31 luglio
Beata Maria Ausilio (Margarita Josefa) Noguera Manubens
Vergine e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza in Catalogna
Il soggetto è nato a Manresa in Spagna il 3 luglio 1870, precisamente in provincia di Barcellona e diocesi di Vic. Josefa Noguera Manubens nacque in questa terra laboriosa il 3 luglio 1870, quarta di cinque figli all'interno di una famiglia unita e radicata nel territorio. Suo padre era Jorge Noguera, di professione fabbricante di espadrillas, mentre sua madre rispondeva al nome di Antonia Manudens. I genitori gestivano anche la panetteria della cittadina, garantendo alla famiglia il sostentamento attraverso il lavoro quotidiano e la dedizione. La neonata fu battezzata il 4 luglio 1870 con i nomi di Margarita Josefa Carolina, ricevendo successivamente la Cresima il 25 ottobre dello stesso anno. Gli anni della giovinezza trascorsero in questo contesto familiare e cittadino, preparandola al disegno di consacrazione che avrebbe presto accolto.
La chiamata alla vita religiosa tra le Cappuccine
Il percorso vocazionale di Margarita Josefa trovò il consenso paterno nel 1896, quando suo padre, alla presenza di due testimoni, si presentò al proprio parroco e dichiarò il proprio consenso affinché lei entrasse nell'Istituto delle Terziarie Cappuccine della Madre del Divin Pastore. L'istituto è noto anche come Suore Cappuccine della Madre del Divin Pastore. Il 16 settembre dello stesso anno si trovava a Sants, sede del noviziato, dopo aver scritto al vescovo di Barcellona per chiedere il permesso di entrare in convento. Qui compié i sei mesi di postulandato previsti dalle Costituzioni. L'8 marzo 1897 cambiò gli abiti secolari con quelli religiosi. Il 12 aprile 1898 compì la professione temporanea assumendo il nome di suor Maria Ausilio. Successivamente, il 13 luglio 1903, professò i voti perpetui, confermando la sua totale dedizione al Signore. Condivideva pienamente gli insegnamenti del padre fondatore, il cappuccino padre Giuseppe da Igualada, al secolo José Tous y Soler, beatificato nel 2010.
L'apostolato educativo e la letizia francescana
Nel marzo 1935 suor Maria Ausilio faceva parte della comunità di Premià de Mar, dove svolgeva la sua missione con dedizione generosa. Visse intensamente la virtù della povertà, scegliendo la semplicità in ogni aspetto della sua esistenza quotidiana. Trasmetteva alle sue allieve istruzioni pedagogiche anziché beni materiali, preoccupandosi della loro crescita spirituale e umana. Voleva sinceramente bene a ciascuna delle sue allieve, comprese quelle che non potevano pagare la retta della scuola, dimostrando un'attenzione particolare verso i più deboli. L'affetto era ricambiato ed era capace di ispirare fiducia e di accompagnare le allieve nel loro percorso di studio con pazienza. La letizia francescana era un suo tratto caratteristico, vissuta a contatto con le allieve più grandi affidate a lei e con le altre suore. Aveva uno spiccato spirito di preghiera e devozione mariana. Ogni giorno recitava il Rosario insieme alle bambine e preparava le bambine a vivere al meglio il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna.
La persecuzione e l'abbandono del convento
Pochi giorni dopo lo scoppio della guerra civile spagnola, il 20 luglio, le suore abbandonarono la casa di Premià. Furono accolte in case di famiglie amiche che accettarono il rischio di essere catturate e uccise pur di offrire riparo alle religiose. Un gruppo di suore si recò in casa del cappellano della comunità, don Martí. La superiora e un'altra suora furono le ultime a lasciare il convento per assicurarsi che tutto fosse in ordine. Quando la maggior parte delle suore si radunò in casa del cappellano, iniziarono perquisizioni e interrogatori individuali da parte dei miliziani. Il capo dei miliziani, dopo aver interpellato tutte, mandò una suora a comprare i biglietti ferroviari per uscire dalla città. All'alba, a piccoli gruppi, le religiose si diressero alla stazione ferroviaria Estación de Francia. Molte suore furono arrestate e condotte in una checa, prigione improvvisata e non autorizzata.
Il martirio sul ponte
Suor Maria Ausilio proseguì il viaggio verso Manresa per essere accolta dai parenti. Era in compagnia della consorella suor Andrea Solans Ballesté, al secolo Ramona. Arrivate alla stazione della metropolitana di La Torrassa, vennero fermate da altri miliziani. Dichiararono subito la propria identità, il loro stato di religiose e la provenienza da Premià de Mar. Furono condotte in un luogo isolato nei pressi di un ponte che univa i quartieri di Santa Eulalia e La Torrassa. Lungo il tragitto invocarono ripetutamente il Sacro Cuore di Gesù. Con le armi rivolte contro di loro, esclamarono: «Sacro Cuore di Gesù, confido in te!» I fatti avvennero il 31 luglio 1936. Il soggetto è morto a Hospitalet de Llobregat in Spagna il 31 luglio 1936. Il cadavere fu riconosciuto grazie agli effetti personali di suor Maria Ausilio. Un elemento determinante per il riconoscimento fu un fazzoletto con il numero 170, la cifra progressiva che la segnalava nell'Istituto.
Il cammino della causa di beatificazione
Suor Maria Ausilio e suor Andrea sono state inserite nella causa di beatificazione e canonizzazione insieme alla consorella suor Patrocinio Vilanova Alsina della comunità di Sarrià. La causa è volta ad accertare il martirio di tredici candidati agli altari morti nella medesima persecuzione e vissuti nella diocesi di Barcellona. A capo del gruppo dei candidati è stato posto padre Teodoro Illera del Olmo, superiore della comunità di Sant Feliu de Llobregat della Congregazione di San Pietro in Vincoli. Il nulla osta per l'avvio della causa risale all'8 marzo 2006. Il 26 ottobre dello stesso anno fu emesso il nulla osta per tre laici che avevano ospitato e aiutato alcuni religiosi della Congregazione di San Pietro in Vincoli, inclusi nella causa. Il processo diocesano per padre Teodoro Illera del Olmo e quindici compagni fu aperto a Barcellona il 25 gennaio 2007 e si concluse il 26 novembre 2010. Il decreto di convalida degli atti dell'inchiesta porta la data del 27 giugno 2012.
La promulgazione del decreto e la beatificazione
La Positio super martyrio è stata trasmessa nel 2016 ed è stata esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. La Positio è stata successivamente esaminata dai cardinali e dai vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 18 dicembre 2017 papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. In tale udienza papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sui sedici Servi di Dio martiri. Tra i sedici Servi di Dio erano incluse tre Cappuccine della Madre del Divin Pastore. La beatificazione dei martiri è stata celebrata nella basilica della Sagrada Familia di Barcellona il 10 novembre 2018. Il rito di beatificazione è stato presieduto dal cardinal Giovanni Angelo Becciu in qualità di inviato del Santo Padre. Il cardinal Giovanni Angelo Becciu è il successore del cardinal Amato come Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Il cammino di fede
Il percorso terreno di Margarita Josefa Noguera Manubens ha avuto inizio nella città di Manresa nel 1870. Fin dalla giovinezza, il suo cuore ha cercato il Signore nel silenzio e nella dedizione, trovando la sua piena espressione nell'ingresso tra le Terziarie Cappuccine nel 1896. Questo passo fondamentale ha segnato l'inizio di una vita spesa nell'obbedienza e nel servizio, culminata nel 1903 con la professione dei voti perpetui. Durante il suo ministero, la religiosa ha portato la luce del Vangelo in diversi luoghi, tra cui Manresa, Sants, Premià de Mar e Barcellona, incarnando lo spirito di povertà e di carità tipico del suo ordine. La sua vita si è svolta nel solco di una quotidianità umile, vissuta nella preghiera e nel lavoro instancabile, fino a quando le vicende drammatiche del ventesimo secolo hanno travolto la nazione spagnola. In quel tempo di prova, la Beata Maria Ausilio ha mantenuto intatta la sua dedizione, senza mai rinnegare la propria appartenenza a Cristo, nonostante le crescenti difficoltà e i pericoli che minacciavano la vita delle persone consacrate.
La testimonianza del martirio
Nell'estate del 1936, la violenza della guerra civile spagnola ha raggiunto la vita della Beata Maria Ausilio. In un clima di crescente ostilità verso la fede cristiana, la religiosa è stata arrestata dai miliziani, che vedevano nella sua consacrazione un segno di opposizione ai loro ideali. Nonostante la minaccia imminente, ella ha perseverato nella sua testimonianza, affrontando le sofferenze dell'arresto con la serenità di chi ha già affidato il proprio destino alle mani di Dio. Il 31 luglio 1936, a Hospitalet de Llobregat, la sua vita è stata spezzata in odio alla fede, sigillando in modo cruento ma glorioso il suo impegno terreno. La Chiesa, riconoscendo la santità di questo sacrificio, ha elevato Margarita Josefa Noguera Manubens agli onori degli altari. La beatificazione, avvenuta il 10 novembre 2018 per mano di Papa Francesco, ha confermato il valore eterno della sua offerta, proponendola come modello di fortezza per tutti i cristiani che, in ogni epoca, sono chiamati a testimoniare la verità del Vangelo con la propria vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria Ausilio?
La memoria liturgica dei beati ricorre il 6 novembre, data in cui tutte le diocesi spagnole ricordano i Martiri del ventesimo secolo.