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12 luglio

Beata Maria di Sant’Enrico (Margherita Eleonora de Justamond)

Vergine cistercense, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la vocazione monastica

Margherita Eleonora nacque a Bollène il 12 gennaio 1746, figlia del nobile Jean Pierre e di Francoise Thérèse de Faure. La sua famiglia apparteneva al ceto più in vista della zona, avendo dato alla luce magistrati e funzionari, e si distingueva per essere una delle più profondamente cristiane della regione. Tale fervore spirituale fruttò numerose vocazioni all'interno del nucleo familiare, poiché una zia di Margherita era monaca orsolina a Pont-Saint-Esprit, una sorella era orsolina a Pernes e un'altra sorella era monaca cistercense nel monastero di Santa Caterina ad Avignone. Nel corso del 1764 la giovane Marguerite seguì la medesima chiamata ed entrò proprio nel monastero di Santa Caterina ad Avignone, una struttura eretta nel 1264 che vantava una storia antica e di grande prestigio spirituale. Varcando la soglia del noviziato, assunse il nome religioso di suor Marie de Saint Henri. Il 12 gennaio 1766 ella emise la professione solenne nelle mani della badessa Madre Thérèse di Saint Benoit de Rilli. Anni dopo, nel 1773, la religiosa assistette con gioia alla professione della sorella Madaleine Francoise, giunta nello stesso monastero per condividere la medesima scelta di consacrazione.

La persecuzione rivoluzionaria e il martirio

Alla fine del 1790 la clausura del monastero fu violentemente violata dai rivoluzionari, costringendo le sorelle Justamond a ritirarsi temporaneamente al paese natale. In seguito, le religiose raggiunsero le altre consorelle che erano state ingiustamente cacciate dalle loro case, ricostituendosi coraggiosamente in comunità nonostante i severi divieti imposti dal nuovo regime. Tutte le religiose di questa comunità ricompattata furono infine arrestate il 2 maggio 1794. Durante il processo, Marguerite fu presentata ai giudici come una donna di circa quarantasette anni, ex nobile, nata a Bollène e residente nell'ex monastero di Santa Caterina in Avignone. Ella fu iniquamente condannata come controrivoluzionaria per aver manifestato idee monarchiche. Pur provenendo da una nobile e agiata famiglia, non volle accettare alcun privilegio sul patibolo quando giunse l'ora suprema. Né le persecuzioni, né le difficoltà materiali, né il timoroso impatto della morte intaccarono minimamente la sua costanza e la sua fedeltà alla fede e alla professione monastica. Salì sul patibolo la sera stessa della condanna, affrontando la morte sulla ghigliottina all'età di quarantotto anni e sei mesi, il 12 luglio 1794 a Orange.

Il contesto delle vittime di Orange e la beatificazione

Nel mese di messidoro del 1794 ad Orange si verificarono eventi luttuosi che fecero complessivamente trecentotrentadue vittime innocenti. Tra le vittime di Orange vi furono trentadue religiose e trentasei sacerdoti, tutti barbaramente ghigliottinati per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Le trentadue religiose vittime comprendevano specificamente sedici Orsoline, tredici Sacramentine, due Cistercensi e una Benedettina. Il cammino verso il riconoscimento ufficiale di questo sacrificio iniziò il 21 agosto 1905, quando si insediò ad Avignone il Tribunale per il processo di beatificazione delle trentadue religiose. Successivamente, il 4 dicembre 1906 i documenti del processo informativo furono inviati ad Orange alla Congregazione dei Riti. Il cammino canonico proseguì il 6 giugno 1916 con il parere favorevole emesso dalla Congregazione per l'introduzione della causa. Il 14 giugno papa Benedetto XV ordinò l'apertura del processo apostolico per stabilire con certezza la sussistenza del martirio. Il percorso si concluse il 10 maggio 1925, quando papa Pio XI riconobbe beate le trentadue martiri di Orange con il decreto Adolevi. Lo stesso pontefice fissò la celebrazione della memoria delle martiri al giorno nove del mese di luglio. Il martirologio ricorda a Orange in Provenza le beate Rosa di San Saverio Tallien, Marta dell'Angelo Buono Cluse, Maria di Sant'Enrico de Justamond e Giovanna Maria di San Bernardo di Romillon come insigni vergini e martiri della rivoluzione francese.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Maria di Sant'Enrico?

La sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, mentre le date estreme della sua vita terrena segnano la nascita il 12 gennaio 1746 e il martirio il 12 luglio 1794.

A Orange nella Provenza in Francia, beate Rosa di San Saverio (Maddalena Teresa) Tallien, Marta dell’Angelo Buono (Maria) Cluse, Maria di Sant’Enrico (Margherita Eleonora) de Justamond e Giovanna Maria di San Bernardo di Romillon, vergini e martiri, che conseguirono la palma del martirio durante la rivoluzione francese. — Martirologio Romano