5 gennaio
Beata Maria Repetto
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza a Voltaggio
Maria Repetto è nata a Voltaggio, comune in provincia di Alessandria ma compreso nella diocesi di Genova, il trentuno ottobre 1809. Era la primogenita del notaio Giovanni Battista Repetto e di Teresa Gazzale. Dall'unione tra il padre e la madre nacquero successivamente altri dieci figli. È stata battezzata il giorno stesso della nascita, ricevendo il nome della Vergine Santissima. La famiglia Repetto godeva di uno stato sociale ed economico superiore rispetto alla media degli abitanti di Voltaggio, centro prevalentemente agricolo. In qualità di figlia maggiore, dovette presto collaborare con la madre nella cura dei fratelli minori e nel lavoro domestico. Cresce in una famiglia fortemente religiosa, all'interno della quale quattro sorelle e un fratello scelsero la vita consacrata. All'età di dieci anni ricevette la Prima Comunione, evento che fece nascere in lei il desiderio permanente di vivere unita a Gesù. Ha frequentato la scuola per qualche anno, sviluppando un forte interesse per la lettura, in particolare dei testi agiografici. Ricevette verosimilmente un'istruzione dal padre, uomo di buona cultura, mentre la madre le insegnò l'arte del ricamo. La serenità familiare fu interrotta quando Maria aveva tredici anni a causa della scomparsa prematura di due suoi fratelli. Sotto la guida materna, Maria e la sorella Giuseppina prestavano assistenza alle famiglie bisognose del paese mediante piccole elemosine o aiuti domestici. Talvolta le due sorelle portavano nella propria abitazione abiti da lavare e rammendare per conto dei poveri, facendosi carico di un lavoro impegnativo per la loro giovane età. Spinta da una profonda fede, maturò gradualmente la volontà di consacrarsi alla vita religiosa. Comunicò ai genitori l'intenzione di entrare in convento all'età di ventidue anni, quando la sua presenza in casa non era più indispensabile.
L'ingresso tra le Brignoline e il lavoro di ricamo
Il sette maggio 1829 fece il suo ingresso a Genova presso il Conservatorio di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario. Tale istituto era stato fondato a Genova circa due secoli prima da Santa Virginia Centurione Bracelli. Le religiose dell'istituto sono note come Brignoline, in omaggio al nobile Emanuele Brignole che donò la sede della prima Casa Madre. Nel luogo in cui sorgeva la prima Casa Madre delle Brignoline si trova oggi una delle stazioni ferroviarie di Genova. La dote fornita dal padre era sufficiente a garantirle il sostentamento per tutta la vita e comprendeva una somma supplementare che Maria, previa autorizzazione della superiora, poteva destinare a opere caritatevoli. Grazie al suo livello di istruzione e alle sue doti, fu accolta tra le suore coriste anziché tra le inservienti ausiliarie. Chiese e ottenne di vivere la propria vocazione al riparo dal clamore, in completo nascondimento. Il giorno della festa dell'Assunta del 1831 pronunciò i voti privati di povertà, castità e obbedienza. Possedeva un'indole semplice, allegra e una calma che risultava di esempio per gli altri. Inviata nel laboratorio di ricamo, trascorreva le sue giornate dividendosi tra il lavoro manuale e la preghiera. L'attività del laboratorio di ricamo rappresentava una fonte di guadagno fondamentale per la sussistenza della comunità. Attraverso il lavoro di ricamatrice, suor Maria intendeva emulare San Giuseppe, suo patrono e guida spirituale, che aveva sostenuto la Sacra Famiglia con il mestiere di falegname. Nutriva una fiducia smisurata verso San Giuseppe. Colpiva e affascinava chi la incontrava per la costante serenità e per il sorriso.
Il servizio durante le epidemie di colera
Nel 1835 superò la propria timidezza per assistere i malati durante l'epidemia di colera scoppiata a Genova. Assieme ad alcune consorelle, si dedicò alla cura dei colerosi con forte spirito di sacrificio e dedizione. Il suo operato durante l'epidemia le valse tra la gente l'appellativo di monaca santa. Nonostante la fama, era difficile notarla a causa della statura minuta e dell'atteggiamento umile. Terminata l'epidemia di colera, riprese il suo lavoro all'interno del laboratorio di ricamo. Nell'estate del 1854, a distanza di vent'anni, Genova fu colpita da un'ulteriore epidemia di colera durante la quale Maria operò nuovamente come volontaria con totale dedizione. In seguito alle sue azioni durante la seconda epidemia, la popolazione iniziò a considerarla una persona con una speciale elezione divina. Secondo il Martirologio, la beata Maria Repetto era una vergine appartenente alla congregazione delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario. Il Martirologio attesta che Maria visse separata dal mondo e si distinse nell'offrire conforto agli afflitti e nell'infondere speranza di salvezza ai dubbiosi.
Il ministero in portineria e la devozione a San Giuseppe
A causa di un calo della vista, venne successivamente sollevata dagli incarichi precedenti e nominata portinaia del convento. Il ruolo di portinaia, pur apparendo secondario, risultava determinante poiché costituiva il principale punto di contatto tra il convento e il mondo esterno. Numerose persone si presentavano alla porta del monastero per chiedere aiuti materiali o sostegno morale. In qualità di portinaia, suor Maria si dimostrò premurosa e attenta verso ogni visitatore, offrendo a ciascuno parole di conforto. Nello svolgimento dell'incarico di portinaia la sua devozione verso San Giuseppe divenne celebre. Era solita raccomandare gli ammalati all'intercessione di San Giuseppe. Lungo il corridoio situato accanto alla portineria si trovava una statua raffigurante San Giuseppe. Quando i fedeli le domandavano preghiere per grazie particolari, suor Maria si recava davanti alla statua di San Giuseppe per pregarlo e interrogarlo. Una donna si rivolse a suor Maria chiedendo preghiere per il marito che aveva perso la vista. Suor Maria si pose dinanzi a un dipinto di San Giuseppe, girò il quadro con la tela rivolta verso la parete e disse ad alta voce al santo che se non avesse esaudito la richiesta avrebbe provato cosa significasse stare al buio. A seguito dell'episodio del quadro girato, l'uomo riebbe la vista nei tempi previsti. Il modo di pregare di suor Maria denotava una devozione confidente e filiale verso il santo. Regalava alle persone medaglie e immagini di San Giuseppe, chiamate Giuseppini. Gli infermi applicavano le immagini dei Giuseppini direttamente sulle parti del corpo colpite dalla malattia. Manteneva uno stile di preghiera molto profondo e si dedicava quotidianamente alla meditazione della Via Crucis.
Il trasferimento a Marassi e gli ultimi anni
Dimostrava un'elevata sensibilità verso il tema delle vocazioni religiose. Suor Emanuela chiederà un giorno quando la fondatrice Virginia Centurione Bracelli sarebbe stata proclamata santa. Suor Maria rispose che la canonizzazione della fondatrice sarebbe avvenuta dopo quella di una sua consorella. Suor Maria non sapeva che la consorella a cui alludeva era se stessa. Santa Virginia Centurione Bracelli è stata beatificata quattro anni dopo suor Maria Repetto ed è stata successivamente canonizzata. Nel 1868 la comunità religiosa dovette abbandonare il proprio convento. L'abbandono del convento fu necessario per consentire la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Genova Brignole. La nuova Casa della comunità fu eretta nella località di Marassi. Nella nuova sede di Marassi la beata Maria ottenne nuovamente la mansione di portinaia. Negli stessi anni operava a Genova il cappuccino San Francesco Maria da Camporosso, vissuto tra il 1804 e il 1866. San Francesco Maria da Camporosso si dedicava all'aiuto dei bisognosi. Suor Maria e San Francesco Maria da Camporosso non si incontrarono mai di persona. I due santi mantennero un contatto spirituale e misterioso tramite le persone da loro assistite. Maria visse un'esistenza improntata a una profonda povertà. Maria preferiva indossare gli abiti usati dalle consorelle, riadattandoli alla propria corporatura esile, piuttosto che vestiti nuovi. Maria gestì ingenti somme di denaro nel corso della sua vita. Maria raccoglieva donazioni dai ricchi e le distribuiva con gioia ai poveri. All'età di ottanta anni Maria si ritirò nell'infermeria. Maria è deceduta serenamente il cinque gennaio 1890 a Genova. Le ultime parole pronunciate da Maria prima di morire sono state Regina Coeli, laetare alleluja. La fama di santità di Maria fu estremamente vasta dopo la morte. Le consorelle hanno perpetuato la memoria di Maria proseguendo un'intensa opera caritativa nel suo nome. Maria Repetto è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il quattro ottobre 1981. I resti mortali di Maria sono conservati e venerati all'interno della chiesa della Casa Madre a Genova. Maria Repetto è nata a Voltaggio, in provincia di Alessandria, il trentuno ottobre 1809 ed è deceduta a Genova il cinque gennaio 1890.
Il cammino di fede
Il percorso di Maria Repetto ebbe inizio nel 1829, quando fece il suo ingresso nel Conservatorio di Nostra Signora del Rifugio, luogo che divenne la sua dimora definitiva e il teatro della sua santificazione. Nel corso dei decenni, ella seppe interpretare la propria vocazione con uno spirito di servizio che superava ogni confine, ponendosi al fianco dei più fragili. Il suo impegno si distinse con particolare forza durante le epidemie di colera del 1835 e del 1854, momenti di grande angoscia in cui Maria non esitò a prodigarsi per l'assistenza agli infermi, testimoniando una carità operosa e senza riserve.
Dopo una vita spesa nel nascondimento, nel 1868 la sua comunità si trasferì a Marassi, dove ella continuò il suo cammino di fede con immutata costanza. È celebre il suo prolungato servizio come portinaia del convento, incarico che svolse con una devozione particolare verso San Giuseppe, trovando in tale mansione l'occasione per accogliere ogni persona con spirito di carità. Questo ufficio, apparentemente semplice, divenne per lei una vera missione spirituale, un modo per farsi prossima a chiunque bussasse alla porta in cerca di sollievo o conforto. La sua esistenza si concluse a Genova il 5 gennaio 1890, segnando la fine di un pellegrinaggio terreno vissuto interamente nell'abbandono alla volontà del Signore.
Memoria e devozione
La figura della Beata Maria Repetto è custodita con gratitudine dalla Chiesa, che ne riconosce la santità come dono prezioso per la comunità dei credenti. Il suo culto, sancito dalla beatificazione avvenuta nel 1981 per mano di San Giovanni Paolo II, non si è mai affievolito, mantenendo viva la memoria di una donna che ha saputo rendere il servizio un atto di culto gradito a Dio. La sua testimonianza continua a ispirare quanti, nel silenzio della quotidianità, scelgono di dedicare la propria vita al bene dei fratelli, specialmente di coloro che sono provati dalla malattia e dalla solitudine.
Il legame con gli infermi, di cui è patrona, rende la sua intercessione particolarmente invocata da chi vive il tempo della prova fisica. Ogni 5 gennaio, la liturgia ci invita a fare memoria della sua morte, richiamando alla mente la luce che la sua vita ha proiettato sulla città di Genova e oltre. Ella resta per noi un esempio luminoso di come la fedeltà ai piccoli compiti quotidiani possa condurre verso la pienezza della vita in Dio, incoraggiandoci a vivere con lo sguardo rivolto all'Eterno anche nelle ore più buie della nostra storia personale e sociale.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Maria Repetto?
La memoria liturgica della beata Maria Repetto si celebra il 5 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.
A Genova, beata Maria Repetto, vergine, delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario: vivendo lontana dal mondo, si distinse nel confortare gli afflitti e nel risollevare i dubbiosi alla speranza della salvezza. — Martirologio Romano