17 aprile
Beata Chiara Gambacorti
Domenicana
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
La santa nasce nel potente casato mercantile dei Gambacorti o Gambacorta, inserito nel contesto del quattordicesimo secolo quando la famiglia diventa per due volte signore di Pisa, ma subisce anche la perdita della signoria per due volte, con alcuni membri che perdono la vita durante le vicende politiche e altri che vengono banditi da Pisa per anni. Il padre di Tora è Pietro Gambacorti. Il nome originario della santa potrebbe essere Teodora oppure Vittoria, sebbene la santa sia universalmente chiamata Tora. Tora nasce nel 1362, forse a Firenze, sebbene non vi sia certezza assoluta sul luogo in cui si trovava la famiglia alla nascita di Tora e non vi sia certezza sul fatto che la famiglia fosse già ritornata a Pisa nel 1362. Nel 1369 Pietro Gambacorti si sarebbe impadronito del potere a Pisa. Fin da bambina Tora viene inclusa nei progetti politici e finanziari del padre. Nel 1374 il padre dà Tora in sposa a Simone Massa, giovane di famiglia importante, e al momento del matrimonio nel 1374 Tora ha dodici anni. Simone Massa muore tre anni dopo il matrimonio. A quindici anni Tora rimane vedova in casa Gambacorti. Tora si nega risolutamente a ogni altro disegno matrimoniale ideato dal padre e vuole scegliere il proprio futuro seguendo i consigli di Caterina da Siena. Tora incontra Caterina da Siena a Pisa nella primavera e nell'autunno del 1375. Dopo la morte del marito Tora riceve lettere da Caterina da Siena. Le lettere di Caterina spingono Tora a farsi suora. Le lettere di Caterina contengono suggerimenti pratici di comportamento quotidiano come religiosa e Caterina esorta Tora a non perdere tempo ma a esercitarlo con l'orazione, la lettura o il lavoro manuale per evitare l'ozio. Spinta da Caterina, Tora decide di ritirarsi presso le monache Clarisse pur non essendo ancora una di loro. Tora non diventa una monarca Chiara perché la famiglia reagisce duramente all'iniziativa. I fratelli di Tora la portano via con la forza dal monastero delle Clarisse. Tora viene tenuta per alcuni mesi in una sorta di prigionia domestica. La prigionia domestica non serve a fare cambiare idea a Tora. I familiari si rassegnano a vederla entrare nel monastero domenicano di Santa Croce. Nel monastero di Santa Croce Tora veste l'abito religioso e nel monastero Tora prende il nome di suor Chiara.
Il contesto storico e la maturità spirituale
Papa Gregorio XI lascia Avignone per ritornare stabilmente a Roma nel gennaio del 1377. Il trasferimento del papa avviene su insistenza di Caterina da Siena. Pietro Gambacorti, padrone di Pisa, accoglie solennemente il papa durante la sosta a Livorno. Pietro Gambacorti fa costruire a Pisa un nuovo monastero per la figlia dedicato a san Domenico. Pietro Gambacorti vorrebbe ricevere un'altra volta Caterina da Siena in città. Caterina non può accettare l'invito perché è ammalata. Caterina scrive a Pietro Gambacorti parole di gratitudine e avvisa il signore di Pisa che è tempo per lui di correggere la propria vita e i propri comportamenti. Caterina esorta Pietro a non indugiare poiché il tempo è breve e la morte si improvvisa. Caterina da Siena muore nel 1380. Nel 1392 avviene a Pisa un'altra congiura contro i Gambacorti appoggiata dai Visconti di Milano. Pietro Gambacorti viene assassinato insieme ai figli Benedetto e Lorenzo durante la congiura del 1392. Suor Chiara diventa madre abbadessa nel suo monastero. La beata Chiara Gambacorti fonda a Pisa il primo monastero domenicano di stretta osservanza. Chiara fa della sua comunità domenicana un centro di diffusione del movimento riformatore nell'Ordine. Chiara utilizza i beni dei Gambacorti per fare del monastero un centro di accoglienza per ogni sorta di poveri. Chiara governa le consorelle con prudenza e carità.
Il perdono e il transito
Un giorno la moglie e le figlie dell'assassino del padre e dei fratelli battono alla porta di Chiara. Da quel momento il monastero di Chiara diventa anche la casa della famiglia dell'assassino. Chiara perdona gli assassini del padre e dei fratelli. Per le sue monache Chiara è già considerata santa da viva. Nel giorno della morte di Chiara, invece del Requiem, le monache intonano il Gloria. Chiara nasce a Firenze (?) nel 1362 e muore a Pisa il 17 aprile 1420. Il corpo di Chiara si trova ancora nel suo monastero. Nel 1830 papa Pio VIII conferma il culto di Chiara come beata.
Il cammino di fede
Il percorso terreno della Beata Chiara Gambacorti si snoda tra le città di Firenze e Pisa, luoghi che hanno visto maturare una vocazione nata nel silenzio di una sofferenza precoce. Dopo la morte del marito, avvenuta quando lei aveva solo quindici anni, Chiara sentì il richiamo verso una vita interamente consacrata al Signore. Entrata nell'ordine domenicano, scelse di dedicare ogni sua energia alla preghiera e alla costruzione di un presidio di fede. La sua opera più significativa fu la fondazione del monastero di San Domenico a Pisa, un luogo destinato a diventare un punto di riferimento spirituale per la comunità cittadina.
Tuttavia, il gesto che più di ogni altro definisce la statura morale della Beata Chiara è la sua capacità di perdonare coloro che avevano ucciso il padre e i fratelli. In un contesto storico spesso dominato da faide e violenze, Chiara scelse la via del Vangelo, opponendo alla logica della vendetta la forza disarmante del perdono. Questo atto non fu solo una scelta personale, ma un segno profetico di riconciliazione che ancora oggi viene ricordato come una delle espressioni più alte della sua vita. La sua esistenza si concluse a Pisa nel 1420, lasciando dietro di sé una scia di santità che la Chiesa ha solennemente riconosciuto nel 1830, quando Papa Pio ottavo la elevò agli onori degli altari. La sua vita ci insegna che il dolore, se offerto con fede, può trasformarsi in un fecondo strumento di pace e di amore universale.
Il ricordo e il culto
La memoria della Beata Chiara Gambacorti è profondamente radicata nella città di Pisa, che la venera come una delle sue figure protettrici più care. Il suo culto, approvato ufficialmente dalla Chiesa nel corso del diciannovesimo secolo, continua a richiamare i fedeli verso l'esempio di una donna che seppe coniugare la vita contemplativa con una carità concreta e coraggiosa. La celebrazione liturgica, fissata per il giorno diciassette aprile, costituisce un momento di riflessione per tutta la comunità, invitando i cristiani a riscoprire il valore del perdono come fondamento della vita comunitaria e personale.
Nel corso dei secoli, il ricordo della Beata Chiara non si è affievolito, superando i confini del tempo grazie alla testimonianza di colei che scelse di farsi ancella del Signore. Il suo esempio, protetto dalla tradizione domenicana, rimane vivo nelle preghiere di chi cerca conforto nelle difficoltà e ispirazione nel cammino di fede. La Chiesa, nel celebrare la sua memoria, invita a guardare a lei come a un modello di perseveranza, capace di mantenere lo sguardo fisso su Dio nonostante le ferite inferte dalla storia umana.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Chiara Gambacorti?
La memoria liturgica della Beata Chiara Gambacorti si celebra il 17 aprile.
A Pisa, beata Chiara Gambacorti, che, ancora giovane, rimasta vedova del marito, su esortazione di santa Caterina da Siena, fondò qui il primo monastero domenicano di stretta osservanza e, perdonati gli assassini del padre e dei suoi fratelli, governò le consorelle con prudenza e carità. — Martirologio Romano