26 luglio
Beata Maria Pierina (Giuseppa Maria) De Micheli
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la chiamata
Giuseppina De Micheli nacque a Milano l'undici settembre 1890 in una famiglia profondamente religiosa, che avrebbe generato molteplici vocazioni consacrate al Signore. La sua infanzia fu segnata da un dolore precoce, poiché rimase orfana di padre all'età di soli due anni, una circostanza che non intaccò tuttavia la robustezza della sua educazione cristiana. All'età di dodici anni, Giuseppina fu protagonista di un fatto quasi premonitore nella parrocchia di San Pietro in Sala durante le celebrazioni del Venerdì Santo. Durante quella visita liturgica, sentì distintamente una voce che chiedeva chi le desse un bacio d'amore in volto per riparare il bacio di Giuda. Giunto il suo turno, la fanciulla baciò il volto del Crocifisso con grande trasporto, anticipando in quel gesto l'orientamento spirituale di tutta la sua vita. La Fede fiorì rigogliosa anche nei suoi fratelli, poiché il fratello Riccardo fu ordinato sacerdote il ventisette maggio 1899, la sorella Angelina entrò nel monastero delle Sacramentine l'anno successivo, e la sorella Maria si fece Orsolina di San Carlo nel 1908. Proprio durante la cerimonia di vestizione della sorella Maria, celebrata il primo ottobre 1909, Giuseppina sentì in modo definitivo la propria chiamata alla vita religiosa. Rispondendo a questo invito divino, il quindici ottobre 1913 entrò nell'istituto delle Figlie dell'Immacolata Concezione nella casa di Milano, dove fu accolta calorosamente dalla fondatrice Madre Eufrasia Jaconis. Il sedici maggio 1914 indossò l'abito religioso, prendendo il nome di suor Maria Pierina, e l'anno successivo emise la sua prima professione religiosa. La fondatrice Madre Eufrasia morì in Argentina nel 1916, e tre anni dopo suor Pierina, insieme ad alcune compagne, partì per l'Argentina per continuare il cammino di dedizione. In quegli anni fervidi, suor Pierina amava contemplare la Passione di Cristo, concentrando le sue riflessioni in particolare sul Santo Volto, una devozione che alimentava la sua unione con il Signore. Nel 1921 emise i voti perpetui nella Casa Madre di Buenos Aires, per fare ritorno in Italia il cinque novembre dello stesso anno. Due anni dopo il rientro in patria, la religiosa pianse la morte della madre terrena, trovando conforto nella preghiera e nella dedizione alla comunità. Il dodici aprile 1928 fu eletta superiora della casa di Milano, e nel 1930 divenne delegata della Madre Generale per gli affari all'estero, coordinando con prudenza e spirito di servizio le attività dell'istituto.
Le esperienze mistiche e il Santo Volto
Nel profondo del suo animo viveva una straordinaria esperienza mistica, che la beata custodiva gelosamente nel silenzio e nel nascondimento. Durante l'orazione notturna del primo Venerdì di Quaresima del 1936, Gesù la rese partecipe dei dolori spirituali del Getsemani. Mentre il viso di Gesù sudava sangue, le chiese di onorare maggiormente il suo Volto, che riflette le pene intime, il dolore e l'amore del suo Cuore. Il Martedì Santo seguente, Gesù le disse che contemplare la sua faccia avrebbe versato il suo amore nei cuori e ottenuto la salvezza di molte anime. Il primo martedì del 1937, Gesù le riferì che la devozione al Santo Volto avrebbe completato e aumentato quella al suo Cuore. Le consorelle furono testimoni solo di qualche raro fatto della vita di Pierina, poiché ella aveva chiesto a Gesù di condurre la sua missione nel nascondimento, mentre in lei cresceva costantemente il desiderio di immolarsi per la salvezza dei peccatori. Il trentuno maggio 1938, di notte, mentre si trovava in cappella davanti al tabernacolo, le apparve la Vergine Maria. La Madonna teneva tra le mani uno scapolare di panno bianco con l'immagine del Volto di Gesù e la scritta Illumina, Domine, vultum tuum super nos su un lato, mentre sull'altro lato era raffigurata un'ostia splendente con la scritta Mane nobiscum Domine. La Vergine le ordinò di riferire al Padre Confessore che lo scapolare è un'arma di difesa, uno scudo di fortezza e un pegno di misericordia. La Madonna spiegò che il Santo Volto è un rimedio divino necessario contro la sensualità e l'odio verso Dio e la Chiesa, e promise che chi indosserà lo scapolare e visiterà il Santissimo Sacramento ogni martedì verrà fortificato nella fede e farà una morte serena. Pochi giorni dopo, la Madonna le rivelò il compito di coniare una medaglia. In quel periodo, il fotografo Giovanni Bruner di Trento aveva fotografato la Santa Sindone e donato l'immagine al beato cardinale Ildefonso Schuster, il quale la consegnò a Madre Pierina. La beata fece ritrarre il Santo Volto basandosi proprio sull'immagine della Sindone. Nello stesso anno, Gesù le apparve grondante sangue e con tristezza le chiese di istituire una festa particolare al Santo Volto nel martedì di Quinquagesima, preceduta da una Novena di riparazione ai dolori da Lui patiti. Nel settembre del 1939, la Beata Pierina fu eletta superiora della nuova casa di Roma all'Aventino, appartenente all'Istituto Spirito Santo. Nel 1940 incontrò l'Abate Ildebrando Gregori, vissuto tra il 1894 e il 1985, il quale divenne il suo direttore spirituale fino alla morte di lei. Pierina mise mano all'opera della medaglia pur essendo priva di mezzi finanziari. Ottenne dal fotografo Bruner l'autorizzazione a utilizzare l'immagine da lui riprodotta dalla Santa Sindone e ricevette il permesso e la benedizione del Cardinale Schuster, che era un monaco benedettino. Un mattino, la Madre Pierina trovò per caso una busta contenente il denaro necessario. Obbedendo al confessore, fece coniare una medaglia anziché lo scapolare. Pierina era turbata da questo cambiamento e si rivolse alla Madonna, la quale le disse di stare tranquilla perché lo scapolare è supplito dalla medaglia con le stesse promesse e favori, rimanendo solo da diffonderla di più. La Madonna espresse a Pierina il desiderio di veder promossa la festa del Volto Santo del suo Divin Figlio, dicendo di riferirlo al Papa. La medaglia iniziò il suo cammino di diffusione e i fedeli ottennero grazie sia morali che fisiche. Le parole di Pierina riassumevano la sua dedizione assoluta: Voglio quello che vuole Gesù, costi quel que costi.
Il compimento della missione e la memoria
Il sette giugno 1945, la Madre Pierina lasciò per sempre Roma e fece ritorno a Milano servendosi di mezzi di fortuna, consapevole che la sua missione terrena era ormai compiuta. La vicenda terrena di Madre Pierina si concluse quasi contestualmente alla fine della guerra, poiché la religiosa morì nella casa di Centonara d'Artò, in provincia di Novara, il ventisei luglio. Dalle memorie scritte della beata, redatte negli anni angoscianti del secondo conflitto mondiale, si apprende la straordinaria esperienza di un'anima in maniera toccante. Del diario di Pierina rimangono solo i quaderni relativi al periodo compreso tra il 1940 e il 1945, poiché ella aveva distrutto i quaderni precedenti al 1940 per custodire il suo raccoglimento nel nascondimento. Nel 1962 ebbe inizio il processo canonico di beatificazione, e il due maggio 1970 i resti mortali di Pierina furono solennemente trasportati nella cripta della cappella dell'Istituto a Milano. Nel 1973 gli scritti di Pierina furono attentamente esaminati e approvati dai teologi censori. La missione della beata trovò continuazione nell'opera dell'Abate Ildebrando Gregori, dichiarato Venerabile dal 2014, che era già impegnato in opere a favore dei bisognosi. L'Abate Ildebrando diventò, grazie alla beata, diffusore della devozione al Santo Volto, adempiendo a tale compito con grande energia e trasmettendolo come carisma fondando la Congregazione Benedettina delle Suore Riparatrici del Santo Volto. La medesima missione fu recepita dai Benedettini Silvestrini, ai quali Padre Ildebrando apparteneva. I Benedettini Silvestrini, oltre al Monastero di Giulianova, hanno dedicato al Santo Volto il Santuario di Bassano Romano e quello di Clifton negli Stati Uniti, perpetuando nel mondo la riparazione e l'amore per il volto di Cristo, definito dolcissimo e fonte di ogni bene.
Il cammino di fede
Giuseppa Maria De Micheli, conosciuta nella vita religiosa come Maria Pierina, nacque a Milano nell'anno 1890, in un contesto familiare che favorì precocemente la sua crescita spirituale. La sua vocazione si concretizzò nel 1913, quando scelse di consacrarsi al Signore entrando tra le Figlie dell'Immacolata Concezione, istituto che la vide operare con spirito di dedizione in diverse città, tra cui Milano, Buenos Aires e Roma. La sua vita fu un susseguirsi di atti di umiltà e di preghiera, vissuti nel silenzio della quotidianità conventuale fino a quando il Signore non scelse di manifestarsi a lei in modo straordinario.
A partire dal 1936, la Beata Maria Pierina fu destinataria di visioni riguardanti il Santo Volto di Gesù, un'esperienza che trasformò radicalmente il suo apostolato. La sua missione divenne quella di riparare le offese recate al Redentore, promuovendo una devozione che si radicò profondamente nel suo cuore. Il 31 maggio 1938, ella fu benedetta da un'ulteriore grazia, ovvero l'apparizione della Vergine Maria, che confermò il suo cammino di testimonianza. Tale missione non rimase confinata alla dimensione privata, ma si tradusse in un'azione concreta: la Beata si adoperò con fermezza affinché la devozione al Santo Volto potesse diffondersi tra i fedeli, promuovendo attivamente la coniazione della medaglia del Santo Volto. Dopo una vita spesa nel servizio ai fratelli e nella contemplazione del mistero divino, la sua anima tornò al Padre nel 1945, a Centonara d'Artò, lasciando un'eredità spirituale che continua a parlare al cuore dei fedeli attraverso la contemplazione dell'immagine del Salvatore.
La memoria liturgica
Il culto verso la Beata Maria Pierina De Micheli è indissolubilmente legato alla sua missione di far conoscere e venerare il Volto di Gesù. La sua memoria liturgica viene celebrata il 26 luglio, data in cui la Chiesa ne commemora la testimonianza di santità e la dedizione alla causa del Salvatore. Oltre a questa ricorrenza, la devozione che ella ha promosso con tanto fervore trova un momento di particolare significato spirituale nel martedì di Quinquagesima, giorno in cui i fedeli sono invitati a rivolgere lo sguardo verso il Volto di Cristo in spirito di riparazione e di profonda comunione.
La medaglia del Santo Volto, da lei promossa, rimane oggi il segno tangibile di questa devozione, un piccolo oggetto che invita alla preghiera costante e al riconoscimento della presenza del Signore nelle vicende umane. Attraverso la sua vita, la Beata Maria Pierina ci insegna che il volto di Dio non è una realtà lontana, ma una presenza che chiede di essere accolta, amata e onorata con la purezza del cuore e la costanza della fede.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria Pierina De Micheli?
La memoria liturgica della Beata Maria Pierina De Micheli si celebra il ventisei luglio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Centonara d'Artò.