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31 luglio

Beata Gabriella di San Giovanni della Croce (Francisca Pons Sardá)

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Francisca Pons Sardà nacque a Espluga de Francoli, in provincia di Tarragona, il diciotto luglio 1880, primogenita di José Pons e Antonia Sardà. Il giorno stesso della nascita ricevette il sacramento del battesimo, che segnò l'inizio del suo cammino di fede. Fin da piccola sviluppò un carattere forte, focoso e determinato. Una chiara testimonianza di questa indole coraggiosa si manifestò all'età di quindici anni, quando diede alle fiamme i libri antireligiosi di un vicino di casa, senza mostrare alcuna paura della reazione del proprietario. Negli anni della giovinezza coltivò un carattere allegro e amava la compagnia e i divertimenti, tratti che indussero inizialmente suo padre a dubitare della sua tenuta spirituale. Quando la giovane decise di abbracciare la vita consacrata, suo padre fu convinto che non avrebbe resistito alla clausura e alla disciplina conventuale. Nonostante le perplessità familiari, Francisca entrò nel noviziato delle Carmelitane Missionarie il cinque maggio 1907, all'età di ventisei anni. Il sei ottobre 1908 emise i primi voti religiosi, per poi pronunciare i voti perpetui il diciassette ottobre 1913, assumendo il nome religioso di suor Gabriella di San Giovanni della Croce. Nel corso dei decenni successivi, la famiglia cercò più volte di riportarla a casa durante i momenti di grave pericolo sociale e politico. Suo padre le mandò a dire di rientrare nel 1909, durante i drammatici eventi della Settimana tragica di Barcellona. Successivamente, il padre la invitò nuovamente a lasciare il convento in occasione dei disordini legati alla proclamazione della seconda repubblica spagnola. Un ulteriore appello le fu rivolto dal padre all'inizio della guerra civile nel 1936. Suor Gabriella respinse sempre i messaggeri inviati dalla famiglia, rifiutando con fermezza di abbandonare la sua comunità prima della fine della bufera. Sosteneva con convinzione che sarebbe stata l'ultima ad abbandonare il convento in caso di incendio, manifestando la chiara disposizione a dare la vita confidando nella grazia di Dio per affrontare l'eventuale martirio.

Il servizio caritatevole e gli ultimi giorni

Durante la sua vita religiosa, suor Gabriella trascrisse il suo cammino di fede nello svolgimento di lavori umili e nella cura del prossimo bisognoso. Prestò servizio presso l'ospedale di Tàrrega, lavorò nell'ospizio per ciechi di Santa Lucia a Barcellona, operò a Santa Coloma de Queralt, prestò la sua opera presso il Seminario diocesano di Barcellona e lavorò anche a Las Corts. Fu inoltre inviata per alcuni anni in missione in Argentina, portando il carisma della congregazione oltre i confini nazionali. La sua ultima destinazione fu la Casa madre della congregazione situata nel quartiere di Gracia a Barcellona. Per alcuni mesi diede il cambio nell'accudire un malato a Pedralbes, operando insieme alla consorella suor Daniela di San Barnaba, il cui nome anagrafico era Vicenta Achurra Gogenola. Le due suore compivano il tragitto dal lunedì al sabato viaggiando in tram, incuranti del clima di crescente tensione e del pericolo sopraggiunto dopo lo scoppio della guerra civile spagnola, avvenuto il diciotto luglio 1936. Il trenta luglio, la famiglia del malato assistito dalle religiose invitò le due suore a non fare ritorno al convento di Gracia, giudicando il viaggio troppo rischioso a causa delle pattuglie armate che pattugliavano la città. Suor Gabriella telefonò allora a sua nipote, la quale prestava servizio nella farmacia dei signori Boqué. I signori Boqué offrirono prontamente un nascondiglio sicuro alle due religiose all'interno del loro appartamento, contiguo ai locali della farmacia. Le suore si diressero verso il rifugio travestite alla meglio, ma il loro contegno e il portamento rendevano palese la loro identità di consacrate. A pochi passi dalla farmacia furono intercettate e fermate da una pattuglia di miliziani armati. La portinaia di casa Boqué fu testimone oculare della loro cattura, degli insulti subiti dalle religiose e del momento drammatico in cui furono spinte a forza su un camioncino. Il signor Boqué tentò disperatamente di salvare la situazione facendo inseguire il mezzo da un dipendente della farmacia, ma il tentativo non ebbe alcun successo. Le suore furono condotte fuori città e fucilate lungo la strada de La Rabassada. Suor Daniela aveva quarantasei anni di età e venti di vita religiosa, mentre suor Gabriella aveva dieci anni in più della consorella e ventotto anni di professione religiosa. Il primo agosto successivo furono raccolti i cadaveri di suor Daniela, di suor Gabriella e di altre due suore della stessa congregazione giunte da Vilarrodona. Le altre due religiose uccise nello stesso luogo furono suor Speranza della Croce e suor Maria Rifugio di Sant'Angelo. Dopo essere stati sottoposti ad autopsia, i quattro corpi furono sepolti in una fossa comune.

Il processo di beatificazione

Il sacrificio delle quattro Carmelitane Missionarie fu inserito all'interno di una vasta causa di beatificazione che comprendeva sessantaquattro presunti martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il gruppo complessivo comprendeva quarantaquattro Fratelli delle Scuole Cristiane, quattordici Carmelitani Scalzi, una Suora Carmelitana della Carità e un seminarista. Il processo unitario ottenne la regolare autorizzazione da parte della Sacra Congregazione dei Riti, dando il via a un rigoroso accertamento storico e testimoniale. Le sessioni del processo diocesano si celebrarono in modo approfondito dal tredici novembre 1952 al sette giugno 1959. L'inchiesta diocesana ricevette la convalida ufficiale il diciotto ottobre 1991. Successivamente venne composta la Positio super martyrio, un'ampia documentazione che fu esaminata ed approvata positivamente dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Il ventidue giugno 2004 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva formalmente il martirio delle quattro suore carmelitane. Il percorso si concluse solennemente con il rito di beatificazione dei sessantaquattro martiri, celebrato a Roma il ventotto ottobre 2007. La celebrazione comprese complessivamente quattrocentonovantotto religiosi e laici che avevano offerto la vita come vittime della persecuzione durante la guerra civile spagnola, suggellando per sempre la memoria della Beata Gabriella di San Giovanni della Croce nella comunione dei santi.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Gabriella di San Giovanni della Croce?

La sua memoria liturgica si celebra il trentuno luglio, unita al ricordo dei martiri della persecuzione religiosa in Spagna.