento della fede e la fine della corsa. Assunta continuò l'opera e il carisma del fratello per tutta la vita con umiltà e determinazione, affermando di aver riposto tutta la sua fiducia nel Cuore di Gesù e ritenendosi uno strumento inadatto e insufficiente nelle mani di Dio. Madre Assunta morì il primo luglio 1948 a San Paolo, in Brasile. Nel 1987 fu istituito e aperto il processo diocesano di beatificazione di Madre Assunta. Nel 1991 i resti mortali di Madre Assunta furono traslati presso la cappella dell'Orfanatrofio di Villa Prudente. Dopo il riconoscimento formale di un miracolo ottenuto per sua intercessione, Madre Assunta Marchetti è stata proclamata beata il venticinque ottobre 2014.
Il cammino di una vita
Il percorso spirituale di Assunta Marchetti ebbe inizio con la decisione di consacrarsi al Signore, un passo definitivo compiuto a Piacenza nell'anno 1895 davanti al vescovo Giovanni Battista Scalabrini. Questo incontro segnò l'avvio di una missione che l'avrebbe portata lontano dalla sua terra natale, verso le terre brasiliane dove il bisogno e la solitudine degli emigranti attendevano una risposta concreta di carità. In Brasile, la sua presenza si fece luce nei luoghi della fatica e della povertà, toccando centri come Bento Gonçalves, Nova Brescia e Mirassol, dove l'istituto delle Ancelle degli orfani e dei derelitti all'estero iniziò a radicarsi grazie alla sua dedizione.
La vita della Beata non fu esente da ombre e fatiche. Durante una delicata crisi istituzionale che colpì la congregazione, ella visse l'umiliazione di un declassamento a novizia, accettando tale prova con il silenzio e la preghiera. Questa esperienza di spoliazione non fece che purificare il suo intento, rendendola ancor più pronta a servire. Nel 1912, la comunità le affidò la guida dell'istituto nominandola Superiora Generale, incarico che ella esercitò per diversi mandati con sapienza e fermezza. Il riconoscimento ufficiale della sua opera giunse nel 1934, quando Papa Pio Undicesimo approvò le Costituzioni della congregazione, confermando la bontà del carisma che aveva animato il suo apostolato. Fino alla sua morte, avvenuta a San Paolo nel 1948, Assunta Marchetti ha continuato a essere un punto di riferimento instancabile, infondendo speranza in quanti, lontani dalla patria, cercavano un sostegno materiale e spirituale. La sua intera esistenza è stata un inno alla carità, vissuta tra le pieghe della quotidianità e nell'ascolto attento delle necessità dei più fragili.
Il culto e la memoria
Il culto della Beata Assunta Marchetti si è sviluppato naturalmente nel solco della gratitudine e della devozione popolare, specialmente tra coloro che riconoscono in lei una protettrice speciale nelle vicende del distacco e della migrazione. La sua figura è invocata come patrona degli orfani, dei migranti e di ogni categoria di bisognosi, poiché ella ha saputo tradurre il Vangelo in gesti concreti di prossimità verso chiunque fosse privo di una dimora o di protezione. La sua canonizzazione, celebrata come beatificazione il 25 ottobre 2014 da Papa Francesco, ha sancito ufficialmente il valore della sua testimonianza per la Chiesa universale.
La memoria di Assunta Marchetti è celebrata con particolare intensità il primo giorno di luglio, data in cui i fedeli ricordano il modello di santità missionaria che ella ha incarnato. La sua vita invita a riflettere sulla bellezza dell'abbandono fiducioso al Signore, capace di trasformare le prove più dure in occasioni di crescita spirituale e di servizio. Ella rimane un faro per le consacrate e per tutti i cristiani che desiderano porre la propria esistenza al servizio degli ultimi, ricordando che la missione non è altro che la forma più pura dell'amore cristiano, capace di varcare ogni confine geografico per raggiungere il cuore ferito dell'umanità.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Assunta Marchetti?
La ricorrenza della Beata Assunta Marchetti si celebra il primo luglio.
Quali sono i titoli tradizionali attribuiti alla Beata Assunta Marchetti?
La tradizione le attribuisce i titoli di conforto dei migranti, madre degli orfani e sollievo dei bisognosi.