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2 luglio

Beata Susanna Kang Gyeong-bok

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e l'incontro con la fede

Kang Gyeong-bok nacque nell'anno 1762 all'interno di una famiglia di ceto sociale modesto. Durante la sua giovinezza svolse l'incarico di dama di corte. Concluso il suo servizio a palazzo, ella si trasferì nello Yangjegung, noto anche come Pyegung. Lo Yangjegung era la residenza destinata ai componenti della famiglia reale dopo l'uscita dal palazzo. Le proprietarie della struttura erano Maria Song, legata da parentela alla famiglia reale, e sua nuora Maria Sin. Sia Maria Song sia Maria Sin erano di fede cattolica. Le due donne mantennero a lungo contatti con il primo sacerdote missionario giunto in Corea, il cinese padre Giacomo Zhou Wen-mo. Le proprietarie erano in contatto anche con la catechista Colomba Kang Wan-suk, collaboratrice del sacerdote. Intorno al 1798, Maria Song invitò Susanna presso la propria abitazione per illustrarle i dogmi del cattolicesimo e sollecitare la sua conversione. A partire da quel momento, la donna si dedicò all'apprendimento e alla pratica del cattolicesimo. Ella era solita recarsi, con altre dame della corte, nella casa della catechista Colomba per assistere alle Messe officiate da padre Giacomo. In seguito, ricevette il sacramento del Battesimo, assumendo il nome cristiano di Susanna.

La persecuzione, il martirio e la beatificazione

Nel 1801, a seguito dello scoppio della persecuzione Shinyu, padre Giacomo trovò rifugio nello Yangjegung con il sostegno del servo Nam Gu-wol. Mentre si trovava in visita alla madre, Susanna venne a conoscenza delle perquisizioni della polizia contro i fedeli cattolici. Tornò celermente nello Yangjegung per avvertire del pericolo e consentire a padre Giacomo di fuggire altrove. Dopo che il sacerdote fu riuscito ad allontanarsi in sicurezza, anche Susanna abbandonğ la residenza. Fu arrestata poco dopo dalle forze di polizia e condotta al quartier generale di Seul. Sottoposta immediatamente a interrogatorio e a supplizi fisici, rifiutò di cedere dichiarando la propria incrollabile adesione al cattolicesimo fino alla morte. Successivamente venne trasferita presso la Corte Suprema, dove fu nuovamente interrogata e percorsa, arrivando a cedere e a dichiarare che non avrebbe più praticato la religione cattolica. In seguito a tale ritrattazione, la Corte Suprema dispose il suo trasferimento al Ministero della Giustizia. Presso il Ministero della Giustizia si pentì del cedimento e manifestò di nuovo la volontà di professare la propria fede. I persecutori tentarono senza successo di costringerla a rivelare il luogo di nascondiglio di padre Giacomo Zhou. Determinata ad affrontare il martirio, ribadì la propria convinzione nell'autenticità della dottrina cattolica, ricordando il battesimo ricevuto da padre Giacomo allo Yangjegung e confermando di non voler rinnegare la fede a costo della vita. Susanna venne condotta alla Piccola Porta Occidentale di Seul insieme a Colomba Kang, Ignazio Choe In-cheol, Matteo Kim Hyeon-u, Viviana Mun Yeong-in, Giuliana Kim Yeon-i, Antonio Yi Hyeon e Agata Han Sin-ae. Fu giustiziata tramite decapitazione il 2 luglio 1801, corrispondente al ventidue maggio del calendario lunare. Al momento della morte aveva compiuto trentanove anni. Susanna Kang Gyeong-bok e i suoi compagni di martirio appartengono al gruppo guidato da Paolo Yun Ji-chung, di cui fa parte anche padre Giacomo Zhou Wen-mo. La sua memoria è stata suggellata dalla Chiesa quando è stata proclamata beata da papa Francesco il 16 agosto 2014 durante il suo viaggio apostolico in Corea del Sud.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Susanna Kang Gyeong-bok?

La sua ricorrenza si celebra il 2 luglio, data che commemora il giorno del suo martirio avvenuto nel 1801.