13 giugno
Beata Marianna Biernacka
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e la testimonianza
Marianna nacque nel 1888 a Lipsk, nel territorio della diocesi di Lomza in Polonia. La sua giovinezza fu segnata da una scelta di fede fondamentale compiuta nel 1905, quando all'età di diciassette anni passò, insieme ai suoi familiari, dalla Chiesa ortodossa alla comunione cattolica di rito latino. Giunta all'età di venti anni, celebrò il matrimonio cattolico con Ludwik Biernacki, dal quale nacquero sei figli. Dopo la morte del marito, visse in comunione domestica con il figlio Stanislao e con sua moglie, condividendo quotidianamente la vita con la giovane coppia. Tra la gente del suo paese era conosciuta e stimata per la sua benevolenza e per una profonda religiosità vissuta nella semplicità dei giorni.
Il martirio e la beatificazione
Durante la persecuzione contro la Chiesa polacca nell'occupazione tedesca dal 1939 al 1945, l'odio razziale del nazismo portò alla morte di milioni di civili polacchi. Il primo luglio 1943 Lipsk fu sconvolta da arresti di massa durante una rappresaglia, nella quale fu fermata anche la giovane nuora di Marianna, allora incinta di un altro figlio. La cinquantacinquenne Marianna si fece avanti e si propose ai soldati al posto della nuora, offrendo la sua vita per salvare lei e il nascituro. Questo gesto eroico viene giustamente paragonato a quello di Saint Massimiliano Maria Kolbe, frate conventuale nel campo di Auschwitz. Lo scambio fu accettato e i prigionieri furono tradotti in carcere. Marianna fu successivamente spostata a Naumowicze vicino a Grodno, attualmente in Bielorussia, dove fu fucilata il tredici luglio 1943. La Chiesa ha voluto affiancare ai numerosi figli consacrati vittime in Polonia anche questa umile madre di famiglia. La proclamazione dei martiri è il frutto di vari processi istruiti sulla base di notizie raccolte e testimonianze. Il primo processo fu aperto il ventisei gennaio 1992 dal vescovo di Wloclaweck, diocesi in cui il maggior numero delle vittime subì il martirio. Nel primo processo sono via via confluiti altri procedimenti e il numero dei Servi di Dio è passato inizialmente da novantadue a centootto. Questo vasto gruppo di martiri comprende tre vescovi, cinquantadue sacerdoti diocesani, tre seminaristi, ventisei sacerdoti religiosi, sette fratelli professi, otto religiose e nove laici, appartenenti a diciotto diocesi, all'Ordinariato Militare e a ventidue Famiglie religiose, i quali subirono torture, maltrattamenti e prigionia, finendo quasi tutti nei campi di concentramento di Dachau, Auschwitz, Stutthof, Ravensbrück e Sachsenhausen tramite la camera a gas, la decapitazione, la fucilazione, l'impiccagione o il massacro per mano delle guardie. Il capogruppo dei nove laici di questo memorabile gruppo è proprio la beata Marianna Biernacka. Papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata beata il tredici giugno 1999 a Varsavia, durante il settimo viaggio apostolico del Papa in Polonia.
La vita
Il cammino di Marianna Biernacka ha avuto inizio nel 1888 a Lipsk, luogo in cui ha trascorso i suoi anni di formazione e di crescita umana. Il momento decisivo per il suo orientamento spirituale è giunto nel 1905, anno della sua conversione al cattolicesimo, scelta che ha segnato profondamente la sua identità e il suo impegno nel mondo. Unita in matrimonio a Ludwik Biernacki, Marianna ha vissuto la vocazione laicale con dedizione, costruendo una famiglia e partecipando attivamente alla vita della sua comunità. Le cronache della sua esistenza, pur nella semplicità di una vita vissuta tra Lipsk e Grodno, rivelano una donna di grande forza interiore, capace di trasformare le sfide quotidiane in un esercizio continuo di carità.
Nel drammatico contesto della seconda guerra mondiale, la sua testimonianza ha raggiunto il culmine della gloria. Nel 1943, durante una retata nazista che minacciava la vita dei suoi cari, Marianna ha compiuto una scelta che ha sfidato la logica della paura. Vedendo la nuora incinta condotta verso un destino tragico, la Beata si è offerta spontaneamente al posto della giovane, accettando di subire le conseguenze dell'odio umano per preservare una vita nascente. Questa offerta, che ha svelato la grandezza di un cuore pronto a morire per il prossimo, l'ha condotta verso il luogo del suo sacrificio finale a Naumowicze. Il 13 luglio 1943, Marianna Biernacka ha concluso il suo cammino terreno sotto il fuoco della fucilazione, sigillando con il sangue la coerenza di una fede vissuta fino all'estremo.
Il culto
La memoria della Beata Marianna Biernacka è custodita con gratitudine dalla Chiesa, che ne riconosce il martirio come una delle testimonianze più pure del ventesimo secolo. La solenne beatificazione, presieduta da San Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999, ha elevato agli onori degli altari questa donna semplice, la cui grandezza risiede nell'aver compreso che non vi è amore più grande di colui che dona la propria vita per i propri amici.
Sebbene la sua memoria liturgica sia fissata al 13 giugno, il ricordo del suo martirio è legato al 13 luglio, giorno in cui ha compiuto il suo transito definitivo verso la gloria di Dio a Naumowicze. La figura della Beata Marianna rimane un punto di riferimento fondamentale per quanti, nel mondo contemporaneo, desiderano guardare al sacrificio come a un gesto di speranza contro la violenza. Attraverso la sua intercessione, la comunità cristiana è invitata a riflettere sulla dignità della vita e sulla forza inesauribile della carità che, anche nel buio della persecuzione, sa farsi luce per gli altri.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Marianna Biernacka?
La sua memoria liturgica si celebra il tredici giugno, giorno della sua beatificazione avvenuta nel 1999.
Chi era la beata Marianna Biernacka?
Era una madre di famiglia polacca che offrì spontaneamente la propria vita al posto della nuora incinta durante l'occupazione tedesca della seconda guerra mondiale.
Nella cittadina di Naumowicze vicino a Grodno in Polonia, beata Marianna Biernacka, madre di famiglia e martire, che, durante la guerra, in regime di occupazione, si offrì spontaneamente ai soldati al posto di sua nuora incinta e, fucilata sul posto, ricevette la palma gloriosa del martirio. — Martirologio Romano