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2 luglio

Beata Giuliana Kim Yeon-i

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e l'apostolato

La vita della Beata Giuliana Kim Yeon-i si svolse in un contesto di grande fervore missionario e di crescenti difficoltà per la Chiesa nascente in Corea. Partendo da umili origini, la sua adesione al Vangelo divenne presto totalizzante grazie all'incontro con Agata Han sin-ae e al battesimo amministrato da padre Giacomo Zhou Wen-mo nella casa di Colomba Kang Wan-suk. La sua preparazione dottrinale crebbe attraverso lo studio assiduo del catechismo e la frequenza costante della Messa, elementi che nutrirono la sua notorietà tra i credenti. La sua missione non si limitò ai contesti ordinari, ma raggiunse gli ambienti della nobiltà nello Yangjegung, la residenza delle dame di corte a riposo e dei membri della dinastia reale. In quel luogo, grazie alle amicizie coltivate con Maria Song, Maria Sin e Susanna Kang Gyeong-bok, Giuliana propiziò la partecipazione alle liturgie eucaristiche e aprì la via di corte a sua figlia, testimoniando la fede con perseveranza e audacia.

La persecuzione e il martirio

Nel dicembre del 1800 si scatenò una nuova persecuzione anticristiana che pose i fedeli di fronte a prove gravissime. Su istanza di Colomba Kang, la Beata Giuliana offrì rifugio nella propria dimora a Simone Kim Gye-wan, chierichetto di padre Giacomo. Successivamente, nel 1801, la corte emise un editto di persecuzione ufficiale che spinse anche Alessio Hwang Sa-yeong a cercare riparo nella sua casa, esponendo Giuliana a un pericolo mortale. Arrestata e condotta inizialmente presso la centrale di polizia di Seul, fu poi trasferita sotto la giurisdizione del Ministero della Giustizia. Sottoposta a reiterate torture, mantenne il silenzio per non rivelare informazioni sui compagni di fede e, nonostante il progressivo deperimento fisico, mostrò un saldo rafforzamento della propria fede. Dichiarò fermamente di non pentirsi dell'adesione al cattolicesimo, persino a costo di morire diecimila volte.

La condanna e la memoria

La sentenza di condanna emessa dalle autorità definiva la Beata Giuliana una datata intermediaria del cattolicesimo che aveva sedotto e fuorviato numerose persone, menzionando esplicitamente il suo battesimo ricevuto da Zhou Wen-mo con il sostegno di Colomba Kang Wan-suk. Il documento giudiziario attestava inoltre la sua predicazione cattolica durante le visite allo Yangjegung e le imputava il crimine di aver nascosto dei ricercati, favorendo la fuga di Hwang Sa-yeong, considerato un leader del cattolicesimo. La corte concluse che i suoi reati meritavano la morte diecimila volte e la condannò alla pena capitale insieme a Colomba Kang, Ignazio Choe In-cheol, Matteo Kim Hyeon-u, Susanna Kang Gyeong-bok, Viviana Mun Yeong-in, Antonio Yi Hyeon e Agata Han Sin-ae. Condotta nei pressi della Piccola Porta Occidentale di Seul, fu giustiziata mediante decapitazione il 2 luglio 1801, corrispondente al ventiduesimo giorno del quinto mese lunare, suggellando la propria esistenza terrena all'età di trentanove anni.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Giuliana Kim Yeon-i?

La sua memoria liturgica si celebra il 2 luglio, giorno del suo martirio avvenuto nel 1801.