28 maggio
Beata Margherita Pole
Madre di famiglia, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza a corte
Margherita nacque a Somerset, in Inghilterra, il 14 agosto 1473, figlia del duca di Clarence e nipote dei re d'Inghilterra Edoardo IV e Riccardo III. I genitori di Margherita morirono entrambi quando lei aveva pochi anni, lasciandola orfana in tenera età. Nonostante questo precoce dolore, la fanciulla crebbe a corte insieme ai figli di Edoardo IV, ricevendo un'educazione consona al suo alto lignaggio. Seguendo l'uso dell'epoca, Margherita si sposò all'età di diciotto anni, unendo il proprio destino a quello di Sir Reginaldo Pole del Buckinghamshire. Il matrimonio fu fecondo e sereno, ma la provvidenza la mise alla prova quando il marito morì dodici anni dopo le nozze, lasciandola vedova con cinque figli da allevare da sola. In seguito alla perdita del consorte, Margherita si trovò in notevoli difficoltà economiche, essendo stata spogliata di proprietà e titoli nobiliari.
Il favore regale e l'educazione della principessa Maria
La situazione della nobile vedova mutò radicalmente quando Enrico VIII salì al trono nel 1509. Il sovrano nutriva una profonda stima per lei, al punto da considerarla la donna più santa d'Inghilterra per le sue doti di sposa, madre, vedova, unite a una straordinaria devozione e pietà. Per testimoniare tale rispetto, Enrico VIII fece restituire a Margherita tutti i beni confiscati e la reintegrò in tutti i diritti della sua famiglia, nominandola inoltre contessa di Salisbury. La fiducia del re giunse al culmine quando le affidò l'educazione della propria figlia, la principessa Maria. In questo delicato compito, Margherita si dimostrò donna di grande integrità, non mostrando alcuna sudditanza psicologica verso il monarca.
Il conflitto con Enrico VIII e la prigionia
I rapporti con la corte si ruppero quando Margherita disapprovò in modo deciso e pubblico il matrimonio del re con Anna Bolena dopo il divorzio dalla prima moglie. A causa di questa coraggiosa disapprovazione, Enrico VIII la esonerò dall'incarico di governante della principessa Maria e la costrinse a lasciare la corte. Sebbene sia stata riammessa dopo la caduta di Anna Bolena, i rapporti rimasero definitivamente compromessi. La situazione precipitò quando suo figlio Reginaldo scrisse un'opera a favore dell'unità della Chiesa e contro la supremazia del re. Enrico VIII fu infastidito e contrariato dallo scritto al punto da meditare di sbarazzarsi dell'intera famiglia. Falsi testimoni accusarono la contessa di cospirazione, sottoponendola a un estenuante interrogatorio della durata di un'intera giornata. Grazie alla sua abilità intellettuale, alla sua dignità e alla sua levatura morale, Margherita tenne testa ai suoi accusatori. Ciononostante, fu imprigionata nella torre per quasi due anni, pur in assenza di imputazioni reali e sulla base di sole calunnie, patendo il freddo e la fame durante la lunga detenzione.
Il martirio e la beatificazione
Nessun tribunale si sentì di giudicare e condannare la contessa, per cui si scelse di non processarla, privandola di ogni possibilità di difesa. Margherita fu così condannata a morte mediante decapitazione senza processo, divenendo madre di famiglia e martire sotto il regno di Enrico VIII. La sentenza fu eseguita il 28 maggio 1541 a Londra, in Inghilterra, all'interno del carcere della Torre. Il boia incaricato dell'esecuzione fu maldestro, sbagliò mira e prolungò la sofferenza della condannata, che affrontò la fine con cristiana fortezza. Numerosi nobili, ecclesiastici e funzionari della corte di Enrico VIII d'Inghilterra furono decapitati per essersi opposti al suo divorzio e allo strappo dalla Chiesa di Roma, e la morte di alcuni di questi oppositori fu riconosciuta come autentico martirio, portando alla loro elevazione agli altari. Tra essi, Papa Leone XIII proclamò beata Margherita Pole il 2 febbraio 1886.
La vita
La vita di Margherita Pole si svolse in un arco temporale segnato da profondi mutamenti politici e religiosi. Nata nel Somerset, ella visse con consapevolezza il proprio ruolo all'interno della corte inglese, distinguendosi per la cura profusa nell'educazione della principessa Maria Tudor. Il suo legame con la famiglia reale, inizialmente segnato da stima e riconoscimenti, si incrinò irrimediabilmente quando le scelte del monarca Enrico ottavo entrarono in conflitto con la dottrina della Chiesa. La contessa di Salisbury non esitò a manifestare la propria contrarietà al divorzio del re, una posizione che la pose in rotta di collisione con il potere costituito.
Questa opposizione pubblica segnò l'inizio del suo calvario. Arrestata e rinchiusa nella Torre di Londra, Margherita Pole affrontò due anni di detenzione, mantenendo intatta la propria dignità di donna e di cristiana. La sua fine giunse nel 1541, quando fu sottoposta alla pena capitale della decapitazione senza che fosse celebrato alcun regolare processo. Il suo sacrificio non fu solo un atto di resistenza civile, ma una testimonianza di fede vissuta fino all'ultimo respiro. La sua storia, che si conclude a Londra, continua a parlare alla coscienza dei fedeli come esempio di coraggio di fronte alle ingiustizie del potere, ricordandoci che la fedeltà alle proprie convinzioni morali è un bene superiore da custodire con ogni mezzo.
Il culto
Il riconoscimento formale della santità di Margherita Pole giunse nel 1886, quando Papa Leone tredicesimo la elevò agli onori degli altari, confermando la venerazione che circondava il suo nome. La Chiesa la ricorda come martire, onorando il sangue versato per la difesa dei valori cristiani in un tempo di persecuzione. La sua memoria liturgica, fissata al ventotto maggio, invita i fedeli a riflettere sulla forza silenziosa di una donna che, pur occupando posizioni di rilievo sociale, ha saputo porre il primato di Dio al di sopra di ogni lusinga terrena o timore umano.
Il culto della Beata Margherita è oggi vivo nella preghiera di quanti cercano in lei un'intercessione per la stabilità delle famiglie e per la libertà di coscienza. La sua figura non è soltanto un reperto di storia passata, ma una presenza che incoraggia a vivere la fede con sobrietà e fermezza. Celebrare la sua ricorrenza significa rinnovare l'impegno a non piegarsi di fronte alle pressioni del mondo, cercando sempre la luce della verità e la pace che nasce dalla fedeltà al Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Margherita Pole?
La memoria liturgica della Beata Margherita Pole si celebra il 28 maggio, giorno anniversario del suo martirio.
A Londra in Inghilterra, beata Margherita Pole, madre di famiglia e martire, che, contessa di Salisbury e madre del cardinale Reginaldo, fu decapitata nel carcere della Torre sotto il re Enrico VIII, del quale aveva disapprovato il divorzio, trovando così riposo nella pace di Cristo. — Martirologio Romano